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Ristrutturazione: cosa scegliere tra mutuo e prestito

In caso di ristrutturazione dell'immobile, cosa scegliere tra mutuo e prestito? Premesso che non esiste una risposta valida per tutti i casi, ci sono alcuni indicatori da considerare che potrebbero orientare la scelta nell'una o nell'altra direzione. Vediamoli.

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di prodotti finanziari

operaio rimuove vecchie piastrelle in casa
Mutuo o prestito per ristrutturare casa?

Da una parte i tassi più convenienti, dall’altra la procedura più snella e la mancanza di spese accessorie. Si può sintetizzare così l’alternativa tra mutuo e prestito quando si deve decidere come finanziare i lavori di ristrutturazione dell’abitazione. Come spesso capita in situazioni simili, non esiste una risposta valida in tutti i casi, ma alcuni elementi possono aiutare a compiere una scelta ponderata. Vediamo quali.

Come valutare la convenienza di un finanziamento?

Non solo lo spread. Nel momento in cui si valuta un finanziamento è bene non fermarsi unicamente all’indicatore pubblicizzato dall’offerente, che esprime solo una parte del costo complessivo da fronteggiare. La principale voce da considerare è il Taeg, acronimo che sta per Tasso annuo effettivo globale e indica il costo totale del credito a carico del consumatore, comprensivo degli interessi e di tutti gli altri oneri da sostenere per l’utilizzazione del credito stesso. Il Taeg è espresso in termini percentuali e deve essere indicato nella documentazione contrattuale e nei messaggi pubblicizzati.

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Qual è l’importo massimo che si può richiedere per un prestito

Fatta questa premessa, una discriminante è costituita dall’importo richiesto, dato che il prestito raramente viene concesso per un importo superiore ai 50-60 mila euro. Secondo l’ultima rilevazione di PrestitiOnline.it, relativa al consuntivo del terzo trimestre, la ristrutturazione è al terzo posto tra le finalità per le quali si richiede un prestito in Italia, dopo la liquidità e l’acquisto di un’automobile usata.

Complice la presenza del bonus ristrutturazione, che per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024 ammonta al 50% della spesa complessiva, con un limite massimo di 96 mila euro per unità immobiliare. La stessa detrazione è prevista anche per chi acquista immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati. Spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che entro 18 mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile. Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve calcolare la detrazione su un importo forfetario che pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione, comprensivo di IVA.

Prestito o mutuo per ristrutturare: pro e contro

Un vantaggio del prestito è costituito dal fatto che il credito al consumo non comporta il ricorso a un notaio (non è infatti necessario iscrivere ipoteca sull’immobile da ristrutturare a garanzia del finanziamento ricevuto) e quindi non c’è da fare i conti con la parcella del professionista.

Va però considerato, segnala Altroconsumo, che “il tasso registrato in media per un prestito personale è quattro volte più alto del tasso medio di un mutuo a tasso fisso”. Il che tendenzialmente porta a considerare più conveniente il mutuo sopra la soglia dei 50 mila euro. Questo in linea di massima, ma poi dipende da caso a caso e una risposta più puntuale può arrivare solo una comparazione tra le diverse offerte di mercato, come quelle che ogni utente può effettuare da solo e senza costi su PrestitiOnline.it e su MutuiOnline.it.

Inoltre, è bene ricordare che se il mutuo è riferito alla prima casa (quella di residenza), dà diritto alla detrazione del 19% fino a un massimo di 4 mila euro all’anno.

Mutuo a tasso fisso o variabile?

Laddove si valuta la maggiore convenienza del mutuo, si tratta poi di scegliere il tasso. Solitamente la scelta è tra il fisso, più costoso ma con la garanzia che la rata mensile non cambierà nel tempo, e il variabile più economico, ma con questa incognita. Tuttavia, alla luce dei rialzi continui nel corso degli ultimi 16 mesi, oggi il fisso è più conveniente. Questo spiega perché venga scelto da oltre il 90% delle persone che fanno richiesta di un mutuo.

Infine, occorre considerare un altro aspetto: la concessione di un mutuo da parte della banca spesso è vincolata all’apertura di un conto corrente presso la stessa, il che potrebbe comportare un costo ulteriore. Anche se difficilmente quest’ultimo incide per più di qualche decina di euro all’anno.

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