Cosa fare se la rata del mutuo aumenta
Sono diversi gli strumenti utili per chi oggi versa in difficoltà economica e non riesce ad affrontare il peso delle rate del mutuo: il Fondo per la sospensione dei mutui prima casa e la rinegoziazione del mutuo con il passaggio da tasso variabile a fisso.
Dopo undici anni di tregua, a partire dalla fine della scorsa estate i tassi dei mutui sono aumentati. Una circostanza che crea problemi soprattutto per chi ha stipulato un mutuo con tasso variabile e che sta vedendo, mese dopo mese, la sua rata mensile aumentare. Complice la crisi economica, infatti, sono molte le persone che faticano a onorare i pagamenti delle rate, rischiando di diventare morose o addirittura insolventi.
Oggi, con l’approvazione della nuova Legge di Bilancio, ci sono degli strumenti utili per quei cittadini che sono in difficoltà economica: si tratta della Fondo per la sospensione dei mutui prima casa e la possibilità di rinegoziare il mutuo trasformandolo da tasso variabile a fisso. E se oggi si è in cerca un di un finanziamento per acquistare casa, può essere utile anche il servizio gratuito e senza impegno di calcolo rata mutuo su MutuiOnline.it. In pochi click è possibile confrontare le proposte delle banche partner e scegliere l’offerta migliore per le rispettive esigenze.
Cos'è il Fondo di Sospensione mutui
La Confconsumatori, associazione di categoria a tutela dei consumatori, ha fornito una serie di informazioni e consigli a chiunque ne abbia bisogno in caso di aumento della rata del mutuo. Il “Fondo di sospensione mutui per l’acquisto della prima casa”, introdotto in piena emergenza Covid e prorogato fino al 31 dicembre 2023 con l’ultima Legge di Bilancio, prevede, ad esempio, la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate del mutuo fino a un periodo massimo di 18 mesi.
La normativa, tuttavia, introduce le circostanze in cui è possibile usufruire di questa agevolazione: invalidità, morte, perdita o sospensione temporanea del lavoro e riduzione dell’orario di lavoro. Per i liberi professionisti/lavoratori autonomi, invece, si fa riferimento a un calo del fatturato superiore al 33% su base trimestrale.
I mutui ammessi al beneficio devono avere un importo massimo di 400mila euro, il Fondo sostiene fino al 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione ed è confermato lo stop al pagamento delle rate anche per i mutui già ammessi ai benefici del Fondo per i quali sia ripreso, per almeno tre mesi, il regolare ammortamento delle rate. Una vera boccata d’ossigeno per chi è in difficoltà e non sa come onorare i pagamenti.
Come ottenere la sospensione del mutuo
Per ottenere la sospensione temporanea del mutuo prima casa non è necessario presentare l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE); sarà sufficiente, infatti, scaricare tutta la documentazione necessaria dal sito di Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) e consegnarla presso l’istituto di credito che ha concesso il mutuo che la valuterà, comunicando l’eventuale accoglimento.
Cos'è la rinegoziazione mutui
Un altro importante beneficio a cui può accedere chi ha contratto un mutuo a tasso variabile è la rinegoziazione con trasformazione in tasso fisso. Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio è sempre possibile chiedere alla Banca di trasformare il tasso variabile in tasso fisso e - per alcuni tipi di mutuo – l’istituto di credito è obbligato ad accettare la domanda. Possono usufruire di questa agevolazione solo i mutuatari con un reddito ISEE non superiore ai 35mila euro in regola con il pagamento delle rate.
I mutui ipotecari, per acquisto o ristrutturazione del proprio immobile ammessi al beneficio, devono avere un importo originario non superiore a 200mila euro, devono essere con tasso variabile per tutta la durata del contratto e devono essere stati stipulati o accollati prima del primo gennaio 2023.
Secondo quanto fa sapere l’avvocato Antonio Pinto di Confconsumatori “le condizioni di rinegoziazione del mutuo consistono nell’applicazione del tasso annuo nominale fisso con un tetto prefissato”. Il nuovo tasso fisso – secondo l’esperto – viene calcolato sommando allo spread originariamente previsto nel contratto di mutuo, il minore tra l’IRS (Interest Rate Swap) a 10 anni e l’IRS pari alla durata residua del mutuo. Inoltre, i mutuatari hanno altre due alternative: concordare o applicare il nuovo tasso fisso per un periodo inferiore alla restante vita del finanziamento, oppure allungare il piano di rimborso per massimo 5 anni (sempre che, al momento della rinegoziazione, la durata residua del mutuo non superi già i 25 anni).
I migliori mutui a tasso variabile di oggi:
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