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Semplificazioni edilizie: cosa cambia per i lavori di ristrutturazione?

Il Governo accelera verso il nuovo Codice dell'Edilizia. Punta su digitalizzazione e semplificazioni, con l'obiettivo di ridurre la frammentazione normativa che frena compravendite e accesso al credito. Ecco cosa cambia per i consumatori e per lo scenario dei mutui ristrutturazione.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari

modellino di casa sopra a monete e sua planimetria
Nuovo Codice dell'Edilizia: le novità previste

La legge delega approvata dal Governo avvia la riscrittura complessiva della disciplina edilizia, superando l’attuale Testo Unico e razionalizzando i diversi regimi autorizzativi. Tra i principi cardine indicati compaiono:

  • la semplificazione dei procedimenti;
  • la chiarezza dei titoli abilitativi,
  • una maggiore omogeneità tra Stato e Regioni.

Un insieme di interventi che promette di agevolare i lavori di ristrutturazione in ambito immobiliare e di facilitare l’accesso al credito.

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Verso un nuovo Codice dell’Edilizia

Il nuovo impianto normativo punta a un elenco più chiaro di interventi di edilizia libera, per cui non serviranno più permessi o comunicazioni, e a procedure standardizzate su piattaforme digitali con modulistica uniforme.

Per cittadini, professionisti e banche significa poter leggere più facilmente la posizione urbanistica e amministrativa di un immobile, con tempi di risposta definiti e minore margine di interpretazione da parte dei singoli uffici tecnici.

Riforme edilizie: silenzio-assenso e fascicolo del fabbricato

Uno dei passaggi chiave della riforma riguarda la digitalizzazione dei procedimenti edilizi, con l’uso esteso di piattaforme telematiche per presentare pratiche, allegare documenti e seguire l’iter autorizzativo.

A questa scelta si affianca l’estensione del principio del silenzio-assenso, che consentirà di ritenere approvati alcuni interventi se l’amministrazione non risponde entro termini certi, riducendo i tempi morti che oggi bloccano l’apertura dei cantieri.

Un elemento strategico è l’istituzione del fascicolo digitale del fabbricato, un dossier unico che conterrà dati tecnici, titoli edilizi, certificazioni energetiche e vicende amministrative dell’immobile. Questo strumento, integrato in un’anagrafe delle costruzioni, è pensato per facilitare controlli, compravendite, mutui casa e utilizzo turistico o commerciale, offrendo a proprietari, acquirenti e banche una fotografia aggiornata dello stato legittimo e delle caratteristiche costruttive.

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Edilizia: sanatorie più snelle e “doppia conformità” rivista

La riforma interviene anche sulla disciplina delle sanatorie e sulla nozione di stato legittimo, con particolare attenzione agli immobili realizzati prima del 1967 e alle difformità edilizie di modesta entità.

L’idea di fondo è alleggerire l’attuale sistema della “doppia conformità”, che richiede che l’opera sia conforme alla normativa vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della richiesta di sanatoria, criterio spesso impossibile da soddisfare per costruzioni molto datate.

Per gli edifici ante ’67, costruiti in un’epoca in cui la licenza edilizia non era obbligatoria ovunque, si va verso un modello in cui la legittimità può essere ricostruita anche tramite documentazione catastale, archivi, fotografie storiche e titoli rilasciati successivamente, inclusi quelli in sanatoria.

Cosa sono i mutui ristrutturazione?

Nel nuovo contesto normativo, i mutui ristrutturazione restano uno strumento centrale per finanziare interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, efficientamento energetico o adeguamento sismico sugli immobili.

Si tratta di finanziamenti a medio-lungo termine erogati dalle banche, destinati specificamente ai lavori in casa, con importi spesso collegati al valore dell’immobile e al progetto di ristrutturazione, talvolta in combinazione con mutui per l’acquisto.

In molti casi gli istituti di credito propongono formule “acquisto più ristrutturazione”, che accorpano in un unico contratto la quota destinata al rogito e quella per i lavori, con erogazione in un’unica soluzione o - più spesso - in tranche legate allo stato di avanzamento del cantiere.

I mutui per ristrutturazione prima casa possono beneficiare delle detrazioni fiscali previste per gli interessi passivi, purché l’immobile venga destinato ad abitazione principale entro un termine definito dopo la conclusione dei lavori.

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Mutui ristrutturazione: erogazione, garanzie e tempi

Dal punto di vista operativo, l’iter parte con la presentazione alla banca della documentazione reddituale, delle informazioni sull’immobile e del progetto dei lavori, spesso accompagnato da computo metrico e preventivi dell’impresa.

L’istituto valuta il merito creditizio del richiedente e la regolarità urbanistica dell’immobile, elementi che la riforma tende a rendere più leggibili grazie al fascicolo del fabbricato e alla chiarificazione dello stato legittimo.

Una volta approvato il mutuo, la somma destinata alla ristrutturazione può essere erogata in più tranche, con svincolo dei fondi man mano che il direttore dei lavori o un perito incaricato certificano lo stato di avanzamento.

Le offerte di mutuo ristrutturazione a tasso fisso

Banca Tasso Rata Taeg
Crédit Agricole Italia 3,15% € 281,07 3,80%
Banco BPM 3,40% € 287,42 3,81%
BPER Banca 3,40% € 287,42 3,94%
BBVA 3,65% € 293,85 4,14%
Banco di Desio e della Brianza 3,74% € 296,18 4,23%
Banca Popolare Pugliese 3,94% € 301,41 4,29%
CheBanca! 3,67% € 294,37 4,30%
UniCredit 3,95% € 301,67 4,55%
ING 4,97% € 324,98 5,71%
Migliori mutui ristrutturazione: simulazione a tasso fisso, impiegato 35 anni, residente a Milano, reddito € 2.600 euro mensili, importo mutuo € 50.000 euro, valore immobile € 100.000 euro, durata mutuo 20 anni. Rilevazione del 10/07/2026 ore 09:00.
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