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Euribor negativo: cosa succede allo spread?

Aggiornato il 10/03/2020

L'Euribor (Euro Inter Bank Offered rate) è il tasso di interesse interbancario di riferimento utilizzato dalle banche per alcune operazioni di finanziamento, tra cui il calcolo del tasso di interesse nei mutui a tasso variabile, che viene comunicato quotidianamente dalla European Money Markets Institute (EMMI), precedentemente chiamata European Banking Federation (EBF).

Viene calcolato quotidianamente sulla base della media delle quotazioni rilevate da un campione rappresentativo di banche selezionate dalla Federazione Bancaria Europea nel mercato monetario dell'euro, sia nell'eurozona che nel resto del mondo.

È importante però tenere conto del fatto che non esiste un solo tasso Euribor, ma ne viene calcolato uno per ogni scadenza dei depositi interbancari negoziati sul mercato interbancario (Euribor a 1 settimana, a 1 mese, a 3 mesi, a 6 mesi e a 12 mesi).

La riforma dell'Euribor

Il calcolo degli indici Euribor è stato oggetto di una approfondita riforma, originata in gran parte dall’introduzione del regolamento dell’UE sui benchmark (Benchmarks Regulation, BMR), pubblicato nel 2016 e in vigore da gennaio 2018). L’EMMI ha completato nel corso del 2019 i passaggi necessari a rendere l’Euribor conforme a tale regolamento, trasformando il suo sistema di calcolo che è ora basato su una metodologia “ibrida” e che dà priorità alle transazioni reali sul mercato monetario per la determinazione dei valori dell’indice nelle sue varie declinazioni.

Gli effetti della politica monetaria della BCE

Negli ultimi anni si è verificato un fenomeno di costante discesa del costo del denaro per effetto delle politiche monetarie europee. Si fa riferimento in modo particolare al tasso dei depositi della Banca Centrale Europea (BCE) ed al Quantitative Easing (QE), in italiano alleggerimento/allentamento quantitativo, o anche facilitazione quantitativa.

Il tasso dei depositi della BCE è il tasso che teoricamente la Banca Centrale paga agli istituti bancari dei singoli Stati che decidano di depositare della liquidità a brevissimo termine (overnight) presso l’istituto centrale. Fino al luglio 2012 a fronte di tale deposito veniva riconosciuto un seppur minimo rendimento positivo. Da allora e fino al giugno 2014 il rendimento è stato fissato a zero, e da allora in poi il tasso è diventato addirittura negativo, toccando il nuovo minimo di 0,50% nel settembre 2019.

Il Quantitative Easing rappresenta invece una politica monetaria espansiva attraverso la quale la stessa Banca Centrale Europea può intervenire sul sistema finanziario ed economico di un Paese o di un intero sistema di Paesi, modificando la quantità di moneta in circolazione, in questo caso aumentandola. A tal fine quindi, la Banca Centrale Europea immette nuova moneta acquistando invece Titoli di Stato ed altre obbligazioni equiparate, con la conseguenza che aumentano i prezzi di quest’ultimi, mentre si riducono i rendimenti che derivano da essi: se tali rendimenti risultano essere legati ai tassi di interesse bancari, anche questi si riducono in misura significativa, fino a scendere sotto lo zero, come è successo negli ultimi anni.

Il calcolo dei tassi dei mutui e le diverse clausole

Se questi tassi risultano essere negativi, di conseguenza, anche l’Euribor risulterà essere sotto lo zero, in quanto ne rappresenta la media, determinando però delle conseguenze tangibili nel mercato dei mutui, con un ribasso significativo, nella maggioranza dei casi, dei tassi di interesse applicati ai contratti.

Essi sono infatti determinati dalla somma dell’indice (Euribor o Irs) di riferimento e dello spread applicato dalla banca all’operazione di mutuo. Dovendo partire dal valore negativo dell’Euribor, il tasso finale d’interesse dei mutui ad esso indicizzati (in genere i tassi variabili) sarà quindi il risultato finale della somma algebrica tra l’Euribor stesso e lo spread bancario.

In questi casi, quasi tutti gli istituti bancari hanno applicato l’Euribor negativo al calcolo del tasso del mutuo e ai relativi interessi, tranne nel caso in cui fosse prevista nel contratto una clausola floor che limita il tasso finale applicato contrattualmente al finanziamento verso il basso, impedendogli quindi di assumere valori negativi e, in particolare, valori che siano inferiori rispetto allo spread bancario.

A questo proposito la Banca d'Italia ha quindi fornito chiare direttive su come le banche si devono comportare nel caso in cui l’Euribor sia negativo, in particolare quando la clausola floor non è esplicitata nel contratto di mutuo: in generale gli istituti bancari che erogano i finanziamenti devono procedere al computo degli interessi dovuti dal mutuatario, sottraendo l’Euribor negativo allo spread, determinando quindi una riduzione delle rate di rimborso.

Diverse banche hanno invece optato per l’inserimento di clausole contrattuali che prevedano esplicitamente un tasso floor o comunque la non negatività dell’Euribor. Tali clausole prevedono in genere che l’Euribor non possa valere meno di zero, o che il tasso d’interesse del mutuo non possa essere inferiore allo spread.

Ciò fa sì che il valore negativo dell’Euribor non venga sottratto allo spread, generando tassi potenzialmente più elevati rispetto a quelli di altre banche. I clienti che hanno richiesto finanziamenti a quegli istituti di credito pagheranno delle rate di importo maggiore rispetto a quello che in realtà potrebbero.

Nei casi in cui il contratto non prevedesse alcuna clausola in tal senso, i clienti avranno il diritto di richiedere il rimborso diretto dell’eccedenza versata sul proprio conto corrente, procedendo con il normale invio di una raccomandata alla banca con richiesta di rimborso, e rivolgendosi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) nel caso in cui la banca non dovesse rispondere al reclamo o provvedere al rimborso entro 30 giorni.

Sul sito di MutuiOnline.it è possibile non solo verificare giornalmente le migliori offerte di banche diverse, sempre aggiornate in base alle variazioni giornaliere degli indici Euribor e IRS, ma anche consultare la sezione dedicata all’osservatorio dei tassi, per conoscere le quotazioni aggiornate degli indici stessi e verificarne l’andamento nel tempo, indicazione utile per valutare la tendenza del mercato e quindi fare valutazioni più adeguate sull’opportunità di sottoscrivere un mutuo, a quali condizioni e per quale durata.

Vale la pena ricordare che nel gennaio 2020 ha preso ufficialmente il via la nuova modalità di calcolo degli indici Euribor, che per diverso tempo affiancherà il già esistente Euribor e a tendere, con tempistiche diverse da banca a banca ancora da definire, lo sostituirà.

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