⏰ In 30 secondi:
- Il Fondo di garanzia statale copre i mutui fino al 90% per under 36 e famiglie;
- Il piano punta a 100.000 nuovi alloggi in dieci anni con 10 miliardi pubblici;
- Le spese notarili si dimezzano su rogiti, mutui e contratti di locazione.
Il Piano Casa 2026 recupera decine di migliaia di alloggi pubblici inutilizzati, finanzia nuove abitazioni sociali a canone ridotto e taglia le spese notarili del 50% su rogiti, mutui e locazioni. Un intervento strutturale che punta a riscrivere le regole dell'accesso alla casa.
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Il 30 aprile 2026 il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Piano Casa, un provvedimento che affronta l'emergenza abitativa italiana con un approccio sistemico e di lungo periodo.
Non una misura spot, ma un insieme coordinato di interventi che tocca l'edilizia pubblica, il mercato degli affitti, il credito bancario e le procedure burocratiche per gli investitori privati.
L'orizzonte è quello del prossimo decennio, con l'obiettivo dichiarato di portare sul mercato 100.000 soluzioni abitative tra alloggi popolari e abitazioni a canone ridotto, con risorse pubbliche che possono raggiungere i 10 miliardi di euro, a cui si aggiungono i capitali privati attratti dalle semplificazioni previste dal decreto.
Per chi desidera acquistare casa, la misura più rilevante è il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia per la prima casa. Lo strumento preesisteva, ma il Governo ne ha ridefinito i confini, scegliendo di indirizzarlo verso categorie specifiche:
La garanzia statale copre fino al 90% del valore del mutuo, una soglia che riduce sensibilmente il rischio per gli istituti di credito e abbassa la barriera d'ingresso per chi non dispone di liquidità sufficiente a versare un anticipo consistente.
Il Fondo serve quella fascia di cittadini con ISEE sopra i 20.000 euro esclusa dalle graduatorie popolari ma non abbastanza solida da reggere i prezzi del libero mercato, per cui l'intervento pubblico può trasformare un acquisto altrimenti irraggiungibile in un percorso concreto.
Tra le misure accessorie si segnala anche il dimezzamento degli oneri notarili, ottenuto grazie alla disponibilità della categoria a offrire una riduzione volontaria del 50%. Lo sconto si applica agli atti collegati a immobili di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata a prezzi calmierati:
L'obiettivo è abbattere i costi accessori che spesso pesano sull'acquisto o sull'affitto della prima casa, rendendo il percorso verso la proprietà meno oneroso anche per chi accede all'housing sociale.
Il provvedimento si regge su tre principi distinti.
Il primo riguarda il patrimonio abitativo pubblico già esistente: decine di migliaia di alloggi oggi fuori uso per degrado o mancanza di manutenzione verranno recuperati attraverso un programma straordinario dotato di quasi 2 miliardi di euro, cifra che potrà essere quasi triplicata attingendo ai fondi destinati alla rigenerazione urbana.
Il secondo pilastro è l'housing sociale: oltre 3 miliardi di euro serviranno a costruire nuove abitazioni destinate a chi non rientra nelle graduatorie popolari ma non riesce comunque a sostenere i prezzi di mercato. A queste soluzioni potranno accedere lavoratori fuori sede, stagionali, studenti universitari e cittadini italiani, europei o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno per attività lavorativa con ISEE superiore alla soglia dell'edilizia popolare.
Il terzo provvedimento mira ad attrarre capitali privati semplificando l'iter autorizzativo. I progetti con investimenti superiori al miliardo potranno contare su un commissario straordinario, con facoltà di rilasciare un'autorizzazione unica, eliminando passaggi burocratici ridondanti e rendendo i tempi di realizzazione più certi e prevedibili per gli operatori del settore.
In parallelo al decreto, il Governo ha approvato un disegno di legge che interviene sulle procedure di rilascio degli immobili. Le modifiche consentono al proprietario di ottenere un ordine di rilascio senza necessariamente passare dall'udienza di convalida. Nello specifico:
L'obiettivo complessivo è aumentare la disponibilità di immobili sul mercato, riducendo i tempi morti che oggi scoraggiano molti proprietari dall'affittare.
Il Piano Casa non promette risultati nell'immediato. "Siamo convinti che possa generare un moltiplicatore su larga scala", ha affermato Meloni, indicando nella combinazione tra finanziamento pubblico e investimento privato la leva per centrare il traguardo dei 100.000 alloggi nel decennio.
Per chi sta valutando l'acquisto di una prima casa già oggi, la garanzia statale al 90% rappresenta uno strumento concreto per superare l'ostacolo del finanziamento. Comparare le migliori offerte di mutuo prima casa disponibili attraverso strumenti come MutuiOnline.it rimane il primo passo per individuare la soluzione più adatta al proprio profilo, in un mercato in cui i tassi si mantengono su livelli ancora competitivi.
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Credem | 3,02% | € 422,68 | 3,40% |
| Banco BPM | 3,20% | € 432,47 | 3,47% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,30% | € 437,96 | 3,52% |
| Crédit Agricole Italia | 3,20% | € 432,47 | 3,54% |
| Webank | 3,46% | € 446,81 | 3,57% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,36% | € 441,27 | 3,62% |
| Banca Sella | 3,45% | € 446,26 | 3,72% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| BPER Banca | 3,60% | € 454,65 | 3,87% |
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