Domanda record di mutui in Italia: ecco le ragioni dietro il boom
Secondo uno studio di CRIF, il numero di richieste di mutui è aumentato del 16,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo incremento si è manifestato con intensità maggiore nei mesi iniziali del 2025, con un picco nel mese di gennaio.
Nei primi nove mesi del 2025, la domanda di mutui immobiliari da parte delle famiglie italiane ha segnato una crescita significativa che mostra un mercato dinamico e vivace. Secondo i dati resi noti dal Barometro CRIF, il numero di richieste di mutui casa è aumentato del +16,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Questo incremento si è manifestato con intensità maggiore nei mesi iniziali del 2025, con un picco addirittura vicino al 27% nel solo mese di gennaio, mentre nel mese di settembre la crescita si è mantenuta su un robusto +7,6%.
La spinta decisiva dalle surroghe
Il traino principale di questa impennata è attribuibile ai mutui surroga, che consentono ai debitori di trasferire il proprio finanziamento presso un altro istituto creditizio e ottenere condizioni più vantaggiose.
Nel primo semestre dell'anno, le surroghe sono infatti cresciute del 46,2%, rappresentando un fenomeno trainante per il mercato immobiliare e finanziario italiano. Parallelamente, anche i nuovi mutui erogati hanno fatto registrare una crescita a doppia cifra, attestandosi su un +16,2%.
Cresce l’importo medio dei mutui
Una delle tendenze più significative che emerge dall'analisi riguarda l'importo medio richiesto per i mutui. Nel terzo trimestre del 2025, questo valore ha subito un incremento del 4,3%, raggiungendo quota 152.720 euro. Anche il mese di settembre ha confermato tale crescita con un valore medio di 156.353 euro e un aumento rispetto allo stesso mese del 2024 pari al 6,1%.
Questi dati confermano una maggiore volontà delle famiglie italiane di investire in immobili, complice anche la prospettiva di futuri tagli dei tassi di interesse attesi entro fine anno, che andrebbero a rendere più accessibili gli oneri mensili delle rate.
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Quasi un finanziamento su due supera i 25 anni
Un altro elemento importante da considerare è la durata del piano di rimborso. Quasi un mutuo su due prevede un piano superiore ai 25 anni, indicativo dell'attenzione per rate più leggere e sostenibili nel tempo.
Questa scelta riflette la volontà dei mutuatari di evitare pressioni eccessive sul bilancio familiare, specialmente in un contesto economico nel quale l'inflazione spinge al rialzo il costo della vita. Di conseguenza, si osserva anche una maggiore diffusione della scelta del mutuo a tasso fisso, che offre maggiore stabilità e prevedibilità nella gestione delle spese di casa.
Richieste di mutuo: la distribuzione per fasce di importo e di età
L'analisi della distribuzione per fasce di importo evidenzia che la quota maggiore di richieste si concentra nelle soglie comprese tra 100 mila e 150 mila euro (31,0%), seguita da vicino da quelle tra 150.001 e 300 mila euro (30,6%). Importi più bassi o più elevati sono meno frequenti, con una percentuale rispettivamente del 15,7% per richieste fino a 75 mila euro e appena il 5,4% per importi superiori ai 300 mila euro.
Dal punto di vista anagrafico, la composizione dei richiedenti mutuo mostra una forte predominanza della fascia tra i 25 e i 44 anni, che rappresenta il 63% del totale. Questa fascia è tipicamente quella più attiva nel mercato immobiliare, in cerca sia di primo acquisto che di miglioramento dell'abitazione. La fascia 45-64 anni si attesta invece al 31,5%, mentre le classi più giovani o più anziane costituiscono quote residue.
Direttiva EU Case Green: incentivare l'efficienza energetica degli immobili
Guardando in prospettiva, gli analisti segnalano il prossimo ricevimento della “Direttiva EU Case Green”, un possibile elemento di ulteriore stimolo sul mercato. Questa direttiva, che mira a incentivare l'efficienza energetica degli immobili, potrebbe infatti spingere una maggiore domanda di abitazioni di classe energetica medio-alta, ritenute più convenienti sul lungo periodo, sia in termini di costi di gestione che di sostenibilità ambientale e un maggiore ricorso ai mutui green.
Simone Capecchi, direttore esecutivo di CRIF sottolinea proprio la resilienza delle famiglie italiane e il loro atteggiamento positivo in un contesto globale ancora molto incerto. L'andamento della domanda di mutui rappresenta un segnale importante di fiducia e di pianificazione a lungo termine, elementi fondamentali per la tenuta del mercato immobiliare e per la stabilità economica del Paese.
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