Mutui: cresce il ruolo dei giovani e dei canali digitali, i dati di Experian
Vento favorevole per i mutui in Italia. Secondo il "Rapporto sul Credito 2025" realizzato da Experian, nel corso del 2025 la domanda di mutui immobiliari ha registrato una crescita complessiva del 19,14% rispetto al 2024. La spinta arriva dal calo dei tassi e dalla tenuta dell'economia.
Dopo un biennio segnato dall'incertezza, anche a causa delle precedenti strette monetarie, il 2025 ha segnato un deciso "ritorno al mattone" per le famiglie italiane. Secondo i dati definitivi del Rapporto sul Credito 2025 di Experian, la domanda di mutui immobiliari ha registrato una crescita complessiva del 19,14% rispetto al 2024.
Andamento della domanda di mutui a due velocità
Il dato, sebbene positivo, nasconde un andamento a due velocità: un primo semestre travolgente, con picchi del +52,7% nel primo trimestre e del +40,6% nel secondo, seguito da una fase di normalizzazione e da un lieve raffreddamento nell'ultima parte dell'anno (-12,3% nell’ultimo trimestre).
Questa parabola riflette la reazione dei consumatori alla progressiva stabilizzazione dei tassi d'interesse, che ha spinto chi era rimasto in attesa ad attivarsi nei primi mesi dell'anno.
La Generazione Z alla guida del mercato
Il rapporto evidenzia un cambio della guardia generazionale: se i Millennials rimangono la fetta più consistente del mercato (rappresentando oltre il 53% delle richieste a inizio anno), è la Generazione Z a far segnare la crescita maggiore.
I nati tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2010 hanno fatto registrare un incremento delle richieste di mutuo casa superiore al 50%. Un dato che suggerisce una nuova fiducia dei giovani verso l'investimento immobiliare, supportata probabilmente da una maggiore stabilità lavorativa e da offerte di mutuo per gli under 36 sempre più "su misura".
Confronta le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso
Geografia del credito: il Sud e le grandi città corrono più veloci
L'analisi territoriale di Experian rivela un'Italia che si muove a ritmi differenti, ma con una direzione comune. La crescita è stata omogenea in tutte le regioni, ma le grandi aree metropolitane hanno agito da veri motori del comparto.
In particolare, spiccano le performance di:
- Napoli (+31,7%);
- Torino (+27,9%);
- Roma (+26,6%);
- Milano (+21,1%).
Questi incrementi, superiori alla media nazionale, confermano la centralità dei poli urbani, dove la domanda abitativa rimane altissima nonostante la crescita dei prezzi medi al metro quadro.
Non solo case: il boom del BNPL e del credito digitale
Il 2025 non verrà ricordato solo per i mutui, ma anche per l'affermazione delle nuove forme di finanziamento. Il Buy Now Pay Later (BNPL) ha dominato la scena con un aumento del 52,2%.
La sorpresa maggiore arriva però dai profili degli utilizzatori: non più solo giovani amanti dello shopping online, ma anche fasce mature. Il rapporto segnala crescite record tra gli Over 80 (+81,9%) e i Baby Boomer (+66,9%), segno che la dilazione di pagamento a interessi zero è diventata una strategia di gestione del budget familiare trasversale a tutte le età.
Parallelamente, l’uso dei canali digitali per richiedere credito è salito del 27%, consolidando un trend dove la filiale fisica diventa sempre più un luogo di consulenza piuttosto che di operatività quotidiana.
Prestiti personali e finalizzati: dinamiche opposte
Mentre i mutui e il BNPL mostrano un andamento positivo, il comparto dei prestiti tradizionali mostra segnali contrastanti. I prestiti personali tengono bene, con una crescita del 10,23%, spinti dalla necessità di liquidità per progetti di vita o ristrutturazioni leggere.
Al contrario, i prestiti finalizzati (quelli legati direttamente all'acquisto di un bene specifico) hanno chiuso l'anno in negativo (-5,9%). Questo calo è parzialmente spiegato dalla concorrenza interna del BNPL e da una flessione nel mercato dell'auto nuova, compensata solo in parte dal dinamismo dei finanziamenti per i veicoli usati, diventati una priorità per molte famiglie.
Tassi e accessibilità: cosa è cambiato nel 2025?
Il motore principale di questa ripresa è stata la politica monetaria. Con i tassi BCE che si sono stabilizzati dopo i tagli iniziati nel 2024, i tassi medi sui mutui si sono attestati su livelli bassi rispetto alle medie storiche.
Le sfide per il 2026 saranno legate alla capacità delle banche di gestire la qualità del credito (nonostante i rischi rimangano sotto controllo) e alla risposta del mercato immobiliare a una domanda che, in molte città, supera ancora di gran lunga l'offerta di nuove costruzioni.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso oggi
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Banco di Desio e della Brianza | 3,25% | € 435,21 | 3,47% |
| Crédit Agricole Italia | 3,15% | € 429,74 | 3,49% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| Credem | 3,31% | € 438,51 | 3,70% |
| BPER Banca | 3,50% | € 449,04 | 3,74% |
| Webank | 3,68% | € 459,15 | 3,80% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,58% | € 453,52 | 3,85% |
| BNL - Gruppo BNP Paribas | 3,40% | € 443,48 | 3,86% |
| Intesa Sanpaolo | 3,74% | € 462,55 | 3,95% |
| Banca Sella | 3,75% | € 463,12 | 4,04% |
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