Dal build to rent una risposta alla domanda abitativa
La carenza di offerta immobiliare è tra le ragioni principali che spiegano il caro-affitti in alcune città italiane, in particolare quelle caratterizzate da un numero elevato di universitari. Una risposta in tal senso può arrivare dal build to rent, cioè edifici realizzati per poi affittarli.
Costruire per affittare. È il senso del build to rent, una tendenza che arriva dagli Stati Uniti e si sta progressivamente diffondendo anche in Europa, compreso il nostro Paese. Non la soluzione alla forte domanda abitativa che caratterizza alcuni centri della Penisola, soprattutto quelli a forte vocazione universitaria del Nord Italia, ma sicuramente un contributo importante in tal senso.
Cosa cambia con questo nuovo filone immobiliare
La multinazionale di servizi per il real estate Cbre ha stimato in 850 milioni di euro gli investimenti in questo campo nel corso del 2022 contro i 50 milioni appena del 2018. In sostanza, non è il piccolo proprietario (il privato che magari ha due o tre case) ad affittare, ma entrano in campo costruttori e sviluppatori, i quali realizzano edifici da zero, mettono in campo profonde ristrutturazioni dell’esistente con l’obiettivo di ricavare un ampio numero di appartamenti, tutti da destinare alla locazione. Dunque c’è un solo investitore e un solo soggetto con il quale devono interfacciarsi i locatari. Essendo il primo solitamente un’azienda, questo comporta tendenzialmente una standardizzazione dei contratti e anche la possibilità di comunicare tramite i canali digitali, a cominciare dalle app.
Il fenomeno prende piede soprattutto nelle grandi città
Come detto, il mercato è ancora piccolo nella Penisola, ma in rapida crescita e questo rafforzamento dell’offerta fa ben sperare sulle dinamiche relative ai prezzi dell’immobiliare.
Per ora questa tendenza riguarda le grandi città, con in testa Milano seguita da Roma. In questi centri in alcuni casi gli investitori iniziali ne coinvolgono altri, che sottoscrivono quote dei veicoli che hanno in pancia gli immobili, e questo consente ai primi di liberare risorse per nuovi investimenti nel settore.
C’è un altro aspetto positivo nel build to rent ed è relativo all’impatto energetico. Trattandosi di immobili nuovi, vengono realizzati secondo i criteri di massima efficienza, con risparmi quindi in termini di consumo della materia prima e anche in bolletta. Tenendo presente la forte domanda di alloggi e il costante aumento dei prezzi degli immobili in Italia, il build-to-rent può essere un’ottima soluzione per studenti, giovani professionisti e famiglie che non sono in grado di acquistare una casa.
Le dinamiche dei prezzi tra affitti e acquisti
Intanto, la Banca d’Italia ha diffuso il consueto Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia relativo al primo trimestre 2023. Gli agenti immobiliari vedono in prospettiva prezzi di vendita sostanzialmente stabili, ma con canoni di affitto in forte rialzo. Quanto alle locazioni, l’attesa è per un incremento dei canoni in tutte le macro-aree, in maniera più accentuata al Sud e al Centro, con il Nord che segue.
Intanto, quasi un operatore su tre segnala difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti. Secondo gli agenti immobiliari intervistati l'inflazione peserà negativamente sulle prospettive del mercato immobiliare, con una contrazione della domanda.
Dalla survey emerge, poi, che sta calando lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali e scendono anche i tempi di vendita, che hanno fatto registrare un nuovo minino dall’inizio delle rivelazioni. Infine, l’80% degli agenti ha venduto immobili usati, che continuano a costituire la stragrande maggioranza del mercato.
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