Cosa è il tasso d'ingresso?

tasso di ingresso mutuoComprendere la differenza tra tasso d’ingresso e tasso a regime è importante nel processo di selezione del miglior mutuo. Il tasso d’ingresso, infatti, è applicato durante un intervallo di tempo limitato. Per quale ragione? Scopriamo i pro e i contro del tasso d’ingresso.

Perché si applica il tasso d’ingresso?

Il tasso d’ingresso prende anche il nome di tasso promozionale. Questa definizione alternativa coglie in pieno lo scopo del tasso di ingresso, applicato cioè esclusivamente in un periodo iniziale del piano di ammortamento e più basso del tasso a regime, ovvero l’effettivo tasso che si applicherà al mutuo.

Gli istituti finanziari propongono un tasso d’ingresso più basso per attrarre a sé clienti: si tratta, quindi, di una vera e propria offerta promozionale, valida durante i primi mesi o i primi anni del mutuo.

Ne consegue che se, ad esempio, stai acquistando la tua prima casa e sei alla ricerca del mutuo più conveniente, sarà bene confrontare i preventivi di mutuo delle diverse banche in base al tasso a regime e non al tasso promozionale. Succede infatti che, ogni tanto, i preventivi inviati dalle banche ai potenziali clienti, calcolano la rata in base al tasso d’ingresso. Motivo per cui, sarà cura del mutuatario richiedere l'intero piano di ammortamento, per valutare l’ammontare delle rate effettive, calcolate cioè sul tasso a regime.

Differenza tra tasso d’ingresso e tasso a regime

Il tasso di interesse viene indicato con una percentuale che si applica alla somma da restituire per definire il compenso del creditore in seguito all’erogazione del finanziamento. In parole povere, il tasso di interesse influisce in maniera significativa sul costo del mutuo: un tasso di interesse vantaggioso è sinonimo di un mutuo conveniente.

Ma, come già anticipato in precedenza, il tasso di interesse che vale la pena considerare durante il processo di selezione del mutuo è il tasso a regime che, a differenza del tasso promozionale, equivale all’effettivo tasso che andrai a pagare. Il tasso normale, fisso o variabile che sia, è solitamente più elevato di quello d’ingresso, facciamo un esempio concreto.

Mettiamo il caso che ti trovassi nella situazione di dover scegliere tra due mutui a tasso variabile per un importo pari a 100.000€ da rimborsare il 15 anni, con un periodo promozionale di 3 mesi:

  • Il preventivo A prevede un tasso iniziale di 0,4% per il primo trimestre ed un tasso a regime costituito da Euribor 1M + 0,90% di spread;
  • Il preventivo B invece prevede un tasso iniziale di 0,5% per i primi tre mesi e un tasso a regime costituito da Euribor 1M + 0,75% di spread.

Nel primo caso le rate iniziali ammonterebbero a 554€ per tre mesi; nel secondo, invece, le rate iniziali avrebbero un valore di 558€ durante il primo trimestre. Fin qui la scelta più ovvia ricadrebbe sul primo preventivo, ma osservando le rate calcolate sul tasso a regime, la situazione cambia: il preventivo A prevede rate pari a 575€ per i successivi 9 mesi; il preventivo B, invece, prevede rate dell’ammontare di 569€.

Seppure nel primo caso il tasso iniziale sia più basso, il tasso a regime farà propendere per il secondo mutuo, perché più conveniente in termini di interessi (si parla di un risparmio di più di 1000€ sugli interessi bancari).

Su MutuiOnline.it puoi calcolare la rata del mutuo per scegliere il piano di ammortamento più vantaggioso, sventando il rischio di valutare il mutuo solo in base al tasso promozionale e non a regime.

Pro e contro del tasso di ingresso

Il tasso d’ingresso, quindi, potrebbe trarre in inganno durante il processo di selezione del mutuo. Ma d’altro canto le rate iniziali più basse agevolano chi ha bisogno di risparmiare in seguito all’acquisto di una casa: al costo dell’immobile, vanno nella maggior parte dei casi, aggiunte spese circostanziali, quali ad esempio l’acquisto dei mobili per l’arredamento delle stanze o degli elettrodomestici; l’installazione degli impianti domestici; e così via. In quest’ottica, le rate inferiori del mutuo nella prima parte del piano d’ammortamento, risultano indispensabili per contenere la spesa iniziale, soprattutto nel caso di famiglie e giovani.

Posso surrogare il mutuo al termine del periodo promozionale?

Per surroga del mutuo si intende la possibilità di trasferire il proprio mutuo presso un’altra banca, che offre condizioni più convenienti. Si tratta di un vero e proprio contratto, attraverso il quale il finanziamento viene spostato gratuitamente dalla banca di origine ad un altro istituto finanziario.

Nota anche con il nome di portabilità del mutuo, la surroga venne introdotta dalla Legge Bersani del 2007 e permette al mutuatario di spostare il mutuo in un altro istituto finanziario, senza alcun costo e mantenendo le garanzie e gli accordi presi con la banca precedente.

La suddetta Legge n°40/2007 non fa alcun riferimento alle tempistiche per la richiesta di surrogazione del mutuo, pertanto non viene indicato un tempo minimo di permanenza presso la banca d’origine. Ciò nonostante, alcuni istituti finanziari preferiscono rifiutare la portabilità del mutuo in particolari casi; come ad esempio un paio di mesi dopo la sottoscrizione del mutuo. Il motivo é ovvio: avere la certezza dell’affidabilità del creditore. Pertanto le banche preferiscono accettare mutui già avviati per lo meno da 6 o più mesi.

D’altro canto la convenienza o meno della surroga dipende dall’ammontare della quota di interessi che resta da restituire alla banca originaria. In parole povere, la portabilità conviene durante i primi anni del piano di ammortamento, ovvero quando le rate del mutuo si compongono in gran parte della quota di interessi e non di quella capitale. Lo scopo della surroga, infatti, è quello di spostarsi in una banca che offre un tasso di interessi più vantaggioso.

In quest’ottica la portabilità risulta cruciale al termine del periodo promozionale, ovvero quando entra in vigore il tasso a regime e la rata mensile aumenta. In questo caso, una nuova banca potrebbe offrirti un tasso più basso o proporti un piano di ammortamento più lungo e conveniente. Il trasferimento del mutuo avverrebbe senza alcun costo da parte tua e soprattutto la banca d’origine non può rifiutare di cedere il mutuo alla banca entrante. Insomma, si tratta di un vero e proprio cuscinetto di salvataggio, nel momento in cui il passaggio dal tasso d’ingresso a quello a regime ti coglie impreparato.

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