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Direttiva UE sulle case green: obiettivi e cosa cambia

Il testo della nuova Direttiva UE sulle case green contiene obiettivi molto ambiziosi da raggiungere entro pochi anni. Secondo le prime stime, si calcola che poco meno dell'80% degli edifici italiani avrà bisogno di interventi di riqualificazione energetica.

10/03/2023
disegno di casa con classi energetiche di consumo su prato verde con cielo e sole
Classi energetiche: l'obiettivo è la classe D entro il 2030

Zero emissioni provenienti dagli edifici entro il 2050 e obiettivi intermedi molto ambiziosi: questi, in sintesi, i principali obiettivi contenuti nel testo della Direttiva sulle case green su cui le istituzioni europee stanno lavorando.

Il testo va ad aggiornare la precedente Direttiva EPDB, Energy Performance Building Directive, introducendo un piano dettagliato che prevede l'efficientamento energetico di edifici pubblici e privati.

Gli obiettivi della direttiva UE sulle case green

La Direttiva UE sulle case green punta a un forte taglio delle emissioni inquinanti prodotte dagli edifici pubblici e privati, anche uniformando le prestazioni energetiche degli edifici nei diversi Stati membri.

Il testo sulle case green approvato dalla Commissione Industria del Parlamento Europeo fissa tre importanti scadenze:

  • entro il 2030 gli edifici privati dovranno rientrare almeno nella classe energetica E;
  • entro il 2033 si dovrà passare alla classe energetica D o a una superiore;
  • entro il 2050 tutti gli edifici dovranno essere a emissioni zero.

Per gli edifici pubblici e per quelli privati non residenziali la tabella di marcia è ancora più serrata: il primo obiettivo dovrà essere centrato entro il 2027 e il secondo entro il 2030.

Al momento la normativa esclude gli edifici di interesse storico o artistico, gli edifici di culto, le case con una superficie inferiore a 50 mq e le seconde case. Inoltre, lascia la libertà a ciascuno Stato di escludere alcune categorie di edifici (come ad esempio quelli dell'edilizia popolare) e di indicare eventuali ostacoli che impediscono il raggiungimento di questi obiettivi.

Tra le eccezioni ammesse dalle istituzioni europee ci sono la mancanza di manodopera qualificata, il livello dei prezzi delle materie prime e difficoltà tecniche che impediscono di portare a termine gli interventi di efficientamento energetico.

Le deroghe, però, potranno riguardare fino a un massimo del 22% del totale degli edifici da adeguare ai nuovi standard europei.

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Il percorso di approvazione della direttiva

L'iter che porterà all'approvazione definitiva del testo della direttiva prevede il completamento di diversi step. Per il momento la direttiva è stata votata e approvata dalla Commissione Industria del Parlamento Europeo e, nelle prossime settimane, dovrà essere analizzata e discussa prima nella plenaria del Parlamento Europeo e poi nel cosiddetto Trilogo, un negoziato tra Commissione, Parlamento e Consiglio Europei.

Dopo l'approvazione del testo finale, la direttiva dovrà essere recepita da ciascuno Stato membro. Una volta che uno stato membro avrà recepito la direttiva non sarà più possibile installare caldaie che facciano uso solo di combustibili di origine fossile, tanto negli edifici di nuova costruzione quanto in caso di ristrutturazione.

La direttiva prevede anche l'introduzione dell'obbligo di installare impianti solari sugli edifici pubblici e privati non residenziali, con date differenziate a seconda che si tratti di edifici già esistenti, di nuova costruzione o in corso di ristrutturazione.

Come cambierà il patrimonio edilizio italiano?

Se non verrà modificata in maniera sostanziale, la Direttiva UE sulle case green avrà un fortissimo impatto sul patrimonio edilizio italiano. Si stima che quasi l'80% degli edifici residenziali avrà bisogno di un adeguamento energetico.

Tradotto in numeri, vuol dire che per raggiungere gli obiettivi europei da qui al 2050 bisognerebbe completare ogni giorno diverse migliaia di ristrutturazioni, con un impegno insostenibile per il settore edilizio italiano.

Il governo è al lavoro per presentare all'UE un piano che tenga conto delle particolarità del patrimonio edilizio italiano e delle difficoltà che l'Italia avrebbe nel centrare gli obiettivi europei. A questo proposito, la Camera ha votato una mozione di maggioranza che chiede all'Europa di rivedere le regole per garantire una maggiore flessibilità al nostro Paese.

In attesa di conoscere la versione definitiva del testo della Direttiva sulle case green e di verificare se saranno previste delle regole meno stringenti per l'Italia, chi vuole portarsi avanti con il lavoro può già richiedere un mutuo green. Si tratta di un finanziamento concesso a condizioni agevolate e pensato per sostenere le opere di ristrutturazione di un edificio per il quale è previsto il miglioramento di almeno due classi energetiche o per l'acquisto di un'abitazione che rientra nelle classi energetiche A o B.

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A cura di: Luana Galanti

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