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Qual è la differenza tra Euribor e IRS?

Euribor e IRS sono indici che misurano il costo del denaro sul mercato interbancario per varie durate temporali. Il mercato interbancario è un mercato monetario, una piazza virtuale sulla quale gli istituti di credito effettuano scambi di capitale tra di loro. Su tale mercato una banca che abbia un eccesso di liquidità rispetto alle proprie esigenze può, invece che tenerla immobilizzata presso le proprie riserve, offrirla come disponibilità temporanea ad altri istituti di credito che abbiano, invece, necessità di maggiore liquidità per le proprie finalità operative. Sul mercato interbancario, in pratica, le banche scambiano denaro tra loro o, meglio, si prestano il denaro l’una con l’altra.

Ogni banca ha ovviamente disponibilità e necessità di liquidità diverse e variabili nel corso del tempo, quindi ogni scambio avrà importi e durate anche molto diverse. Basti pensare che sul mercato interbancario è possibile richiedere la disponibilità di capitali anche per durate di 50 anni, ma moltissime operazioni consistono in depositi di denaro di elevato ammontare ma per brevissimi periodi, arrivando anche alle cosiddette operazioni “overnight”, che, come suggerisce il nome, durano appena una giornata e vengono quindi restituiti il giorno dopo.

Sul mercato interbancario vengono pertanto concluse ogni giorno numerosissime transazioni, per importi molto elevati, durate molto diverse e tutte eseguite con grande velocità grazie ai sistemi telematici che permettono a tutte le banche di accedere ed operare con la massima efficienza e sicurezza.

Trattandosi di prestiti di denaro, ognuna di queste operazioni ha un costo, del tutto simile come concetto a quello di un qualsiasi prestito o finanziamento: la banca che richiede ed ottiene liquidità sul mercato ne paga il relativo costo alla banca che gliela fornisce, sotto forma di interessi passivi.

Cosa rappresentano gli indici Euribor e IRS

Gli indici Euribor e IRS rappresentano il costo di tali operazioni: esprimono cioè il tasso d’interesse che un istituto di credito deve pagare per ottenere a prestito un determinato ammontare di capitale per una certa durata.

Euribor e IRS hanno quindi dei precisi riferimenti temporali, e all’interno delle due famiglie di indici sono compresi tassi differenziati in funzione delle diverse durate temporali di prestito previste.

Trattandosi di indicatori collegati alle numerose operazioni effettuate ogni giorno sul mercato interbancario, il loro valore non è costante ma varia quotidianamente in funzione dei movimenti della domanda e dell’offerta di capitali, con delle vere e proprie quotazioni degli indici, come se si trattasse di azioni, obbligazioni o altri beni di valore quotati sulle borse mondiali, che portano poi a identificare il valore di ognuno di essi per ogni singola giornata.

Euribor e IRS sono influenzati inoltre dalla generale situazione economica mondiale e dalle decisioni delle diverse Banche Centrali. Così ad esempio, un taglio del costo del denaro da parte della Banca Centrale Europea, o anche solo la probabilità che esso possa avvenire a breve, può modificare il valore dei vari indici, presumibilmente verso il basso.

La principale differenza tra indici Euribor e indici IRS è che i primi si riferiscono alle operazioni interbancarie a breve termine, ovvero di durata non superiore ad un anno. Gli IRS, invece, sono utilizzati per tutte le operazioni a medio, lungo e lunghissimo termine, quindi con durate di uno o più anni, fino ad arrivare alla durata di 50 anni.

Trattandosi di indicatori ufficiali e condivisi dal mondo bancario, essi vengono utilizzati anche come parametri di riferimento per il costo di molte operazioni e prodotti bancari, tra i quali i mutui. I tassi di interesse applicati ai mutui vengono calcolati sommando all’Euribor o all’IRS specifico utilizzato (e indicato nel contratto di mutuo) il cosiddetto spread, il “guadagno lordo” della banca.

Nel caso di un mutuo a tasso variabile i parametri di riferimento sono gli Euribor, mentre per i tassi fissi vengono utilizzati i tassi IRS. Nel caso di un mutuo a tasso fisso l’IRS utilizzato è, in genere, quello corrispondente alla durata totale del mutuo: per un finanziamento a tasso fisso a 20 anni si utilizzerà quindi l’IRS 20 anni. Nel caso di un tasso variabile non c’è una regola fissa per l’applicazione dell’indice: le due varianti più utilizzate sono l’Euribor 1 mese e l’Euribor 3 mesi, e ogni banca stabilisce autonomamente quale applicare ai propri mutui.

Puoi verificare i valori sempre aggiornati e i dati storici di Euribor e IRS nel dettagliato osservatorio tassi di MututiOnline.it.

Gli indici Euribor

Gli indici Euribor (Euro Inter Bank Offered Rate) vengono calcolati per ciascuna scadenza dei depositi interbancari negoziati sul mercato interbancario per durate da un giorno, una settimana, un mese, tre mesi e fino a dodici mesi.

Vengono gestiti, rilevati e comunicati ufficialmente ogni giorno dalla European Money Markets Institute (EMMI), in tempi precedenti nota come European Banking Federation (EBF). È una associazione internazionale senza fini di lucro che ha sede a Bruxelles, e i suoi membri sono le varie associazioni bancarie nazionali dei singoli Stati membri dell’Unione Europea.

L’EMMI ha concluso a fine 2019 una lunga e accurata revisione della metodologia di calcolo dell’Euribor, che ha sostituito il precedente, vecchio e criticato metodo basato sulle dichiarazioni di una ventina di banche internazionali relativamente ai costi sostenuti per le diverse operazioni svolte sul mercato interbancario. Con la nuova metodologia, invece, il calcolo è effettuato sulla base dei tassi applicati alle operazioni effettive di scambio di denaro sull’interbancario che vengono eseguite ogni giorno. In questo modo la rilevazione è diventata più scientifica, precisa e affidabile.

Il calcolo dei nuovi Euribor ha preso il via il 1° gennaio 2020, ma la sostituzione del vecchio Euribor avverrà gradualmente entro la fine del 2021. Alcune banche hanno già cominciato ad utilizzare il nuovo Euribor come parametro per i propri mutui. Il valore dei nuovi indici risulta peraltro assai simile a quello dei precedenti Euribor, quindi l’utilizzo del nuovo indicatore non corre il rischio di generare scompensi o maggiori oneri a coloro che si vedessero calcolare tasso variabile del proprio mutuo sulla sua base.

Euribor e mutui a tasso variabile

È bene ricordare che, per i mutui a tasso variabile, le variazioni periodiche degli Euribor portano anche ad una variazione continua del tasso d’interesse applicato al mutuo per il calcolo delle singole rate: a seconda che l’Euribor di riferimento salga o scenda, quindi, varierà la quota di interessi da pagare per la singola rata, e con essa l’importo totale della singola rata. Un mutuo a tasso variabile espone quindi, soprattutto nel lungo termine, alle possibili variazioni del costo del denaro sul mercato e quindi, se esse dovessero essere sfavorevoli, ad un incremento non prevedibile dell’importo delle rate e del costo per interessi passivi.

Vale la pena ricordare che da diversi anni ormai gli indici Euribor hanno assunto valore negativo, a seguito della situazione economica e delle politiche espansive messe in atto dalla BCE.

Gli indici IRS

Gli indici IRS fanno invece riferimento a scambi monetari di durata pluriennale, da un anno fino a 50 anni. Per il mercato europeo essi vengono denominati EurIRS, e sono calcolati attraverso le rilevazioni effettuate sulle operazioni di 50 tra le principali banche europee. L’amministratore dell’indice è la IBA (ICE Benchmark Administrator), entità autonoma della Intercontinental Exchange Group, la principale rete globale di scambi e camere di compensazione internazionale.

Gli IRS rappresentano in un certo senso il prezzo per la copertura del rischio di una banca di esporsi alle possibili variazioni del costo del denaro nel periodo durante il quale si protrae il prestito. Per questo normalmente il valore degli indici IRS risulta superiore a quello degli Euribor, e tende a essere via via più elevato per gli IRS di durata crescente. Nei periodi più recenti le evoluzioni del mercato economico e monetario hanno però portato ad una riduzione sempre maggiore della distanza tra Euribor e IRS, e anche tra IRS di più breve e più lunga durata, portando gli IRS ad assumere in alcuni casi quotazioni negative anche per le durate più elevate.

IRS e mutui a tasso fisso

Per quanto i valori degli IRS cambino ogni giorno, un mutuo a tasso fisso non modifica comunque il proprio tasso e la propria rata una volta che esso viene erogato: il tasso applicato, calcolato in base al valore dell’IRS rilevato al momento della stipula del contratto e sommato allo spread determina quindi il tasso finale ed immutabile del mutuo, e con esso anche l’importo di tutte le rate, che saranno sempre uguali per tutta la durata del mutuo, e il costo complessivo degli interessi, permettendo una più semplice e sicura valutazione dell’operazione sia per la banca che per il cliente.

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