Quanto vale la tua casa? Omi aggiorna le quotazioni
Continuano a crescere i prezzi delle case in Italia. Anche il primo semestre ha fatto segnare - infatti - performance positive, a dispetto della congiuntura non esaltante. Intanto arrivano le quotazioni aggiornate da parte dell'Omi-Agenzia delle Entrate.
Una delle principali criticità in materia immobiliare è relativa ai prezzi. Nonostante l’enorme quantità di dati ormai disponibili sul mercato, è sempre difficile avere una stima affidabile relativamente al valore di un immobile. Troppe le variabili in gioco per consentire una categorizzazione in base al quartiere e allo stato dell’abitazione. Anche se non mancano criteri per orientarsi in merito.
Intanto, l’Istat segnala che i prezzi continuano a crescere, a dispetto della congiuntura economica tutt’altro che brillante, con Milano ancora a fare da traino.
Prezzi aggiornati al primo semestre
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet le quotazioni immobiliari relative al primo trimestre di quest’anno. I dati, elaborati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare (Omi) della medesima agenzia, si riferiscono ai prezzi al metro quadro per varie tipologie di immobili (abitazioni, box, negozi, uffici, capannoni) e possono essere consultati per semestre, provincia, comune, zona di ubicazione dell’immobile e destinazione d’uso.
La ricerca dei valori può essere effettuata anche tramite navigazione su mappa, utilizzando il framework cartografico Geopoi, che permette di individuare e segnalare punti di interesse in tutto il mondo.
Oltre ai dati dell’ultima rilevazione, sono disponibili anche quelli precedenti, dal 2006 in avanti.
Sospese le rilevazioni nei territori colpiti dai terremoti
Tornando all’ultimo aggiornamento, l’Agenzia delle Entrate fa sapere di aver sospeso la rilevazione delle quotazioni immobiliari in alcune province e comuni a causa di eventi sismici che si sono verificati negli ultimi anni. In particolare, per quel che riguarda la provincia dell’Aquila, la sospensione riguarda il capoluogo e le zone centrali dei comuni di Fagnano Alto, Fossa, Poggio Picenze, Sant’Eusanio Forconese, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.
Stessa decisione per quel che riguarda Ascoli Piceno, relativamente ai comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montefortino, Montegallo e Montemonaco. Nella provincia di Perugia resta sospesa la rilevazione nei comuni di Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano e Vallo di Nera. A Rieti stop alle rilevazioni di Accumoli, Amatrice, Borbona, Cittareale e Posta e per alcune tipologie nella zona centrale del comune di Leonessa. Infine, nel teramano nelle zone centrali dei comuni di Castelli, Isola del Gran Sasso d’Italia e Montorio al Vomano.
Cresce la pressione sui prezzi
Intanto, nonostante la forte contrazione delle compravendite (-17% nel secondo trimestre rispetto al medesimo periodo del 2022: sono state vendute 184mila abitazioni, circa 35mila in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), secondo le stime preliminari Istat, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, è cresciuto del 2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,7% nei confronti dello stesso periodo del 2022 (in rallentamento rispetto al +1% messo a segno nel primo trimestre 2023).
Il progresso ha riguardato sia i prezzi delle abitazioni nuove (+0,5% rispetto al periodo aprile-giugno 2022, in sensibile frenata rispetto al +5,3% registrato nel primo trimestre), sia a quelli delle abitazioni esistenti, saliti dello 0,8% (in lieve accelerazione dal +0,3% del primo trimestre).
Tuttavia si stanno allungando le tempistiche per condurre in porto le compravendite e questo potrebbe creare pressioni al ribasso sui prezzi. A maggior ragione se il ciclo economico continuerà a rallentare, senza registrare sostanziali rivalutazioni dei salari.
Lo scenario a livello territoriale non è omogeneo. A Milano la crescita delle quotazioni su base annua è del 7,1%, addirittura in accelerazione rispetto al +5,8% riscontrato nel secondo trimestre (sempre rispetto al medesimo periodo del 2022). Bene anche Torino, con un progresso nell’ordine del +4,1% (anche in questo caso in accelerazione rispetto al +0,7% del trimestre precedente), mentre Roma ha limitato la crescita allo 0,6% annuo, in decelerazione dal +1,9% del periodo aprile-giugno.
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