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Cinque cose da fare subito dopo avere acquistato casa

Dalla voltura di luce e gas al cambio di residenza, fino alla dichiarazione IMU, la denuncia della Tari e gli adempimenti fiscali per non far cadere le agevolazioni prima casa. Sono tante le cose importanti da fare quando si acquista un immobile: le più importanti le abbiamo riassunte qui.

26/04/2021
Le 5 cose da fare dopo aver acquistato casa

Se si è appena concluso il rogito, e la casa è passata di proprietà al suo nuovo acquirente, si è senza dubbio a buon punto dall’aver fatto uno dei passi più importanti della vita.

Tuttavia l’acquisto della casa non chiude la lista di cose da fare prima di trasferirsi, perché occorrerà provvedere ad una serie di adempimenti ai quali è impossibile sottrarsi. Vediamo qui i più importanti.

La voltura delle utenze

Senza luce e senza gas non si fa praticamente nulla, per cui è bene affrettarsi e procedere con la voltura, il cambio di intestatario del contratto di fornitura, quando non ci sia stata interruzione del servizio e il contatore sia ancora attivo.

Se invece il vecchio proprietario di casa ha interrotto la fornitura e staccato il contatore, allora l’operazione sarà un po’ più complessa perché si dovrà procedere con il subentro, l’attivazione di un nuovo contratto.

Nel caso della voltura, è indispensabile procurarsi una bolletta del vecchio intestatario, dalla quale ricavare il codice POD per le forniture elettriche o il codice PDR per le forniture di gas, quindi occorre procurarsi una lettura dei contatori, oltre all’IBAN nell’eventualità si decidesse di richiedere la domiciliazione delle utenze. In più, si dovrà decidere la potenza impegnata, in base agli elettrodomestici e alle abitudini di consumo.

Ricordiamo che qualora si decidesse anche di cambiare fornitore, presto l’operazione sarà molto più semplice. È di questi giorni infatti la notizia che dal prossimo primo luglio per le piccole imprese in regime di Servizio a Tutele Graduali e in via definitiva dal 30 settembre per tutti i clienti, sarà possibile infatti richiedere la voltura della fornitura elettrica e cambiare il fornitore con un’unica richiesta.

La domanda da presentare è unica, sia in caso di richiesta al venditore preesistente, sia nel caso di cambio fornitore.

Il cambio di residenza

Nei Comuni con una amministrazione digitalizzata, si può richiedere un cambio di residenza comodamente online. Se così non fosse, occorrerà invece recarsi all’Ufficio Anagrafe e presentare domanda. Se a trasferirsi è un’intera famiglia, basterà che uno solo si rechi in Comune in rappresentanza.

I documenti da portare sono:

  • carta d’identità
  • patente
  • codice fiscale
  • carta di circolazione dell’auto intestata al contribuente.

I tempi sono 2 giorni lavorativi dalla presentazione della domanda, ma l’Ufficio Anagrafe effettuerà i dovuti controlli nei 45 giorni successivi alla richiesta.

La variazione di residenza andrà poi comunicata all’Agenzia delle Entrate, banca, eventuale compagnia di assicurazioni, medico di famiglia e Ufficio Postale qualora si possiedano prodotti finanziari o conti correnti.

Ricordiamo inoltre che prendere la residenza nel Comune in cui è ubicata la nuova casa entro 18 mesi dal rogito notarile consente di godere delle detrazioni fiscali prima casa.

Se poi si intende detrarre gli interessi passivi del mutuo, allora occorrerà prendere la residenza proprio nell’immobile oggetto di acquisto con un mutuo, questa volta entro 12 mesi dal contratto di acquisto.

La dichiarazione IMU

L’IMU, Imposta Municipale Unica, è una tassa di proprietà abolita sulle prime case dalla Legge di stabilità nel 2014, salvo che si tratti abitazioni considerate di lusso, delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, quindi case signorili, ville e castelli.

C’è un altro caso che prevede, nonostante la prima casa, il versamento della tassa, ed è quando si stabilisce la dimora presso altro domicilio diverso dall’abitazione principale.

L’aliquota è in genere il 5 per mille, ma i Comuni hanno l’arbitrio di determinare aumenti o riduzioni di questa percentuale.

Si paga con bollettino di conto corrente postale o con modello F24 in due rate con scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre dell'anno di riferimento, ma si può anche pagare tutta l'imposta con un unico versamento entro il 16 giugno.

La denuncia Tari

La Tari, Tassa sui rifiuti urbani, spetta a chi occupa l'immobile, a prescindere dal fatto che sia o meno proprietario. La tariffa è determinata dal Comune ma ricade sul contribuente l’obbligo di fare domanda, anche in questo caso sul sito del Comune se disponibile la modalità online, oppure recandosi negli uffici comunali.

I moduli vanno compilati con ii dati anagrafici, il codice fiscale, la data in cui si è entrati nell’immobile, i dati catastali, il numero delle persone che occupano l’abitazione e i metri quadrati calpestabili.

La comunicazione deve essere fatta entro il 30 giugno dell’anno successivo al momento in cui è iniziato l’utilizzo.

Gli adempimenti per non far scadere le agevolazioni prima casa

Come accennato sopra, chi acquista una prima casa ha diritto ad agevolazioni fiscali relativamente alle imposte sulla compravendita: dall’imposta di registro ridotta al 2%, all’imposta ipotecaria e catastale fisse di 50 euro. Tuttavia per usufruire di questi vantaggi fiscali occorre rispettare una serie di obblighi secondo termini prestabiliti, ad esempio trasferire la residenza nel Comune dove è ubicato l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto, pena la perdita delle stesse agevolazioni.

Chi tuttavia in questi mesi avesse dovuto adempiere agli obblighi previsti per non perdere le agevolazioni legate all’acquisto di una prima casa da adibire ad abitazione principale, potrà rimandarli a dopo il 31 dicembre di quest’anno.

Dopo il primo stop fino al 31 dicembre 2020 deciso con il decreto legge n 23 dell’8 aprile scorso, il decreto Milleproroghe include un emendamento che sospende ancora gli obblighi prorogando la pausa degli adempimenti al 31 dicembre 2021.

A cura di: Paola Campanelli

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