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ABI: tassi dei mutui sotto il 3,5%

L’ultimo rapporto mensile dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) scatta la fotografia di un settore bancario solido. A gennaio l'ammontare dei prestiti erogati a imprese e famiglie ha registrato un incremento dell'1,9% su base annua, mentre vi è una sostanziale stabilità sui tassi dei mutui.

20/02/2026
pile di monete crescenti con sopra icona percentuale e sull'ultima modellino di casa
ABI: tassi sui mutui stabili

Il 2026 prosegue sulla scia del 2025, con una tendenza al rialzo nella concessione dei finanziamenti e tassi accessibili per la sottoscrizione dei mutui casa. Uno scenario molto positivo per chi è intenzionato ad acquistare un immobile con il ricorso ai finanziamenti.

Un mercato dei prestiti in costante fermento

L’ultimo rapporto mensile dell'ABI scatta la fotografia di un settore bancario solido e in espansione. A gennaio l'ammontare dei prestiti erogati a imprese e famiglie ha registrato un incremento dell'1,9% su base annua. Questo dato non è isolato, ma rappresenta l'undicesimo mese consecutivo di crescita, segno di una ritrovata fiducia nel sistema economico.

Nello specifico, il comparto delle famiglie mostra una resilienza particolare, con tredici mesi consecutivi di variazioni positive. A dicembre 2025 la crescita per i nuclei familiari si era attestata al 2,5%, superando quella delle imprese (+2,0%). Questi numeri indicano che, nonostante le incertezze macroeconomiche degli anni passati, la domanda di credito rimane sostenuta, alimentata sia dalle necessità di liquidità delle aziende sia dai progetti di investimento immobiliare dei privati.

L'andamento dei tassi sui mutui: cosa cambia per chi compra casa?

L'attenzione dei consumatori è catalizzata principalmente dai tassi d'interesse sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni. Nel primo mese di quest’anno il tasso medio si è attestato al 3,47%. Sebbene si registri un lieve rialzo rispetto al 3,38% di dicembre 2025, il confronto con il passato recente offre una prospettiva rassicurante: a dicembre 2023, infatti, il tasso medio era significativamente più alto, pari al 4,42%.

Il mercato si trova quindi in una fase di stabilizzazione post-rialzi BCE. Mentre il tasso medio sul totale dei prestiti in essere (che comprende anche quelli sottoscritti negli anni passati a condizioni diverse) è del 3,97%, le nuove erogazioni beneficiano di condizioni più favorevoli rispetto al picco di due anni fa. Per chi intende acquistare casa oggi, questo significa accedere a finanziamenti meno onerosi, pur in un contesto di tassi che restano lontani dagli zero storici del decennio precedente.

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Mutui: l'importanza della comparazione online delle offerte

In un contesto dove lo spread sulle nuove operazioni con famiglie e società è di 185 punti base, la forbice tra le diverse offerte bancarie può essere ampia. Non tutte le banche reagiscono allo stesso modo alle variazioni dei tassi interbancari (come l'Euribor a 3 mesi, al 2,03% a gennaio 2026) o dei tassi BCE.

Per un mutuatario anche una differenza di pochi decimi di punto percentuale nel tasso può tradursi in un risparmio di migliaia di euro sulla durata dell'ammortamento. Qui entra in gioco l'utilità di strumenti come MutuiOnline.it.

In un mercato dinamico dove i tassi sulle nuove operazioni fluttuano mensilmente, confrontare in tempo reale le proposte di decine di istituti permette di:

  • identificare il tasso fisso o variabile più competitivo del momento;
  • valutare i costi accessori (istruttoria, perizia, assicurazioni) che spesso incidono sul TAEG;
  • accedere a promozioni esclusive che i comparatori spesso negoziano direttamente con i partner bancari.

Affidarsi a un comparatore non è solo una scelta di risparmio, ma un atto di consapevolezza finanziaria che permette di navigare con sicurezza tra i dati del rapporto ABI, trasformando le statistiche in opportunità concrete per il proprio bilancio familiare.

Raccolta bancaria e investimenti: la crescita del risparmio

Parallelamente all'erogazione di prestiti, le banche italiane registrano una performance notevole sul fronte della raccolta. Tornando al report mensile dell’ABI, la raccolta diretta (depositi e obbligazioni) è aumentata del 3,4% su base annua a gennaio 2026. All'interno di questa voce, i depositi hanno segnato un +3,7%, a dimostrazione della preferenza degli italiani per la liquidità.

Tuttavia, il dato più impressionante riguarda la raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli custoditi presso gli istituti. Tra dicembre 2024 e dicembre 2025, questa è cresciuta di ben 106,2 miliardi di euro. Di questi, 38,6 miliardi sono riconducibili alle famiglie.

Questo travaso di liquidità verso forme di investimento mobiliare suggerisce che i risparmiatori stanno cercando rendimenti più alti rispetto a quelli offerti dai conti correnti, il cui tasso medio è rimasto fermo allo 0,27% a gennaio 2026.

Qualità del credito: sofferenze ai minimi storici

Un segnale di estrema salute del sistema creditizio arriva dai dati sui crediti deteriorati. A dicembre 2025, le sofferenze nette sono scese a 28,3 miliardi di euro, rispetto ai 31,3 miliardi dello stesso mese dell'anno precedente. Se guardiamo al picco negativo del 2015 (196,3 miliardi), il calo è impressionante: -168 miliardi di euro.

Attualmente, il rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi totali è appena dell'1,34%, un valore che certifica la prudenza delle banche e la capacità di rimborso delle famiglie italiane, migliorando sensibilmente rispetto all'1,51% di fine 2024.

Per riassumere

  • Prestiti a famiglie e imprese: +1,9% annuo, undicesimo mese consecutivo;
  • Il tasso medio sui nuovi mutui è al 3,47%, in calo rispetto al 4,42% di fine 2023;
  • Sofferenze nette in calo a 28,3 miliardi, rapporto sui crediti al minimo storico.

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A cura di: Nicoletta Papucci

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