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Mutuo cointestato: cos’è e come funziona?

Con un mutuo cointestato, la banca riceve una doppia garanzia sul rimborso del finanziamento. Se uno dei debitori non paga, l’istituto di credito può rivalersi sull’altro debitore grazie all’obbligazione solidale del mutuo e richiedere tutta la somma dovuta e non solo la quota spettante.

Mutuo cointestato: cos'è e come funziona

Si parla di mutuo cointestato quando il finanziamento viene sottoscritto non da una persona, ma da almeno due o più debitori. Questi, all’atto della stipula del mutuo, si impegnano a rimborsare le rate sino all’estinzione del debito. Nella maggior parte dei casi la cointestazione del mutuo viene scelta dalle coppie, in particolare dai giovani che stanno acquistando la prima abitazione, sia sposate che non, ma anche da genitori e figli. Non è, però, necessario che ci siano vincoli di parentela per accedere a un mutuo cointestato. Tutti ne possono fare richiesta. Ciò che conta è che ci siano alla base delle garanzie patrimoniali che assicurino all’istituto di credito il puntuale pagamento delle rate da parte dei mutuatari.

Per richiedere un mutuo cointestato, tutti i richiedenti dovranno presentare in banca i documenti anagrafici (carta di identità in corso di validità e tessera sanitaria) e i documenti di reddito, come la copia delle ultime buste paga e la copia delle dichiarazioni dei redditi.

Quando si fa, dunque, richiesta di un mutuo cointestato, la banca riceve una doppia garanzia sul rimborso del finanziamento e, qualora uno dei debitori non pagasse, l’istituto di credito potrà tranquillamente rivalersi sull’altro debitore grazie all’obbligazione solidale del mutuo. Se qualcuno non paga la sua parte, infatti, l’altro deve risarcire l’intera somma e poi rivalersi successivamente sul cointestatario.

Vantaggi e limiti

Uno dei punti di forza di un mutuo cointestato è la maggiore predisposizione di una banca a erogare il finanziamento grazie alle garanzie patrimoniali che sono almeno il doppio in caso di due cointestatari. In alcuni casi è possibile anche richiedere una somma più elevata in quanto maggiori sono le garanzie patrimoniali ricevute dall’istituto di credito. Con un mutuo cointestato gli istituti di credito assicurano spesso anche tassi di interessi più vantaggiosi. Per i debitori il vantaggio di un mutuo cointestato sta soprattutto nel pagare solo una parte della rata perché ripartita. 

Se marito e moglie, intestatari sia del mutuo che della casa, decidono di cointestare un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, possono detrarre il 19% degli interessi passivi, sino ad un massimo di 4mila euro. Cosa succede se invece uno dei due è a carico dell’altro da un punto di vista fiscale, ma risulta intestatario di casa e mutuo? In questi casi è l’altro che potrà detrarre il 100% degli interessi passivi.

I limiti della cointestazione sono evidenti, invece, quando il rapporto tra i cointestatari va a sgretolarsi o quando uno dei debitori non paga la sua parte. Per approfondimenti vedere la guida su cosa succede al mutuo cointestato in caso di separazione

Cosa succedere se l’intestatario del mutuo non paga?

Tutti coloro che risultano cointestatari del mutuo sono debitori in egual misura nei confronti dell’istituto di credito e qualora si registrassero casi di insolvenza, la banca potrà richiedere da ciascuno di questi tutta la somma dovuta e non solo la quota spettante. È in questo modo che l’istituto di credito si tutela da mancati pagamenti delle rate. 

Naturalmente quella che in gergo tecnico viene definita “responsabilità solidale” è valida soltanto nei confronti della banca in quanto i vari cointestatari del mutuo rispondono tra loro delle rispettive quote. Una delle soluzioni più percorribili, in questi casi, è quella dell’accollo del mutuo: uno degli intestatari acquista la quota dell’altro intestatario inadempiente e diventa unico proprietario dell’abitazione, prendendo in carico l’intero mutuo, ma lasciando inalterate le condizioni stabilite quando è stato acceso il mutuo.

Come uscire dal mutuo cointestato?

Il mutuo cointestato non è obbligatorio, ma in alcuni casi può succedere che sia l’istituto di credito a richiedere la cointestazione per ottenere maggiori garanzie all’atto della stipula. Ovviamente ciò avviene quando la proprietà appartiene a più soggetti.

Quando si decide di uscirne, la strada più facile da perseguire è quella di vendere la casa. La somma ricavata può essere usata per pagare le restanti rate del mutuo. Ciò che rimane del capitale riscosso, inoltre, può essere suddiviso tra i due cointestatari. 

Tra le altre opzioni per uscire da un mutuo cointestato ci sono quella dell’affitto dell’immobile o dell’accollo del mutuo. Nel primo caso si utilizzano le entrate dell’affitto per pagare le restanti rate del mutuo. L’opzione dell’accollo, invece, viene accettata dalla banca quando chi vuole accollarsi il mutuo ha un reddito dimostrabile e le garanzie giuste da offrire all’istituto di credito.

Quando la casa è intestata ad un solo coniuge?

La casa risulta intestata a un solo coniuge quando si sceglie il regime della separazione dei beni. In questi casi gli acquisti fatti dopo il matrimonio restano di proprietà di chi ha affrontato la spesa. In caso di separazione, appunto, l’appartamento resta al proprietario e non viene diviso. L’altro coniuge non ha dunque alcun diritto a restare tra quelle quattro mura, salvo situazioni specifiche.

Il discorso cambia, infatti, nel caso la coppia abbia figli minori o portatori di handicap o anche figli maggiorenni ma non autonomi sul fronte economico. Il giudice potrebbe conferire il diritto di abitazione al coniuge con cui i figli decidano di restare, anche se non risulta proprietario dell’immobile.

Ultimo aggiornamento settembre 2021

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