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Mutui: italiani ancora fedeli al tasso fisso, anche se il variabile è più conveniente

Nel 2025 quasi tutte le richieste di mutuo puntano sul tasso fisso, scelto dal 93% delle famiglie, nonostante il variabile resti più leggero. Anche per i mutui green, pur con condizioni più vantaggiose, gli italiani continuano a privilegiare la tranquillità della rata stabile.

10/12/2025
lavagnetta con scritta fixed rate mortage vicino a un modellino di casa e a una pianta
Mutui: gli italiani continuano a scegliere il tasso fisso

Il mercato dei mutui casa arriva alla fine del 2025 caratterizzato da un clima di stabilità: i tassi non mostrano movimenti significativi, la domanda appare orientata su durate più lunghe e importi più elevati e, soprattutto, continua a prevalere una preferenza chiara degli italiani per il mutuo a tasso fisso, anche se il mutuo a tasso variabile risulta più economico.

La percezione diffusa è che, in un contesto globale ancora fragile, la stabilità sia un valore in sé, persino quando consente un buon risparmio sul lungo periodo.

Tasso variabile fermo, fisso in assestamento dopo mesi turbolenti

I dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it mostrano che il tasso variabile ha vissuto una discesa significativa nella prima metà dell’anno, passando dal 3,71% di gennaio al 2,62% di giugno. Ma lo stop della BCE alle riduzioni del costo del denaro, deciso a luglio, ha cambiato lo scenario: da quel momento il variabile ha smesso di scendere, stabilizzandosi e arrivando a dicembre al 2,64%.

Il tasso fisso, invece, ha seguito un percorso più irregolare. Le tensioni geopolitiche tra aprile e agosto hanno spinto il TAN medio dal 2,82% di marzo al 3,23% a fine estate, riflesso della minore fiducia degli investitori. Successivamente, il clima internazionale più disteso ha permesso un riassestamento, portando il tasso fisso a 3,34% a dicembre per i mutui di durata venti o trentennale.

Risparmio potenziale del variabile, ma il fisso convince di più

Nonostante a livello numerico il variabile risulti più conveniente, gli italiani continuano a preferire la rata costante. Su un mutuo ventennale da 140.000 euro, il differenziale di 70 punti base tra fisso e variabile si traduce in 49 euro di risparmio mensile — 751 euro contro 800 — pari a 11.800 euro in 20 anni.

Eppure, nel quarto trimestre dell’anno il 93,3% delle richieste di mutuo su MutuiOnline.it riguarda il tasso fisso. Il variabile si ferma al 4,6%, molto lontano dal 17,7% del 2022, quando i tassi di mercato si stabilivano intorno all’1,50%.

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L’opportunità dei mutui green

Il segmento dei mutui green merita una considerazione a parte. Destinati all’acquisto di immobili energeticamente efficienti o a ristrutturazioni per migliorarne le prestazioni, godono di condizioni agevolate: a dicembre il TAN medio del fisso green è al 2,99%, quello del variabile al 2,45%.

Applicando gli stessi parametri del mutuo da 140.000 euro, il fisso green porta la rata a 776 euro, 24 euro in meno rispetto a un fisso tradizionale, con un risparmio complessivo di 5.900 euro in vent’anni.

Il variabile green scende a 738 euro mensili, con un beneficio totale di circa 3.100 euro. Eppure, anche qui prevale la logica della sicurezza: pur con tassi migliori, gli italiani continuano a premiare quasi esclusivamente il fisso.

Crescono le richieste per la prima casa, calano le surroghe

Sul fronte delle finalità, il 2025 segna un ritorno deciso verso l’acquisto dell’abitazione principale: nell’ultimo trimestre dell’anno, le richieste di mutuo prima casa raggiungono il 69,9%, il valore più alto dal 2022 e ben oltre il 63,9% del terzo trimestre. I mutui seconda casa restano stabili al 9,2%, massimo degli ultimi tre anni.

Diverso il trend delle surroghe del mutuo: il loro peso scende dal 37,6% del primo trimestre al 16,8% attuale, effetto diretto della stabilizzazione dei tassi, che determina un ridotto interesse alla rinegoziazione del mutuo.

Mutui: durate più lunghe e importi mai così alti

Il 2025 registra anche un nuovo record nella durata media dei finanziamenti: 24 anni e 7 mesi negli ultimi dodici mesi, che diventano 24 anni e 8 mesi nel solo ultimo trimestre. Quasi metà delle richieste (49,7%) riguarda mutui tra 26 e 30 anni, segnale di un mercato che punta a diluire la spesa nel tempo.

L’importo medio richiesto tocca 143.700 euro, oltre 10.000 euro in più rispetto al 2020, mentre nel trimestre attuale arriva a 145.700 euro. A trainare la crescita è l’aumento dei mutui sopra i 200.000 euro, saliti al 15,7% del totale. Il valore medio degli immobili oggetto di mutuo è di 227.000 euro, in aumento di circa 2.000 e rispetto allo scorso anno quando era di 225.200 euro.

Scende infine l’età media dei richiedenti, a 39 anni e 9 mesi, con un ulteriore calo nell’ultimo trimestre (39 anni e 7 mesi), mentre gli Under 36, che passano dal 38,6% al 40,9% del totale rilevato, grazie anche alle agevolazioni sulla prima casa previste per i giovani che desiderano diventare proprietari di casa.

Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso

Banca Tasso Rata Taeg
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A cura di: Nicoletta Papucci

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