Tassi dei mutui in aumento: in calo le abitazioni finanziate
Si riduce la quota di acquisti di abitazioni finanziate con mutuo ipotecario, dal 69,7% al 67,5%. A settembre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento per la casa è il 2,17%, contro il 2,07% di agosto, valore in aumento ma ancora contenuto se paragonato al 5,72% di fine 2007.
Non si arresta la risalita dei tassi dei mutui, ai livelli più alti dal 2016. A settembre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento per la casa è il 2,17%, contro il 2,07% di agosto, valore in aumento ma ancora contenuto se paragonato al 5,72% di fine 2007.
È quanto emerge dal rapporto mensile di ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, che giudica l’aumento nonostante tutto più contenuto rispetto ai rialzi sui tassi messi in atto dalla Bce tra i mesi di giugno e settembre, di 125 punti base.
Secondo quanto emerge dall’ultima indagine trimestrale sul credito bancario (Bank Lending Survey - Luglio 2022), “nel secondo trimestre del 2022 i criteri di concessione dei prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni e per consumo e altre finalità hanno registrato un contenuto irrigidimento, con termini e le condizioni che son+ùo stati inaspriti in modo marcato in seguito all’aumento dei tassi di interesse di mercato”.
Una situazione analoga è attesa dagli esperti per il trimestre corrente, che vedrà con molta probabilità criteri simili sui prestiti alle famiglie.
Dall’Agenzia delle Entrate arrivano anche i numeri più in dettaglio sui mutui relativi al secondo trimestre dell’anno, durante il quale la quota di acquisti di abitazioni finanziate con mutuo ipotecario risulta in calo dal 69,7% al 67,5%.
Il loan to value, il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile, è aumentato dal 78,4% del primo al 78,9% del secondo trimestre, registrando il valore più alto dall’inizio della rilevazione.
L’andamento dei mutui nel 2021 secondo l’Agenzia delle Entrate
In uscita dalla pandemia, il mercato dei mutui ha fatto registrare numeri in crescita con circa 456 mila atti di iscrizione ipotecaria, per un totale di 101,5 miliardi di capitale di debito finanziato e 1.017.087 immobili concessi in garanzia. Lo rileva il Rapporto dell'Agenzia delle Entrate sui mutui ipotecari.
Gli immobili oggetto di ipoteca sono in aumento del 25,8% rispetto all’anno precedente, così come il valore monetario dei finanziamenti impiegati (+29,5%).
Il 66% degli immobili è di tipo residenziale, quota che supera il 90% se si tiene conto degli immobili residenziali di tipo plurimo e residenziale misto. Per questi tre tipi di atti il capitale rappresenta oltre i due terzi del totale, circa 70 miliardi, +39,7% su anno.
Sul totale del capitale finanziato nel 2021, oltre 24 miliardi, pari al 24% circa, proviene da atti in cui le unità immobiliari concesse a garanzia del credito sono ubicate nelle otto maggiori città per popolazione: Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Palermo, Bologna, Firenze.
Crescono i prestiti alle famiglie insieme all’inflazione
Cresce a settembre la percentuale di prestiti concessi alle famiglie, da +4,0% a +4,1% del mese precedente. A novembre 2013 la serie segnava -1,5%.
Per le famiglie aumentano le concessioni sia per l’acquisto di abitazioni (da +5,2% a +5,3%), sia per il credito al consumo (da +2,6% a +2,8%).
I dati dell’inflazione rilevano ad agosto nell’area dell’euro +9,1% da +8,9% nel mese precedente: solo un anno fa, l’incremento era stato del +3% rispetto ai 12 mesi precedenti.
L’analisi sui tassi a lungo raggio
Ancora dall’Agenzia delle Entrate arriva il punto sull’andamento dei tassi medi applicati dal 2004 al 2020 alla prima rata di mutuo: sono in risalita fino a circa il 6% nel 2008 e ridiscendono al 2,5% circa nel 2019; nel 2020 e 2021 calano fino a raggiungere i minimi storici, per poi riprendere l’andamento al rialzo dall’inizio del 2022.
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