Mutui a tasso fisso e variabile: cosa aspettarsi nel 2020
Il 2020 è appena iniziato ma tanti sono già gli interrogativi relativi al mercato immobiliare. In molti si stanno domandando, infatti, quale sarà l’andamento dei tassi dei mutui e se sarà vantaggioso cambiare istituto bancario di riferimento. Nel 2019 è stata registrata, sul fronte dei mutui concessi alle famiglie italiane, una variazione positiva di +2,4% su base annua. Inoltre, il vecchio anno si è concluso con tassi di interesse ai minimi storici e tempi d'acquisto delle abitazioni più brevi.
Gli elementi che vanno presi in considerazione per tracciare una previsione sono lo spread e gli indici interbancari. Per i mutui a tasso fisso bisogna prendere in considerazione l'Irs, che riflette la durata del finanziamento. Quando invece parliamo di mutui a tasso variabile, l’indice interbancario di riferimento è l'Euribor ed è questo il parametro da tenere sotto la lente d’ingrandimento per fare delle ipotesi future.
Lo spread
Di cambiamenti negli ultimi tempi sul fronte dello spread ve ne sono stati. E di certo non di poco conto. Nel caso dei mutui a tasso fisso, ad esempio, alcune banche hanno deciso di azzerare gli spread, per poter accaparrarsi nuovi clienti a cui poi offrire anche altri tipi di prodotti finanziari.
Attualmente gli spread continuano ad essere bassi: nel caso dei mutui a tasso fisso partono infatti anche da 50 punti base. Parliamo di 80 punti base per i mutui a tasso variabile. Per i prossimi mesi non si prevede un’ulteriore riduzione degli spread perché al momento anche gli indici interbancari risultano già molto bassi.
Irs e Euribor
A scendere sotto lo zero e poi a risalire, pur restando comunque ad un livello basso, sono stati anche gli indici Irs. Attualmente l’Irs a 20 anni risulta pari allo 0,56%, mentre a 25 anni è allo 0,59%. Molto più basso l’Irs a 10 anni pari a 0,17%.
Nel 2020 – dal momento che gli indici Irs seguono i tassi del Bund tedesco - i mutui a tasso fisso potrebbero presentare un aumento di circa 20, 30 punti base. Questo potrebbe avvenire se l’andamento del Bund tedesco risalisse di 20, 30 punti base e se naturalmente le banche non riducessero lo spread per compensare l’incremento degli Irs.
Nessun cambiamento all’orizzonte per i mutui a tasso variabile. Chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile non avrà a che fare con forti novità per almeno 2, 3 anni. Intanto dall’ultimo Osservatorio MutuiOnline.it è emerso che i mutui a tasso fisso sono oltre il 90% del totale. A dominare il mercato sono soprattutto le richieste di surroga: nell’ultimo trimestre dell’anno 2019 è venuto fuori che almeno 7 richieste di mutui su 10 sono per surroga.
Un fenomeno, quello del boom delle surroghe, già registratosi tra il 2014 e il 2015 e tra il 2017 e il 2018, ovvero quando il mercato è stato caratterizzato da un calo dei tassi di interesse e da un maggiore desiderio da parte dei mutuatari di voler scegliere una nuova banca in cui trasferire il mutuo o comunque di voler rivedere le condizioni del finanziamento stipulato con la propria banca.
Grazie all’introduzione della surroga del mutuo con la legge Bersani numero 40/2007, è possibile infatti trasferire il proprio mutuo da una banca all’altra a costo zero, modificandone i parametri e rendendo così il trasferimento conveniente.
Nel 2020 - secondo le prime previsioni - la domanda di mutui di surroga potrebbe subire un calo, dal momento che i possibili mutuatari sono andati man mano ad esaurirsi.
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