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Immobiliare: accelerazione delle compravendite nel I trimestre

Nei primi tre mesi del 2022 le compravendite immobiliari sono aumentate del 12 per cento a oltre 181mila unità, grazie all’effetto locomotiva dei settori commerciale e produttivo. La maggiore concentrazione delle vendite, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, si è avuta nelle grandi città.

Fernando Mancini
A cura di Fernando Mancini

Esperto di prodotti finanziari

appartamenti moderni in costruzione in zona residenziale
Andamento delle vendite immobiliari, primo trimestre 2022

È un buon momento per il mercato immobiliare del nostro Paese: le compravendite complessive - tra i settori residenziale e non residenziale - registrate nel primo trimestre dell’anno hanno superato la soglia delle 181mila unità, con una crescita media del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

C’è un quadro altrettanto positivo anche per il comparto terziario-commerciale (+14,5%) e, soprattutto, per il settore produttivo (+23,6%). È quanto emerge dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate che, a partire da questo trimestre, prende in esame per la prima volta le informazioni relative al mercato dei terreni, distinguendo quelli agricoli da quelli edificabili.

L’obiettivo di anticipare il rialzo dei tassi

Lo sprint dell’attività registrato in questa prima parte del 2021 è, con tutta probabilità, riconducibile a due specifici fattori. In primo luogo, l’intenzione dei compratori di accelerare la chiusura delle operazioni per anticipare il prospettato rialzo dei tassi d’interesse (come poi avvenuto, in vista della stretta creditizia attesa da parte della Bce), che minaccia di rendere sempre più onerose le rate di rimborso del mutuo.

In secondo luogo, il mattone ha ritrovato in questa fase il suo tradizionale ruolo di porto sicuro alla luce del rallentamento dell’economia, della guerra in Ucraina, della persistente elevata inflazione e dell’accresciuta volatilità dei mercati finanziari.

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Abitazioni, da gennaio a marzo +20mila le registrazioni

Tra gennaio e marzo nel settore residenziale ci sono state quasi 20mila transazioni in più rispetto al primo trimestre del 2021. L’analisi mostra alcune differenze tra i capoluoghi (+11,1% con 5.800 abitazioni compravendute in più) e i comuni minori, non capoluogo (+12,5% con 13.600 operazioni in più). Il rialzo supera il 13% annuo in tutte le aree geografiche del Paese, ad eccezione del Nord Est, in cui la crescita si attesta al 6,5%, con picchi intorno al 16% in corrispondenza dei comuni minori del Centro e delle Isole. Per quanto riguarda le dimensioni delle abitazioni scambiate, la crescita più ampia interessa gli acquisti di abitazioni con superficie compresa tra 50 e 85 m2 (+14,5%).

La locomotiva delle grandi città

Nel primo quarto del 2022 il mercato delle case nelle principali città evidenzia, con quasi 4mila acquisti in più rispetto allo stesso periodo del 2021, una variazione positiva di +14,1%). Milano, in particolare, è la città con il tasso di crescita più marcato (+36% di operazioni su base annua, seguita a distanza, da Palermo (+15,5%), Bologna (+11,1%) e Firenze (+10,2%). Roma è la città con il maggior volume di compravendite con oltre 9 mila transazioni (+6,4%). Segno più anche per gli scambi dei depositi pertinenziali (cantine e soffitte) che, con oltre 35mila transazioni, fanno registrare una crescita di oltre il 23%, e di box e posti auto (+8,9% con quasi 104mila unità scambiate).

La ritrovata vivacità del mercato non residenziale

I dati del comparto del terziario-commerciale (+14,5%) mostrano in particolare il segmento degli uffici e studi privati crescere del 12,2%, con tassi sopra la media al Sud (+28,4%) e Centro (+24,2%), mentre le transazioni di negozi e laboratori sono balzate del 15,2% (con oltre 9mila operazioni), con una distribuzione territoriale abbastanza omogenea. All’insù anche le compravendite di depositi commerciali e autorimesse (+13,7%), capannoni e industrie (+23,6%), che oscillano dal +43,4% delle Isole al +4,2% del Sud. Bene anche il settore produttivo agricolo (+28,4%). Dall’analisi del mercato dei terreni emerge, dopo il rallentamento dovuto alla pandemia, un primo trimestre nel segno di una crescita diffusa degli scambi su tutto il territorio, in linea con il trimestre precedente: +14,7% le vendite di terreni agricoli e +12% quelle dei terreni edificabili. Nelle regioni del Centro il più alto incremento annuo (superiore al 22%).

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