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Cambiare mutuo: come destreggiarsi tra surroga, rinegoziazione e tassi di interesse

15/11/2017 in “MutuiOnline informa

Il tasso fisso è stato per molti anni il rifugio del consumatore che non poteva permettersi un mutuo con una tassa che rispondesse alla volatilità del tasso variabile. La scarsa cultura finanziaria del nostro paese determina una propensione al rischio molto bassa, visto che di investimenti e di finanza ne sappiamo spesso molto poco o quasi nulla. Tuttavia, gli ultimi anni hanno segnato una svolta anche per chi con i tassi non aveva grande confidenza, ma si è trovato a fare i conti con rate del mutuo troppo alte rispetto a quello che il mercato iniziava a proporre.

È iniziata così la lenta e sempre più importante migrazione degli italiani verso nuovi istituti di credito, una vera e propria caccia alla ricerca delle migliori condizioni che potessero in qualche modo far tirare un sospiro di sollievo alle finanze delle famiglie.

Nella notizia "La surroga e le alternative al mutuo: quanto convengono in questo momento?" facciamo chiarezza sul fenomeno surroga e sulla sua utilità in questo momento per aggiudicarsi condizioni che difficilmente il mercato potrà replicare in futuro. Quello che possiamo aggiungere è che la surroga non è l’unica soluzione per chi ha intenzione di cambiare il proprio mutuo. Molti mutuatari – il 45,3% nel 2017 secondo l’Osservatorio di ottobre di MutuiOnline.it, quando erano appena il 9,4% nel 2006 – sono già ricorsi a questa soluzione e per quanto la legge consenta la surroga della surroga e le banche siano ormai aperte a concederla, l’alternativa c’è e si chiama rinegoziazione del mutuo.

Secondo la specifica voce di glossario del portale MutuiOnline.it, per rinegoziazione si intende l’operazione con la quale è possibile chiedere alla propria banca la revisione delle condizioni del vecchio mutuo gravato da tassi eccessivamente elevati. Nel valutare l'opportunità di rinegoziare un mutuo, bisogna fare attenzione alle spese di rinegoziazione e alle nuove condizioni applicate. Va da sé che ogni caso è differente e ognuno ha esigenze diverse riguardo al proprio finanziamento: con un’operazione di rinegoziazione o di surroga si può cercare infatti un tasso di interesse migliore, ma anche una rata fissa con cui stare più sereni o ancora un allungamento della durata del piano di ammortamento.

È proprio per questo motivo che la scelta, anche in questo momento storico, del passaggio a un tasso di interesse fisso o variabile non è mai un affare in assoluto, ma andrà valutata di volta in volta sulla base non solo del profilo del mutuatario ma anche del tipo di condizioni che si stanno cercando.

A questo proposito, gli esperti sostengono come la scelta del tipo di tasso andrebbe idealmente operata verso “un prodotto che determina la rata rilevando il parametro di riferimento (Euribor, ma anche Irs) non sulla base di un valore giornaliero (come accade attualmente per l’Eurirs), ma su una media di periodo, mensile o trimestrale. Questo permetterebbe sia di ridurre le potenziali oscillazioni di una rata, sia di prevedere in modo migliore, per quanto possibile, il suo andamento nel breve termine”, commenta Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline.it.

Sta di fatto che l’Euribor a 3 mesi non si schioda dal segnare -0,33% ormai da gennaio scorso (dati di ottobre dell’Osservatorio MutuiOnline.it) e come abbiamo avuto modo di riportare in "Mario Draghi riduce il QE, ma lo prolunga di nove mesi" il prolungamento e la contemporanea riduzione del QE fino a settembre 2018 sono la garanzia che per ancora un bel po’ di tempo i mutui a tasso variabile saranno un affare.

Per chi volesse cogliere subito l’occasione e garantirsi le migliori condizioni storicamente conseguibili con la stipula di un finanziamento, basta usare un utile strumento di risparmio: il comparatore di MutuiOnline.it.

Il 6 di novembre un consumatore tipo, impiegato 45 anni residente a Roma che richiede un importo di mutuo per 150.000 euro a 20 anni per un valore dell’immobile di 270.000 euro, vedrà come soluzione più conveniente a tasso fisso quella di BNL – Gruppo BNP Paribas. Con TRASFORMAMUTUOBNL la rata da corrispondere mensilmente è di 744,70 euro al Tan dell’1,80% e Taeg 1,86% e le spese di istruttoria e perizia, come accade per ogni operazione di surroga, sono a carico della banca. Il prodotto è destinato a lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, lavoratori autonomi e liberi professionisti.

TRASFORMAMUTUOBNL è anche la soluzione migliore con la versione di finanziamento a tasso variabile. La rata da corrispondere in questo caso sarà di 681,71 euro al Tan dello 0,88% e Taeg 0,93%. Spese di istruttoria e perizia sono zero, mentre la somma concessa copre massimo l'80% del valore dell'immobile e non oltre il residuo del mutuo.

A cura di Paola Campanelli
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