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Canone concordato: un’opportunità per tutti

12/10/2017 in “MutuiOnline informa

L’affitto a canone concordato è un’opportunità non solo per chi prende un immobile in locazione, ma sicuramente anche per chi affitta. Come abbiamo scritto in "Canone concordato: novità e numeri inaspettati", una ricerca di Solo Affitti rileva il 53,9% dei contratti di affitto stipulati con questa formula: oltre la metà, e in crescita rispetto al 53,4% dello scorso anno.

A contribuire ad aumentarne la popolarità, gli aggiornamenti intervenuti con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto interministeriale del 16 gennaio 2017, che hanno rinnovato le regole e introdotto importanti variazioni rispetto al precedente DM del 30/12/2002.

È necessario premettere che la concezione classica di canone concordato era quella di un contratto che trovava applicazione esclusivamente nei Comuni ad alta densità abitativa e che pur “autorizzando le parti contraenti a definire liberamente il suo contenuto, li vincolava in ordine al valore del canone e alla durata del contratto”. Il modello contrattuale standard del canone concordato doveva essere inoltre predisposto dalle associazioni rappresentative della categoria dei proprietari e di quella degli inquilini, sulla base di un accordo territoriale.

Il nuovo decreto introduce importanti novità alla vecchia disciplina. In tema di territorio di competenza, ad esempio, perché adesso è possibile siglare contratti a canone concordato dovunque, anche nei comuni privi di alta tensione abitativa, pur sempre sulla base di accordi territoriali. E in tema di vantaggi fiscali, visto che l’ultima finanziaria ha abbassato del 25% l’IMU per i proprietari che affittano a canone concordato e ha ridotto del 30% la base imponibile sulla quale calcolare l’IRPEF in dichiarazione dei redditi. In alternativa, il locatore può avvalersi della cedolare secca, la tassazione diretta sul reddito percepito ridotta nel 2017 al 10% nei comuni ad alta tensione abitativa e limitrofi.

Anche grazie agli affitti a canone concordato il mercato delle locazioni nel territorio di Milano registra una ripresa e la città più metropolitana d’Italia può allargare la sua cerchia accogliendo anche nelle aree limitrofe alla cintura i molti giovani che necessitano di condizioni agevolate per accedere al mercato immobiliare. Secondo il viceministro dell’Economia e delle finanze Enrico Morando, l’interesse verso il canone concordato è in crescita anche da parte delle istituzioni e indispensabile sarà rinnovare la cedolare secca del 10% sugli affitti, in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Milano rimane comunque la regina incontrastata dell’immobiliare e non solo delle locazioni. Come riportiamo in "Affitti, a salire è soprattutto l’offerta", l’offerta è di circa 37.000 appartamenti in vendita e 12.000 in locazione, mentre le richieste vedono una tendenza opposta: 30.000 abitazioni in locazione e 10.000 in acquisto.

Ricordiamo che per chi volesse investire in una seconda casa da mettere a reddito in un mercato importante come quello milanese e desiderasse stipulare un mutuo, la soluzione è di confrontare le offerte presentate su MutuiOnline.it e individuare in pochissimi minuti quella più adatta al proprio profilo di investitore. Un finanziamento a tasso variabile di 120.000 euro per un valore dell’immobile di 200.000 euro a tasso variabile costerebbe a un milanese 545,21 euro mensili. Il prodotto è del Banco di Sardegna e si chiama Mutuo Facile – Tasso Variabile Euribor, al Tasso variabile dello 0,88% e Taeg 1,25%. Le spese iniziali sono per l’istruttoria di 700 euro e per la perizia, di 254,16 euro.

Se invece si opta per un tasso fisso, alle stesse condizioni l’indicazione di MutuiOnline.it è Mutuo Spensierato di BNL – Gruppo BNP Paribas. La rata è di 595,76 euro al Tasso fisso dell’1,80% e Taeg 2,19. Le spese di istruttoria sono di 960 euro, 300 euro quelle per la perizia e il richiedente alla fine del finanziamento non dovrà aver superato gli 80 anni, il garante 85 anni (derogabile a discrezione della banca).

A cura di Paola Campanelli
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