Per riassumere
- Il rendimento medio da locazione per un bilocale nelle grandi città è del 5,8%;
- Genova guida i rendimenti con 7,5%; Milano e Firenze sono le meno redditizie;
- Nel 2025 la domanda di mutui cresce del 12%, con picco di +26,8% a gennaio.
Il mercato immobiliare italiano si presenta ricco di opportunità, sia per chi desidera affittare un immobile sia per chi è intenzionato ad acquistare casa. Una spinta all'acquisto per investimento è stata data ultimamente anche dalla possibilità di praticare gli short rent.
Per riassumere
I primi sei mesi del 2025 hanno mostrato tendenze interessanti riguardo all'affitto e all'acquisto di immobili in Italia. A riferirlo è l'Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, secondo cui il 18% delle compravendite immobiliari è stato realizzato per investimento, con una leggera flessione rispetto al 19,4% dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato suggerisce che i risparmiatori stanno valutando alternative per impiegare il loro capitale, sebbene l'acquisto di case da affittare resti una scelta popolare.
I rendimenti annui da locazione sono ancora attrattivi, specialmente nei contesti urbani. Per un bilocale di 65 mq nelle grandi città italiane, infatti, il rendimento si attesta intorno al 5,8%.
Alcune città si distinguono poi per rendimenti particolarmente elevati: Genova guida la classifica con un 7,5%, seguita da Palermo con 7,1% e Verona con 6,6%. Altri centri come Bari (6,5%) e Napoli (5,4%) mostrano rendimenti significativi. A seguire le città di Torino (5,3%), Bologna (5,3% e Roma (5,2%), mentre Milano e Firenze chiudono la lista con valori di 4,5% e 4,6% rispettivamente.
Chi investe nel settore immobiliare non cerca solo rendimenti da locazione, ma anche una rivalutazione dell’immobile nel lungo periodo. Negli ultimi anni, i prezzi degli immobili hanno mostrato un recupero, con una rivalutazione dei valori che, dal 1998 ad oggi, ha raggiunto il 143,7% a Milano. Napoli e Firenze seguono con incrementi rispettivi dell'86,7% e dell'86,5%. Dall’analisi di Tecnocasa emerge che gli investitori tendono a preferire aree con università e servizi, il cui valore è ulteriormente aumentato dopo il lockdown.
Un fenomeno che ha influenzato il mercato immobiliare italiano è rappresentato dagli short rent, ovvero le locazioni a breve termine che, pur diminuendo, continuano a essere rilevanti nelle zone turistico-attrattive. L’analisi, tuttavia, si concentra principalmente sulle locazioni a lungo termine, dove i rendimenti mostrano una stabilità e un'interessante redditività.
Se da un lato l'affitto presenta opportunità, dall'altro l'acquisto di casa continua a essere un progetto di vita fondamentale per le famiglie italiane. Nel 2025, la domanda di mutui casa ha mantenuto una tendenza positiva, con un incremento medio annuale del 12%.
In particolare il mese di gennaio 2025 ha registrato un picco di +26,8%, il punto più alto in un periodo di forte espansione, seguito da un progressivo rallentamento. È quanto emerge dal Sistema di Informazioni Creditizie EURISC di CRIF.
Le condizioni di offerta favorevoli, in particolare per quanto riguarda i tassi di riferimento della BCE, hanno incentivato le famiglie a richiedere mutui. Di particolare rilievo la surroga del mutuo, aumentata del 37,3% nei primi nove mesi del 2025: in questo modo le famiglie cercano di ridurre gli oneri dei mutui stipulati durante i periodi di tassi elevati.
L'importo medio richiesto per un mutuo è aumentato del 3,4%, raggiungendo i 153.379 euro, con picchi a dicembre e giugno. Le fasce di importo più richieste oscillano tra i 100.000 e i 300.000 euro, con una netta preferenza per piani di rimborso che non superano i 30 anni, per evitare di appesantire il bilancio familiare.
Dall’analisi emerge, infine, che oltre un richiedente su due ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre il 21,6% è nel range di età 45-54 anni. In particolare, i più attivi nel comparto del credito al consumo sono coloro che hanno tra i 25 e i 34 anni (32,1%), seguiti da chi rientra nella fascia tra i 35 e i 44 anni (31,0%) e da coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni (21,6%).
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,24% |
| Banco di Sardegna | 3,05% | € 424,31 | 3,25% |
| BPER Banca | 3,05% | € 424,31 | 3,29% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,20% | € 432,47 | 3,37% |
| Credem | 3,10% | € 427,02 | 3,38% |
| Intesa Sanpaolo | 3,33% | € 439,61 | 3,53% |
| Banca Sella | 3,50% | € 449,04 | 3,70% |
| UniCredit | 3,45% | € 446,26 | 3,74% |
| Webank | 3,65% | € 457,46 | 3,77% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,55% | € 451,84 | 3,82% |
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