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Mercato immobiliare Milano: alla ribalta le aree periferiche

Il valore delle case a Milano nel primo semestre 2022 si è aggirato sui 6.167 euro al metro quadro, in aumento del 5,7 per cento. Dal 2019 le abitazioni si sono apprezzate di oltre il 18 per cento. L’area più performante è di Padova Palmanova. La domanda estera è vivace.

21/10/2022
il canale Naviglio Grande di Milano illuminato in tarda serata
Andamento del immobiliare di Milano

Il mercato immobiliare milanese, uno dei più dinamici del Paese, ha trovato nuova linfa con la ripartenza delle attività dopo la gelata imposta dalla pandemia: i prezzi delle case salgono in media più che altrove, ma ci sono anche zone dove le quotazioni sono letteralmente esplose (in vista sia di riqualificazioni importanti, sia dell’Olimpiade invernale, in calendario per il 2026).

Una tendenza che, in termini generali, è stata sempre accompagnata da un ritmo sempre costante delle compravendite. Questa è la foto scattata dalla Rilevazione dei prezzi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sul primo semestre 2022, realizzata in collaborazione con le principali Associazioni di Categoria ed Ordini Professionali del settore (FIMAA Milano Lodi Monza e Brianza - Confcommercio Milano, Assimpredil ANCE, FIAIP Milano, ANAMA Milano - Confesercenti).

La migliore performance nell’area Padova-Palmanova: +23,1%

Nel dettaglio, le abitazioni nuove nel capoluogo lombardo valgono in media 6.167 euro al metro quadro, ovvero incorporano un aumento del 5,7% in un anno. Dalla fine del 2019, prima che esplodesse la pandemia e quando il valore medio era di 5.210 euro/mq, c’è stato quindi un apprezzamento superiore al 18%.

L’area più performante è quella nord, dove i prezzi salgono del 10,8%, trainata soprattutto dalla zona Padova–Palmanova dove si è visto uno scatto del 23,1%. Più contenuto il trend in centro (+3,3%, con la zona Augusto che spicca con +7,5%). Tra le zone più care, ai primi posti troviamo Spiga-Montenapoleone (13.300 euro, +2,7%), Vittorio Emanuele-S. Babila (12.650 euro, +1,8%), Diaz-Duomo–Scala (12.200 euro, +2,7%). Tra i rincari più ampi, oltre ai citati, spiccano le zone Lagosta-Garibaldi (6.150 euro, +18,3%), Salomone–Bonfadini (3.200 euro, +17,4%) e Fulvio Testi-Cà Granda (3.825 euro, +16,8%).

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Domanda vivace, anche dall’estero

Sulla piazza immobiliare milanese, ha affermato Vincenzo Albanese, membro di giunta della Camera di commercio di MMBL, non si ferma la domanda, non solo da parte di chi ci vive e lavora, ma anche degli stranieri, che scommettono sul capoluogo.

Si tratta di uno scenario in rapida evoluzione, in una logica – ha aggiunto - di crescente smart living e smart working, che culmina in una nuova ricerca di qualità della vita. Per questo, secondo Albanese, sono centrali i nuovi progetti di ampia portata, che stanno dando un nuovo aspetto alla città e che vedono al centro lo sviluppo di una dimensione green, un’attenzione crescente a salute e benessere.

Significativa la crescita dei quartieri periferici

In questo contesto, ha sottolineato Andrea Marietti, vicepresidente della Commissione Prezzi immobili della Camera di commercio di MMBL, è particolarmente significativa la crescita della città soprattutto nei quartieri periferici, che diventano così veri e propri poli identitari e qualitativi. Un quadro che, ha aggiunto, è però chiamato a fare i conti con la preoccupazione degli operatori per la crescita dei tassi dei mutui, che potrebbe pesare sul semestre in corso. Allo stesso modo c’è da seguire l’esplosione delle spese di gestione degli immobili, che peseranno sui valori di locazione.

Molta domanda inevasa, ma l’attività segna un rallentamento

Milano, secondo Beatrice Zanolini, direttore FIMAA MMBL, si conferma meta molto ambita e il mercato resta vivace con prezzi alti e molta domanda ancora inevasa. Tuttavia, ha aggiunto, molti fattori (dalla guerra all’inflazione, dalla crisi energetica all’aumento dei tassi d’interesse) rendono difficile fare previsioni e gli investitori sono più attendisti. In linea il parere espresso da Emanuele Barbera, consigliere Anama Milano, secondo cui il mercato sta dando segni di rallentamento sulle trattative dell’usato, evidenziando una maggiore prudenza da parte degli acquirenti che sono molto condizionati da 3 elementi:

  • difficoltà di vendere il proprio immobile per acquistarne un nuovo più grande;
  • aumento dei tassi con minor disponibilità da parte delle banche;
  • incertezza generata dalla crisi di lavoro e dall'aumento dei costi.

Più fiduciosa è Sara Frizza, presidente provinciale FIAIP Milano, secondo cui il mercato del Retail Immobiliare, che rappresenta oltre il 70/80% delle transazioni immobiliari, rimane sempre sostenuto ritoccando al rialzo, sia per valore che per numero di compravendite, queste ultime frenate solo dalla scarsa offerta rispetto alla sempre più forte domanda.

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A cura di: Fernando Mancini

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