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Come scegliere l'immobile su cui investire

Per scegliere l'appartamento su cui investire sono diversi i criteri da utilizzare. Si deve far riferimento alla location, al tipo di appartamento e soprattutto al target a cui si fa riferimento. Le esigenze cambiano se si mira ad affittare casa a un turista, a uno studente o a un lavoratore.

19/01/2021

Con l’emergenza coronavirus anche gli investimenti immobiliari hanno rallentato. E ad avere la peggio sono stati soprattutto quelli destinati alla locazione turistica. Nei primi sei mesi del 2020 la percentuale di chi ha comprato casa per investimento - mediante le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete - è stata pari al 16,8%.

Registrato, dunque, un calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una lieve ripresa per questo tipo di acquisto è stata, invece, evidenziata nel terzo trimestre dell’anno. In media, chi decide di investire opta per un’operazione a basso rischio e che abbia una durata a lungo termine.

Ma come viene individuato l’immobile cu cui investire? Per scegliere l’appartamento ideale, la tipologia e la location, bisogna prima di tutto capire a quale target si fa riferimento: turisti, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie. È proprio questa la ‘mission’ dell’ultimo report del Gruppo Tecnocasa sul mercato delle locazioni.

La scelta della casa in base al target

Lo studio di Tecnocasa rivela che il 74,7% di chi affitta un immobile lo fa per scelta abitativa. Nel 22,6% dei casi si affitta un appartamento per questioni di lavoro e nel 2,7% per motivi di studio. A Milano la percentuale di chi affitta casa per lavoro è ben più alta.

Il locatore che mira a richiamare l’attenzione dei turisti deve scegliere località di mare, montagna, lago o città turistiche come location su cui investire. I valori aggiunti sono dati dalla presenza in loco di centri benessere, piste ciclabili, insomma servizi utili, e dal fatto che tali realtà siano ben collegate. In città vale doppia la vicinanza ai siti turistici più importanti. Uno degli elementi da valutare è sicuramente quello dei trasporti. Non sono poche le città che soprattutto negli ultimi anni stanno investendo in tale campo.

Chi punta agli studenti deve acquistare un immobile destinato alla locazione che sia vicino agli atenei.  Meglio ancora – dicono gli esperti - se questi ultimi fossero raggiungibili a piedi. Fondamentale, soprattutto di questi tempi in cui si continuano a fare i conti con l’emergenza sanitaria, è la presenza dei servizi: negozi, supermercati, palestre. Oggi sono proprio questi aspetti a farci capire quanto possa essere valido un acquisto di casa per investimento.

Tra gli investitori ci sono, però, anche coloro che lo fanno rivolgendo uno sguardo sul futuro e soprattutto scommettendo su esso. Ecco allora che sotto la lente finiscono aree ancora sottoposte ad interventi di riqualificazione. Si guarda con maggiore attenzione ai quartieri che presto saranno serviti da fermate della metropolitana, ad aree più periferiche che saranno oggetto di riqualificazione.

Il tipo di appartamento più acquistato per questi scopi resta il bilocale, che ottiene il 35% delle preferenze, ma anche i trilocali con una percentuale pari al 28,2%. Rispetto al passato i numeri non hanno subìto variazioni in tal senso.

Come sono cambiati i prezzi tra il 1998 e il 2020

Coloro che decidono di investire nel settore immobiliare non danno importanza soltanto ai rendimenti da locazione, che si aggirano intorno al 5% annuo lordo, ma maggiormente alla rivalutazione del capitale. Dal 1998 al primo semestre 2020 - secondo quanto risulta dall’indagine di Tecnocasa - tenendo conto in particolare delle grandi città italiane, viene fuori una rivalutazione del 37,8%.

A classificarsi al primo posto c’è la città di Milano: la città meneghina si è rivalutata con 102,1%. A seguire ci sono Firenze con il 66,7% e Napoli con 65,3%.

Lo studio rivela, infine, che nei primi sei mesi dell’anno 2020 il rendimento annuo lordo di un bilocale di 65 metri quadrati nelle grandi città italiane si è attestato intorno al 5,1%. Ad avere i rendimenti maggiori sono Genova e Verona con il 6,1%, Palermo con il 6% e al terzo posto Bari con il 5,3%.

All’ultimo posto c’è, invece, la città di Firenze con un rendimento annuo lordo del 4,1%, preceduta da Milano e Napoli (rispettivamente 4,5% e 4,6%).

A cura di: Tiziana Casciaro

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