- Altri marchi del Gruppo:
- Trovaprezzi
- Prestitionline.it
- Segugio.it
BCE ancora ferma sui tassi, eventuali rialzi rimandati
L'inflazione nell'Eurozona torna a correre, toccando il 3,0% ad aprile, rispetto al 2,6% registrato a marzo e spingendo la BCE alla prudenza. Nonostante il carovita, l’Eurotower conferma i tassi (depositi al 2,00%), ma i mercati scommettono su rialzi entro l’anno.
⏰ In 30 secondi:
- La BCE conferma i tassi fermi per la terza volta nel 2026, con depositi al 2,00%;
- Il variabile conviene ancora, ma sono attesi futuri rialzi dei tassi BCE;
- Il 92,6% dei mutuatari sceglie il tasso fisso per tutelarsi da aumenti futuri.
Tassi ancora fermi nell’Eurozona, in attesa di capire come evolverà lo scenario inflazionistico, dopo che ad aprile il carovita ha segnato un +3,0% rispetto a dodici mesi prima, contro il 2,6% di marzo, che a sua volta indicava un forte surriscaldamento rispetto all’1,9% di febbraio.
Le decisioni della BCE e le ragioni sottostanti
Dunque, per la terza volta nel 2026 la Banca Centrale Europea ha scelto di lasciare inalterati i tassi di interesse, mantenendo un approccio prudente nonostante le minacce rappresentate dal conflitto in Medio Oriente.
Il tasso sui depositi resta dunque al 2,00%, mentre i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali si confermano rispettivamente al 2,15% e al 2,40%.
| Tipologia di tasso | Valore attuale | Note sul valore |
|---|---|---|
| Depositi | 2,00% | Invariato rispetto alla precedente riunione |
| Rifinanziamento principale | 2,15% | Invariato rispetto alla precedente riunione |
| Rifinanziamento marginale | 2,40 | Invariato rispetto alla precedente riunione |
Guardando alle possibili mosse nelle prossime riunioni (un primo rialzo potrebbe arrivare già nella prossima sessione, in programma l’11 giugno), se oggi l’Eurotower segue un approccio attendista, il rialzo dei prezzi energetici potrebbe protrarsi per diversi mesi e, a quel punto, si renderebbe necessaria una risposta in termini di politica monetaria.
Confronta le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso
| MUTUO CREDIT AGRICOLE FLEXI | |
|---|---|
| TAN: | 2,99% |
| Spese iniziali: | Istruttoria: € 1.000,00 Perizia: € 0,00 |
| TAEG: | 3,32% (Indice Sintetico di Costo) |
| Rata: | € 421,06 (mensile) |
- Vari l’importo della rata direttamente da APP
- Cambi il tasso da fisso a variabile e viceversa
- Extra sconto 0,10% per riqualificazione energetica
| MUTUO TASSO FISSO | |
|---|---|
| TAN: | 3,03% |
| Spese iniziali: | Istruttoria: € 1.200,00 Perizia: € 300,00 |
| TAEG: | 3,41% (Indice Sintetico di Costo) |
| Rata: | € 423,22 (mensile) |
- APP per essere aggiornato in tempo reale
- Erogazione all'atto
| MUTUO PROMO TASSO FISSO | |
|---|---|
| TAN: | 3,25% |
| Spese iniziali: | Istruttoria: € 998,00 Perizia: € 350,00 |
| TAEG: | 3,50% (Indice Sintetico di Costo) |
| Rata: | € 435,21 (mensile) |
Un eventuale rialzo dei tassi annullerebbe la distanza tra fisso e variabile
Questa decisione non andrà dunque a influenzare i tassi d’interesse dei mutui, che nelle prossime settimane dovrebbero dunque mantenersi sui livelli attuali.
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, ad aprile il TAN medio sui mutui a tasso fisso a 20 e 30 anni si attesta al 3,37%, mentre il mutuo a tasso variabile si conferma più conveniente, con un TAN medio al 2,62%.
Tra le due tipologie, la forbice attualmente è pari a 75 punti base a favore del tasso indicizzato all’Euribor, che da giugno dello scorso anno si conferma stabilmente tra il 2,55% e il 2,72%, mentre il fisso sconta l’incertezza geopolitica scatenata dalle minacce dei dazi sulle esportazioni prima e dalla guerra in Medio Oriente negli ultimi mesi.
Un esempio di mutuo aiuta a compiere scelte consapevoli
Su un mutuo ventennale da 120mila euro, oggi scegliere il tasso variabile garantisce un risparmio sulla rata mensile del mutuo di 45 euro rispetto al tasso fisso (643 contro 688 euro), mentre sull’intera durata del finanziamento il costo totale è inferiore di circa 10.800 euro.
Con un rialzo di 25 punti base da parte dell’Eurotower in una delle prossime riunioni del 2026, tuttavia, gli effetti sarebbero immediati sul tasso indicizzato all’Euribor, parametro di riferimento del variabile che risente direttamente dell’andamento del tasso BCE.
Il TAN medio di questa tipologia di finanziamenti salirebbe al 2,87%, riducendo la distanza dal fisso a 50 punti base. La rata mensile media del variabile salirebbe dunque a 658 euro, con la convenienza rispetto al fisso che si ridurrebbe a 30 euro al mese e a circa 7.200 euro sull’intera durata del mutuo.
La scelta del tasso fisso per bloccare la rata
La decisione della Banca Centrale Europea conferma la volontà di Christine Lagarde e colleghi di non voler affrettare la messa in atto di contromisure per combattere il caro energia. Analizzando le curve forward dell’Euribor, tuttavia, pare ormai probabile che Francoforte ritoccherà al rialzo i tassi d’interesse entro fine anno.
Secondo le stime più aggiornate, infatti, l’Euribor a 1 mese dovrebbe salire dal 2,00% di oggi al 2,70% a dicembre, mentre la scadenza a 3 mesi dal 2,15% è prevista al 2,86% a fine 2026. Il che significherebbe un riavvicinamento tra i tassi d’interesse offerti sui mutui a tasso variabile e su quelli a tasso fisso, i quali – secondo le proiezioni legate all’andamento dei titoli di stato tedeschi a 30 anni – potrebbero addirittura calare leggermente.
La situazione di grande incertezza, tuttavia, rende difficile prevedere cosa accadrà nel medio periodo. Per questo motivo, il consiglio per chi è alla ricerca di un mutuo casa è quello di orientarsi su una soluzione a tasso fisso per bloccare l’importo della rata ai tassi attuali, storicamente su livelli più che accettabili.
Se le condizioni di finanziamento dovessero in futuro migliorare, l’opzione della surroga del mutuo è sempre a disposizione e permette di trasferire a costo zero il mutuo da una banca a un’altra, approfittando dei tassi offerti dal nuovo istituto.
Oltre il 90% dei mutuatari sceglie il tasso fisso
Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, nonostante la maggior convenienza del variabile, ad aprile il 92,6% del totale dei mutuatari in Italia ha scelto il tasso fisso.
Il 2,8% del mix si è invece orientato su un finanziamento a tasso variabile, mentre il 2,1% del totale ha scelto il mutuo variabile con cap, ovvero una tipologia di finanziamento il cui tasso d’interesse risente delle fluttuazioni di mercato, ma non può superare un tetto massimo, fissato in sede di stipula del contratto.
Guardando alla durata media dei mutui, ad aprile il dato si attesta sui 24 anni e 8 mesi, in linea con quanto registrato negli ultimi 2 trimestri, mentre l’età dei mutuatari sale leggermente rispetto a quella rilevata nei primi 3 mesi dell’anno, passando da 39 anni e 3 mesi a 39 anni e 5 mesi in media.
Le offerte di mutuo prima casa a tasso fisso
| Banca | Tasso | Rata | Taeg |
|---|---|---|---|
| Crédit Agricole Italia | 2,99% | € 421,06 | 3,32% |
| Credem | 3,03% | € 423,22 | 3,41% |
| BPER Banca | 3,25% | € 435,21 | 3,50% |
| Webank | 3,44% | € 445,70 | 3,55% |
| Banca Monte dei Paschi di Siena | 3,34% | € 440,16 | 3,60% |
| Intesa Sanpaolo | 3,41% | € 444,04 | 3,61% |
| Banca Sella | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| Banco BPM | 3,35% | € 440,71 | 3,62% |
| Banco di Desio e della Brianza | 3,65% | € 457,46 | 3,89% |
| BBVA | 3,70% | € 460,28 | 3,96% |
Articoli correlati