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Mutui: il variabile torna più leggero ma il fisso resta la scelta preferita
Il tasso variabile del mutuo è tornato a essere più conveniente del fisso, ma gli italiani continuano a preferire la seconda opzione. È quanto emerge dalle indagini di MutuiOnline.it, che analizzano sia i fattori economici, sia quelli di carattere psicologico.
Dopo mesi di attesa, la discesa dei tassi di interesse avviata dalla Banca Centrale Europea ha iniziato a produrre effetti concreti anche sul mercato dei mutui casa. Con l’inizio dell’estate, per la prima volta dopo molto tempo, i mutui a tasso variabile sono tornati a risultare più convenienti rispetto ai mutui a tasso fisso.
Un cambio di scenario che riapre il confronto tra le due principali opzioni di finanziamento per l’acquisto o la surroga della casa, ma che non sembra aver modificato in modo significativo le preferenze delle famiglie.
Secondo le rilevazioni di MutuiOnline.it, oggi il tasso nominale medio del variabile si colloca intorno al 2,64%, circa 70 punti base in meno rispetto al fisso, che viaggia in media al 3,34%. Una differenza che, sui numeri, può tradursi in un vantaggio economico tangibile, ma che non basta a ribaltare la gerarchia delle scelte.
Quanto si risparmia con il variabile?
La distanza tra fisso e variabile emerge con chiarezza guardando alle simulazioni. Su un mutuo ventennale da 100 mila euro, spiegano gli analisti, la rata del variabile risulta oggi più leggera di circa 35 euro al mese rispetto al fisso, con un risparmio complessivo che può arrivare a circa 8.400 euro sull’intera durata del finanziamento. Un vantaggio immediato che, in un contesto di redditi sotto pressione e inflazione ancora presente, può apparire interessante.
Eppure, osservando il comportamento dei consumatori, il risparmio potenziale non è l’unico fattore in gioco. Nel trimestre in corso, oltre il 90% degli utenti censiti da MutuiOnline.it continua infatti a preferire il tasso fisso, scegliendo di bloccare la rata a condizioni considerate ancora storicamente accettabili e di mettersi al riparo da eventuali oscillazioni future dei mercati.
Perché il fisso continua a convincere?
La stabilità resta il principale argomento a favore del tasso fisso. Anche in una fase in cui il variabile torna competitivo, la possibilità di conoscere fin dall’inizio l’importo della rata mensile rappresenta un elemento di sicurezza importante, soprattutto per i nuclei familiari con una capacità di spesa limitata o con un’elevata esposizione finanziaria.
Il variabile, invece, si conferma una soluzione più adatta a chi ha una maggiore propensione al rischio e segue con attenzione l’andamento dei mercati, consapevole che il vantaggio iniziale potrebbe ridursi o annullarsi in caso di nuovi rialzi dei tassi. Una scelta più tattica che strategica, quindi, e non adatta a tutti.
Confronta le offerte di mutuo prima casa a tasso variabile
| MUTUO MPS MIO ACQUISTO CON GARANZIA CONSAP 50% | |
|---|---|
| TAN: | 2,19% |
| Spese iniziali: | Istruttoria: € 500,00 Perizia: € 300,00 |
| TAEG: | 2,46% (Indice Sintetico di Costo) |
| Rata: | € 379,40 (mensile) |
| MUTUO BBVA | |
|---|---|
| TAN: | 2,39% |
| Spese iniziali: | Istruttoria: € 600,00 Perizia: € 200,00 |
| TAEG: | 2,60% (Indice Sintetico di Costo) |
| Rata: | € 389,58 (mensile) |
| MUTUO WEBANK GIOVANI VARIABILE GREEN | |
|---|---|
| TAN: | 2,67% |
| Spese iniziali: | Istruttoria: € 0,00 Perizia: € 0,00 |
| TAEG: | 2,72% (Indice Sintetico di Costo) |
| Rata: | € 403,91 (mensile) |
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Surroga: quando conviene davvero?
Il tema della convenienza si fa ancora più articolato quando si parla di surroga del mutuo. Anche in questo caso, la variabile decisiva è il tasso di partenza. Chi ha già sottoscritto un mutuo a tasso fisso compreso tra il 3% e il 3,5% difficilmente riuscirà oggi a ottenere un risparmio significativo passando a un altro fisso. Anche perché, nelle ultime settimane, si è registrato un lieve rialzo degli IRS, i tassi di riferimento utilizzati per il calcolo dei mutui a tasso fisso.
Diverso il discorso per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile poco conveniente, ad esempio a causa di uno spread elevato applicato dalla banca o di un tasso complessivo sensibilmente superiore alla media attuale. In questi casi, la surroga verso un fisso può tornare interessante, sia per ridurre il costo complessivo del finanziamento sia per proteggersi da eventuali futuri rialzi.
Surroga del mutuo: un esempio concreto
Le simulazioni aiutano a chiarire il quadro. Un mutuo ventennale da 150 mila euro stipulato due anni fa a un tasso del 3,80%, con 18 anni residui, potrebbe oggi essere surrogato a un tasso fisso intorno al 3,25%.
L’operazione consentirebbe un risparmio complessivo sugli interessi di circa 9.000 euro e una riduzione della rata mensile di oltre 40 euro. Numeri che spiegano perché, in presenza di determinate condizioni, la surroga resti uno strumento da valutare con attenzione.
Mutuo: gli aspetti da considerare
Il ritorno di convenienza per il variabile non segna dunque un cambio di paradigma, ma amplia il ventaglio delle possibilità. La decisione finale dipende sempre da diversi fattori, quali:
- il profilo del mutuatario;
- l’orizzonte temporale del finanziamento;
- la capacità di assorbire eventuali oscillazioni della rata.
In uno scenario in evoluzione, confrontare le offerte e simulare diversi scenari resta il modo più efficace per individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, evitando scelte basate esclusivamente sul risparmio immediato.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso variabile oggi
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 2,19% | € 379,40 | 2,46% |
| BBVA | 2,39% | € 389,58 | 2,60% |
| Webank | 2,67% | € 403,91 | 2,72% |
| Crédit Agricole Italia | 2,45% | € 392,63 | 2,77% |
| Banco BPM | 2,57% | € 398,67 | 2,77% |
| Credem | 2,44% | € 392,06 | 2,81% |
| Banco di Desio e della Brianza | 2,65% | € 402,96 | 2,91% |
| UniCredit | 2,86% | € 414,14 | 3,13% |
| BPER Banca | 3,05% | € 424,31 | 3,30% |
| ING | 3,05% | € 424,31 | 3,30% |
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