È l’anno dei mutui green
Nel 2020 i mutui verdi valevano appena il 3% del totale, per passare al 6,5% nel 2023. Oggi sono al 10% e non costituiscono quindi più una nicchia, con la loro incidenza destinata a crescere ulteriormente alla luce dell'evoluzione normativa e della spinta che arriva dalle banche.
Circa il 10% delle erogazioni totali. È l’incidenza raggiunta dai mutui green rispetto al totale dei contratti di finanziamento concessi a chi intende finanziare l’acquisto di un immobile. Fino a poco tempo fa una piccola nicchia di mercato, questo segmento sta crescendo rapidamente tra spinta normativa e maggiore convenienza in termini di tassi applicati, come emerge dalle rilevazioni periodiche di MutuiOnline.it.
Cosa sono i mutui green
Ma cosa sono i mutui green? Si definiscono “verdi” i mutui che vengono concessi per l’acquisto di immobili in classe A o B o per ristrutturare immobili al fine di migliorarne le prestazioni energetiche. In entrambi i casi si contribuisce a ridurre le emissioni inquinanti nell’ambiente, ottenendo al contempo un miglioramento del valore di mercato per l’immobile interessato e un risparmio per quel che concerne la bolletta energetica. A questo proposito va ricordata la spada di Damocle della Direttiva Case Green, che nei prossimi anni imporrà massicci interventi di ristrutturazione per gli immobili più vetusti, quelli cioè in classe F o G, risalenti agli anni Settanta se non addirittura prima.
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Mutui green: una crescita senza precedenti
Voltando lo sguardo all’indietro, nel 2020 i mutui verdi toccavano appena il 3% del totale, per passare al 6,5% nel 2023: un trend di continua espansione che ha portato a un’incidenza del 10% nel 2024, con un picco del 16% toccato lo scorso agosto. Questa la fotografia restituita dall’Osservatorio di Qualis Credit Risk, che attribuisce questa crescita alla crescente sensibilità verso le tematiche di sostenibilità ambientale ma anche all’impegno degli istituti finanziari per allineare le proprie strategie ai traguardi dettati dallo European Green Deal, il pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l'Unione Europea sulla strada di una transizione verde.
Crescita di valore a livello patrimoniale
Dall’analisi condotta dall’Osservatorio di Qualis, le case green emergono come un investimento lungimirante e di qualità, un mezzo per mantenere o rivalutare nel tempo il valore del proprio immobile. Il maggior costo iniziale di acquisto, in media pari a 192 mila euro, circa 59 mila euro in più rispetto al non green, si recupera infatti nel tempo, rivelandosi una scelta finanziariamente premiante. Le rilevazioni mensili di MutuiOnline evidenziano, inoltre, la maggiore convenienza di questi mutui rispetto alla media (dai tre ai quattro decimali), dovuta al fatto che gli immobili ad alta efficienza hanno più mercato, e quindi a livello di sottostante sono più affidabili.
A questo si aggiungono i minori consumi, che portano a un ulteriore risparmio energetico di 1.067 euro annui, equivalente a circa 32 mila euro in 30 anni. Si tenga infine conto del potenziale valore di rivendita, significativamente superiore a quello delle case non green.
L’Osservatorio in esme segnala che i mutuatari green hanno in media 3,6 anni in meno rispetto a coloro che scelgono un mutuo tradizionale (35,4 anni vs 39 anni) e che quasi la metà di loro, il 48,9%, rientra nella fascia tra i 30 e i 40 anni. Oltre il 56,7% dei mutui verdi viene acceso da due richiedenti, a dimostrazione che si tratta di un progetto di coppia o familiare di lungo periodo. Mentre, se si passa a un’analisi geografica, questa tipologia di mutui trova in generale una maggiore diffusione al nord, con una tendenza ad espandersi anche in altre regioni; in particolare, quest’anno spiccano Lombardia, Lazio, Veneto e Sardegna.
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