Una stagione d'oro per il mattone milanese
Nel secondo semestre del 2021 il prezzo medio del nuovo a Milano è stato di 5.898 euro al metro quadro, in crescita dell’1,1% rispetto alla prima metà dello scorso anno. La crescita non si è mai arrestata, nemmeno durante l’avvio della crisi pandemica.
La crisi del mattone milanese da tanti prospettata all’inizio della crisi pandemica non c’è stata. Anzi, anche durante il primo e il secondo lockdown, quando tanti lavoratori sono tornati nel Mezzogiorno dalle famiglie d’origine la domanda abitativa nel capoluogo lombardo è cresciuta, proseguendo in questo trend anche in seguito. Complici le nuove esigenze legate alla necessità di disporre di una stanza in più per lavorare o di poter contare su un contesto più salubre, sotto forma di un balcone o di un’ubicazione nel verde.
Sono alcuni dei dati che emergono dalla “Rilevazione dei prezzi degli Immobili della Città Metropolitana di Milano” sul secondo semestre 2021, realizzata dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, attraverso una Commissione di rilevazione composta dalle principali Associazioni di Categoria ed Ordini Professionali del settore: Fimaa Milano Lodi Monza e Brianza (Confcommercio Milano), Assimpredil Ance, Fiaip Milano, Anama Milano (Confesercenti) e Isivi (valutatori immobiliari).
Prezzi al top
Nel secondo semestre del 2021 il prezzo medio del nuovo a Milano è stato di 5.898 euro al metro quadro, in crescita dell’1,1% rispetto alla prima metà dello scorso anno.
La crescita non si è mai arrestata, nemmeno durante l’avvio della crisi pandemica. Basti pensare che il dato di fine 2019 (quindi pre-Covid) era di 5.210 euro e da allora è cresciuta nell’ordine del 13,2%.
Al centro del capoluogo lombardo i prezzi si attestano a 10.367 euro al mq, nell’area nord si scende a 4.548 euro al mq, in quello est a 4.932 euro al mq, nel settore sud a 4.283 euro al mq, a ovest a 5.361.
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Quadrilatero della moda
Al primo posto a livello di prezzi c’è il quartiere Spiga-Montenapoleone, con il nuovo che costa in medio 12.950 euro al metro quadro. Seguono Vittorio Emanuele - S.Babila con 12.450 euro, con Diaz-Duomo–Scala sul gradino basso del podio (11.875 euro). A seguire Parco Castello (con 11mila), Cairoli-Cordusio (10.550 euro), Venezia – Monforte e Nirone - S.Ambrogio. Sempre alti i prezzi a Solferino-Corso Garibaldi (8.150 euro), ma in calo del 4,1% rispetto al primo semestre.
Tra i quartieri che crescono maggiormente ci sono Salomone–Bonfadini (+10,1% a 3mila euro) e Accursio (+9,2% a 3.550 euro di medio).
Le chiavi di lettura
“Da inizio anno stiamo verificando un rallentamento del numero delle trattative insieme ad una emergente incertezza, spesso legata alla finanziabilità delle operazioni, conseguenza della difficile situazione internazionale e alla lievitazione di costi”, racconta Beatrice Zanolini, consigliere Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e segretario Fimaa Milano, Lodi, Monza e Brianza. “Inoltre, la guerra in atto ha già impattato con la perdita di clienti, russi e ucraini, che hanno un peso significativo per il nostro territorio”.
Tra le conseguenze future, in uno scenario di smart living, l’impatto che lo smart working continua ad avere sul territorio si traduce non solo in nuovi modi di vivere la propria abitazione, ma anche in un modo diverso di fruire di spazi esterni, servizi, trasporti, attività commerciali.
I dati del Comune di Milano dimostrano che lo smart working ha impattato sulle attività, sui trasporti e sui servizi. “Con la fine auspicata dell’emergenza sanitaria ci saranno aziende che riporteranno i lavoratori in presenza, ma anche altre che opteranno per l’attività mista, o totalmente in smart working: lo scenario è aperto ed offre molti motivi di riflessione che necessitano di risposte differenziate secondo le situazioni e i contesti”, prosegue l’esperta.
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