Interessi passivi mutuo

Gli interessi passivi del mutuo sono gli interessi che bisogna pagare alla banca a seguito dell'accensione di un mutuo. Si chiamano interessi passivi perché rappresentano un obbligo che il debitore deve pagare all'istituto di credito, come “prezzo” per aver ricevuto il prestito. 

Gli interessi passivi del mutuo possono essere di tre tipi: 

  • Interessi convenzionali, che sono gli interessi che risultano da una convenzione tra le parti, ad esempio un contratto di mutuo tra un istituto di credito e un mutuatario (ovvero un debitore). Sono indicati chiaramente nel contratto e vengono rappresentati dalla somma tra un parametro di indicizzazione (cioè un riferimento dell'andamento del costo del denaro) e uno spread deciso dalla banca, che rappresenta il suo guadagno effettivo.
  • Interessi corrispettivi, sono invece gli interessi stabiliti dalla legge e che servono a coprire l'inflazione e la redditività del denaro se investito nei titoli di stato. In pratica, funzionano come una sorta di “rimborso” della semplice perdita di valore del denaro nel tempo, che si applica ai prestiti fatti non a scopo di lucro, come i prestiti di solidarietà tra i privati.
  • Interessi moratori, ovvero gli interessi che si applicano in caso di ritardo nei pagamenti delle rate di un prestito. Sono anch'essi stabiliti per legge e il loro valore è determinato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che lo pubblica sulla Gazzetta Ufficiale. Normalmente sono calcolati solo sulla quota capitale di una rata, ma secondo una sentenza della Cassazione del 22 maggio 2014, possono essere calcolati anche sugli interessi corrispettivi se esplicitamente previsto nel contratto di mutuo. 

In nessun caso, tuttavia, gli interessi passivi sul mutuo possono superare il tasso di usura così come stabilito dalla Banca d'Italia. 

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