Come ottenere un mutuo se si lavora con la partita IVA
Poiché le professioni autonome sono spesso soggette a un andamento fluttuante, la banca chiederà di dimostrare che si dispone di un’entrata continuativa, oltre ad avere un’attività con uno storico e in salute, con entrate che consentano di assolvere all’impegno mensile del mutuo.
I nuovi modelli sociali ci pongono davanti a una realtà lavorativa fatta sempre meno di posti fissi e sempre più di professioni libere e autonome. Abbandonata la chimera della busta paga a fine mese, i giovani inseguono il sogno del lavoro in linea con i propri valori, che garantisca un perfetto work life balance, in altre parole un buon equilibrio tra ore di lavoro e tempo per sé stessi.
Il mercato dei mutui si adegua ai nuovi stili di vita e modella le regole più classiche sulla concessione dei mutui, come avere un lavoro dipendente e una busta paga fissa ogni mese. Questo non vuol dire che le condizioni oggi per ottenere un mutuo non siano stringenti, ma che le banche studiano soluzioni che soddisfino le nuove esigenze del pubblico, soprattutto dei più giovani.
Quali sono allora i requisiti necessari per ottenere un mutuo se si lavora con partita IVA? Vediamolo qui.
Le condizioni essenziali per richiedere un mutuo se si ha una partita IVA
Non esistono impedimenti dal punto di vista della legge se da lavoratori autonomi si avesse intenzione di acquistare una casa con un mutuo. Anche qualora si rientrasse nel regime forfettario, con un reddito entro gli 85.000 euro e una tassazione agevolata, non c’è una regola che vieti l’accesso a questa categoria di professionisti.
Quello che cambia è il numero di garanzie da fornire alla banca, che dovrà a sua volta verificare che si sia in grado con il reddito percepito di far fronte al rimborso della somma prestata.
Poiché le professioni autonome sono spesso soggette a un andamento fluttuante, la banca chiederà di dimostrare che si dispone di un’entrata continuativa, oltre ad avere un’attività con uno storico e in salute, con entrate che consentano di mantenere sempre la capienza necessaria ad assolvere l’impegno mensile del mutuo.
Tendenzialmente la banca chiederà anche di far fronte al 20% iniziale della somma e offrirà un mutuo che non supera l’80% del valore dell’immobile. Differente è la questione qualora il mutuo prevedesse l’accesso al Fondo Consap, che mette a disposizione degli under 36 una maxi-garanzia statale in grado di coprire fino all’80% del valore del prestito.
La posizione debitoria del richiedente titolare di partita IVA dovrà essere libera da ogni pendenza, perché non saranno ammessi cattivi pagatori o segnalati alla Centrale Rischi.
Le garanzie che una banca può richiedere
In mancanza dei requisiti necessari che giustifichino il rischio assunto dalla banca, quest’ultima può richiedere garanzie supplementari all’ipoteca iscritta sull’immobile.
La fideiussione, la garanzia per conto terzi che comporta la firma di un familiare o di una persona molto vicina all’acquirente è una di queste, che garantisca con il proprio stipendio in caso di insolvenza del mutuatario. Si fa spesso ricorso a una fideiussione quando a richiedere il mutuo è un giovane, con un’attività lavorativa appena avviata e un reddito basso.
La banca può anche porre come condizione alla concessione del mutuo la sottoscrizione di un’assicurazione vita o lavoro, che tutelino dall’eventuale perdita del posto di lavoro o da una sopraggiunta invalidità che possa impedire al mutuatario di far fronte al mutuo.
I documenti necessari alla richiesta
Come prima cosa, la banca dovrà valutare la fattibilità del mutuo e per questo richiederà di preparare tutta la documentazione necessaria, che nel caso del lavoratore autonomo in partita IVA sarà ancora più corposa di quella classica necessaria.
I documenti saranno anagrafici e reddituali:
- carta d’identità;
- certificato di nascita;
- certificato di stato civile oppure estratto dell’atto di matrimonio;
- dichiarazione dei redditi degli ultimi due anni;
- estratti conto bancari;
- estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato (C.C.I.AA.);
- eventuale iscrizione all’albo dei professionisti;
- copia del bilancio se si ha una società.
Gli altri documenti riguardano l’immobile nel caso si sia in uno stato avanzato dell’acquisto, come un eventuale compromesso di vendita, la planimetria, la copia del certificato di abitabilità e quella dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile.
Il parere di fattibilità del mutuo da parte della banca riguarderà anche le caratteristiche dell’immobile, come il suo valore e l’idoneità alla vendita.
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