⏰ In 30 secondi:
- La BCE potrebbe alzare i tassi tre volte nel 2026, fino al 2,75%;
- Chi ha un variabile rischia rate più alte fino a 60€/mese;
- La surroga è uno strumento utile per bloccare rate convenienti.
Stretta in arrivo sui tassi ufficiali nell'Eurozona, con inevitabili ricadute sulle rate dei mutui. Se si guardano le curve di Euribor e IRS (i benchmark per la costruzione dei mutui), potremmo assistere a tre rialzi da parte della BCE entro la fine dell’anno.
⏰ In 30 secondi:
La nuova guerra in Iran sta infiammando i prezzi dell’energia, con la conseguenza che, verosimilmente, nei prossimi mesi si assisterà a un’accelerazione dell’inflazione.
Secondo recenti stime della BCE, quest’anno i prezzi dei beni di consumo cresceranno mediamente del 2,6%, ben più dell’1,9% stimato in precedenza. Con lo statuto dell’Eurotower che indica come obiettivo un’inflazione prossima al 2%, questo apre una sfida di non poco conto per la BCE, che presumibilmente sarà costretta ad alzare i tassi ufficiali per raffreddare i prezzi.
Uno scenario con possibili ricadute sulle rate mensili dei mutuatari e sulle opportunità di rinegoziazione dei vecchi finanziamenti immobiliari.
Se si guardano le curve di Euribor e IRS, i benchmark utilizzati dalle banche per costruire rispettivamente i mutui a tasso variabile e i mutui a tasso fisso, potremmo assistere a tre rialzi da parte della BCE entro la fine dell’anno, ciascuno dei quali porterebbe una variazione di venticinque punti base. Dunque si passerebbe dall’attuale 2,00% dei tassi sui depositi al 2,75%.
Questo scenario è confermato dagli scambi sui mercati derivati che mostrano una probabilità elevata, stimata intorno al settantacinque per cento, che il primo di questi ritocchi possa avvenire già nel corso della prossima riunione in programma il 30 aprile.
Per i cittadini che hanno un mutuo casa o stanno valutando di sottoscriverne uno, questi segnali non riguardano solo gli operatori finanziari: si tratta di indicazioni utili per orientarsi nella scelta tra tasso fisso e variabile e pianificare con maggiore consapevolezza il proprio budget familiare.
In particolare, l’Euribor tende ad anticipare le decisioni di Francoforte. Se le previsioni dei trader dovessero concretizzarsi con un aumento importante entro dicembre, chi ha sottoscritto un mutuo variabile vedrebbe la propria rata mensile crescere progressivamente.
Per fare un esempio pratico, su un debito residuo di centomila euro, un aumento dello 0,80% dei tassi può comportare un aggravio della rata che varia tra i quaranta e i sessanta euro al mese a seconda della durata residua del piano di ammortamento.
È fondamentale monitorare queste oscillazioni perché, se sommate ai rincari energetici che già gravano sulle utenze domestiche, possono mettere sotto pressione la capacità di spesa delle famiglie italiane, che negli ultimi anni avevano beneficiato di un costo del credito ai minimi storici.
Per chi si trova oggi nella fase di ricerca di un immobile e deve ancora richiedere un finanziamento, il mutamento dello scenario richiede una riflessione ancora più attenta sulla scelta del prodotto. I tassi fissi, che sono influenzati dall’andamento dell’IRS, tendono a muoversi in anticipo rispetto alle decisioni ufficiali della Banca Centrale poiché riflettono le aspettative future del mercato.
Sebbene i livelli attuali rimangano storicamente convenienti rispetto alle medie dei decenni passati, la finestra di opportunità per bloccare un tasso estremamente basso si sta lentamente chiudendo. Chi sceglie il fisso oggi lo fa per mettersi al riparo da ogni sorpresa futura, accettando magari un costo iniziale leggermente superiore rispetto al variabile, ma garantendosi la certezza di una rata costante per tutta la durata del contratto.
Al contrario, chi punta sul variabile deve essere consapevole che la rata di partenza, oggi molto bassa, è destinata quasi certamente a salire nel breve e medio termine seguendo la rotta tracciata dai mercati.
In un momento di tassi crescenti, la surroga del mutuo torna a essere uno strumento di difesa fondamentale per i consumatori. Questa operazione, che permette di trasferire il proprio debito verso una nuova banca senza costi aggiuntivi per il cliente, è particolarmente indicata per chi ha un mutuo a tasso variabile sottoscritto anni fa o per chi ha un tasso fisso ormai fuori mercato.
Se i tassi sono destinati a salire ulteriormente, cambiare oggi il proprio contratto può significare bloccare le condizioni attuali prima che diventino meno vantaggiose. La convenienza della surroga va valutata analizzando il risparmio complessivo che si ottiene sulla durata residua del mutuo rispetto ai costi di gestione.
Molte famiglie italiane che avevano scelto il variabile durante il periodo di tassi negativi stanno ora considerando il passaggio al fisso per eliminare l’incertezza legata ai rialzi della Banca Centrale.
Per navigare al meglio in questo mare mosso, il consiglio principale è di confrontare le offerte di diversi istituti, attraverso strumenti di comparazione online come MutuiOnline.it.
Non bisogna guardare solo al tasso nominale ma considerare il costo complessivo del mutuo, comprensivo di assicurazioni e spese accessorie che possono fare la differenza su un piano di lungo periodo. In una fase in cui i tassi d’interesse tornano a salire, la consapevolezza del consumatore diventa la sua migliore difesa.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| BPER Banca | 3,30% | € 437,96 | 3,55% |
| Credem | 3,20% | € 432,47 | 3,59% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,15% | € 429,74 | 3,61% |
| Webank | 3,61% | € 455,21 | 3,73% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,51% | € 449,60 | 3,77% |
| Intesa Sanpaolo | 3,64% | € 456,90 | 3,85% |
| Banca Sella | 3,60% | € 454,65 | 3,88% |
I dati dell'Agenzia delle Entrate evidenziano una ripresa nel mercato immobiliare, con un incremento del 4,4% nelle compravendite residenziali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contestualmente, la quota di transazioni assistite da mutuo è salita al 47,8% del totale nel primo trimestre 2026, rispetto al 45,8% del primo trimestre 2025, segnalando che sempre più italiani ricorrono al credito per finanziare l'acquisto di seconde case.
Nel primo trimestre del 2026, il 47,8% delle compravendite residenziali è stato supportato da un mutuo, in crescita rispetto al 45% del quarto trimestre 2025. Questo trend evidenzia quanto sia importante l'accesso al credito per facilitare l'acquisto di case, specialmente in un contesto in cui il prezzo al metro quadro degli immobili ha registrato un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Nel secondo trimestre del 2026 le richieste di mutuo surroga sono state pari al 18,9% del totale, in aumento del 2,3% rispetto al trimestre precedente. A certificarlo è l'ultima edizione dell'Osservatorio di MutuiOnline.it, che periodicamente scatta un'istantanea della situazione mutui nel corso dell'anno. Vediamo allora le migliori offerte di mutuo surroga di maggio 2026.
Con i tassi di interesse che hanno mostrato una certa volatilità nel corso del 2025 e in questo inizio 2026, molti mutuatari si trovano oggi a valutare se trasferire il proprio mutuo a condizioni più favorevoli. Introdotta con la legge Bersani n. 40/2007, la surroga consente di trasferire il proprio mutuo da una banca all’altra a costo zero, modificandone i parametri e rendendo così il trasferimento più vantaggioso.