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Euribor negativo: cosa succede allo spread?

L'Euribor è il tasso di interesse interbancario utilizzato dalle banche per alcune operazioni di finanziamento, tra cui il calcolo del tasso di interesse nei mutui a tasso variabile. Viene calcolato quotidianamente sulla base della media delle quotazioni rilevate da un campione rappresentativo di banche selezionate dalla Federazione Bancaria Europea. 

Negli ultimi anni si è verificato un fenomeno di costante discesa dei tassi per effetto delle politiche monetarie europee. Facciamo riferimento in modo particolare al Quantitative Easing, in italiano alleggerimento/allentamento quantitativo, o anche facilitazione quantitativa: si tratta di una delle modalità con cui la Banca Centrale interviene sul sistema finanziario ed economico di un Paese, aumentando la moneta in circolazione. Con l’incremento della liquidità, si riducono in maniera significativa i tassi di interesse, fino a scendere sotto lo zero, come è successo negli ultimi anni. L’Euribor negativo ha comportato conseguenze tangibili nel mercato dei mutui, con un ribasso significativo, nella maggioranza dei casi, degli spread applicati ai contratti.

Quasi tutti gli istituti bancari hanno applicato l’Euribor negativo al calcolo degli interessi: ciò avviene in assenza di una clausola floor che limita questo parametro verso il basso, impedendogli di scendere sotto lo zero. 

A questo proposito Banca d'Italia ha fornito chiare direttive su come le banche si devono comportare in caso di Euribor negativo. In particolare, quando la clausola floor non è esplicitata nel contratto di mutuo, l'istituto bancario che eroga il finanziamento deve procedere al computo degli interessi dovuti dal mutuatario sottraendo l’Euribor negativo allo spread.

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