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Mutui green oltre le classi A e B: le banche si preparano alla direttiva europea

Con la Direttiva case green alle porte, alcune banche italiane estendono le condizioni agevolate anche alle classi C e D, ampliando le opportunità di risparmio per chi acquista casa. La novità introdotta nel 2024-2025 da alcuni istituti consiste nell'adozione di un sistema di valutazione più articolato.

14/05/2026
icona di casa sopra a scritta home, vicino un barattolo con monete da cui esce un germoglio
Mutui green: ampliamento dei criteri di concessione

⏰ In 30 secondi:

  • Alcune banche estendono i mutui green anche alle classi C, D ed E;
  • Il TAN medio green (2,98%) è più basso rispetto ai mutui tradizionali (3,41%);
  • L'Italia dovrà recepire la Direttiva case green entro il 29 maggio 2026.

Per anni destinati a un segmento ristretto di immobili in classe energetica A o B, i mutui green a condizioni agevolate si stanno aprendo a una platea più ampia di abitazioni, coinvolgendo anche le classi C, D e in alcuni casi E.

Una svolta resa possibile dal nuovo sistema di valutazione energetica adottato da alcuni istituti di credito, che non si limita più alla classe APE, ma tiene conto di un sistema più articolato di variabili. Un cambio di approccio che anticipa lo spirito della Direttiva (UE) 2024/1275, meglio nota come Direttiva "case green".

Cosa prevede la Direttiva case green?

La direttiva, approvata dal Parlamento europeo il 24 aprile 2024 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale l'8 maggio dello stesso anno, rappresenta il pilastro normativo del piano europeo Fit for 55 sul fronte edilizio.

L'obiettivo dichiarato è raggiungere un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050, attraverso la progressiva riqualificazione degli edifici meno efficienti. Il provvedimento stabilisce che gli Stati membri dovranno ridurre il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali, concentrando almeno il 55% degli interventi sugli immobili con le prestazioni peggiori.

La roadmap prevede che il 16% degli edifici non residenziali meno performanti venga riqualificato entro il 2030, percentuale che sale al 26% entro il 2033. Dal 2030, inoltre, tutti i nuovi edifici residenziali dovranno essere a emissioni zero.

L'Italia, dove secondo i dati Istat circa il 54% delle abitazioni si trova nelle classi energetiche F e G, dovrà recepire la direttiva entro il 29 maggio 2026, presentando un piano nazionale di ristrutturazione degli edifici che indichi obiettivi intermedi per il 2030, il 2035 e il 2050.

Un impegno di grande portata, che riguarderà milioni di immobili e che spiega perché il settore bancario si stia già muovendo per adeguare la propria offerta.

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Dalla classe A alla classe D, il nuovo perimetro dei mutui green

Il cambiamento più rilevante riguarda i criteri con cui le banche definiscono un immobile "green". Il modello tradizionale si basava sulla sola classe energetica APE: solo le abitazioni in classe A o B potevano accedere ai tassi agevolati.

La novità, introdotta nel 2024-2025 da alcuni istituti, è includere nella valutazione anche:

  • l'indice di prestazione energetica dell'edificio (PED);
  • la zona climatica in cui sorge l'immobile;
  • l'anno di costruzione.

Intesa Sanpaolo è stata la prima banca a compiere questo passo, estendendo l'accesso ai mutui green anche a immobili in classe C, D e in parte E, a condizione che i valori di consumo energetico rientrino entro soglie specifiche calibrate sul contesto locale.

Un appartamento in classe D situato in una zona climatica fredda del Nord Italia, ad esempio, può risultare più efficiente in termini relativi di un immobile in classe C collocato in un'area dal clima più mite. Il sistema aggiornato premia questa differenza.

Anche BPER Banca ha allargato il perimetro, includendo nelle proprie promozioni green gli immobili in classe C accanto a quelli in classe A e B.

Si muove nella stessa direzione anche Banco di Sardegna, che offre il suo Mutuo Green per l'acquisto di abitazioni certificate fino alla classe C.

La maggior parte degli altri istituti, tra cui Crédit Agricole, UniCredit e Banco BPM, mantiene per il momento i criteri tradizionali, con il requisito della classe B o superiore per l'acquisto e il miglioramento di almeno due classi energetiche per la ristrutturazione. Tuttavia, l'orientamento del mercato è destinato ad allargarsi con l'avvicinarsi della scadenza per il recepimento della direttiva europea.

Perché il mutuo green conviene?

Il vantaggio economico di un mutuo green resta il dato più significativo per chi si accinge ad acquistare casa. Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio di MutuiOnline.it, il TAN medio dei mutui green a tasso fisso si attesta al 2,98% a marzo 2026, contro il 3,41% dei mutui tradizionali. Per le migliori offerte su MutuiOnline.it si arriva al 2,70% per un mutuo green contro il 3,10% per uno tradizionale.

Le ragioni di questo sconto sono strutturali. Le banche considerano gli immobili ad alta efficienza energetica meno rischiosi sotto il profilo patrimoniale: mantengono meglio il loro valore nel tempo, generano costi di gestione inferiori per chi li abita e risultano più appetibili sul mercato della rivendita.

Per gli istituti di credito, inoltre, erogare mutui green risponde a obiettivi di sostenibilità richiesti dalla regolamentazione europea, il che giustifica condizioni di finanziamento più favorevoli.

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Mutui green: un mercato in espansione, tra incentivi e nuove regole

L'allargamento dei criteri di ammissibilità rappresenta un passaggio importante per il mercato italiano, dove la quota di abitazioni nelle classi energetiche più alte è ancora limitata. Estendere i benefici dei mutui green a immobili in classe C o D significa rendere accessibili condizioni più vantaggiose a una fetta molto più ampia di acquirenti, accompagnando di fatto la transizione energetica del patrimonio edilizio nazionale.

Il percorso è appena iniziato e l'adozione delle nuove direttive da parte di un numero maggiore di istituti di credito nei prossimi mesi sarà il segnale che il mercato ha recepito la direzione indicata dall'Europa.

Per chi cerca un mutuo casa, confrontare le offerte disponibili su portali come MutuiOnline.it resta il modo più efficace per individuare le condizioni più adatte alle proprie esigenze e verificare se il proprio immobile rientra tra quelli finanziabili a condizioni agevolate.

Le offerte di mutuo green prima casa a tasso fisso

Banca Tasso Rata Taeg
Crédit Agricole Italia 2,59% € 725,06 2,78%
Banco di Desio e della Brianza 2,95% € 754,58 3,09%
Banca Sella 2,95% € 754,58 3,11%
Intesa Sanpaolo 2,95% € 754,58 3,12%
Banco BPM 2,95% € 754,58 3,15%
Credem 2,96% € 755,41 3,17%
BPER Banca 3,05% € 762,91 3,24%
Webank 3,31% € 784,79 3,41%
Banca Monte dei Paschi di Siena 3,26% € 780,55 3,46%
UniCredit 3,35% € 788,18 3,59%
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A cura di: Paola Campanelli

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