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Superbonus 110: come farlo decollare

Il Superbonus 110 ha avuto finora un percorso a ostacoli a causa, secondo Nomisma, di norme incerte e informazioni inadeguate. Per far decollare l’incentivo si suggeriscono alcune modifiche, tra cui sbloccare i contratti, più certezze sulla cessione del credito, meno distorsioni di mercato.

01/09/2021
Analisi sull'andamento del Superbonus 110%

Occorrono alcuni interventi per rendere realmente efficiente il superbonus 110%, l’incentivo varato dal Governo nel maggio 2020 (in piena emergenza Covid) mirato ad agevolare gli interventi di efficientamento energetico e sismico.

È quanto emerge da un nuovo Osservatorio Nomisma dedicato alle riqualificazioni edilizie, titolato appunto ‘110%Monitor’. Attualmente, secondo l’analisi, gli interventi relativi a questa misura stanno crescendo più lentamente rispetto alle attese, emerge un certo realismo da parte delle persone: sentimento che traspare dal calo, rispetto al 2020, del numero di famiglie potenzialmente interessate, che sono ai 9 milioni dello scorso giugno dai 10,5 milioni di maggio 2020.

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Norme incerte e informazioni inadeguate

Alla base di questa correzione ci sono le incertezze normative e le difficoltà dei condomìni – i principali destinatari di questa iniziativa – nell’attivarsi. A un anno dal lancio, dunque, l’iniziativa appare secondo Nomisma “un percorso a ostacoli”, pur rilevando come gli interventi siano cresciuti.

Oggi, secondo i dati Enea (17 maggio 2021), si contano 14.450 cantieri in corso, per un importo lavori di 1,66 miliardi. Una quota che, stima Marco Marcatili, responsabile Sviluppo Nomisma, è esigua rispetto alla domanda potenziale. I maggiori freni, sostiene, sono l’incertezza sulle decisioni normative e l’inadeguatezza delle informazioni a disposizione degli operatori. Altri ostacoli, aggiunge, sono le difficoltà riscontrate dalle imprese a causa dell’aumento dei prezzi e dal fatto che anche abusi di minima entità possono impedire l’avvio delle operazioni.

Sebbene la misura del 110% sia stata prevalentemente ‘pensata’ per i condomìni, sono ancora pochi quelli coinvolti nelle operazioni di riqualificazione. Stando ai dati di 110%Monitor, infatti, circa il 40% degli interventi riguarda le abitazioni singole. Nel dettaglio, ci sono 2,3 milioni di famiglie italiane che stanno mettendo in atto le azioni concrete per usufruirne, mentre altri 4 milioni di nuclei, pur attratti dall’incentivo, al momento non si sono ancora mossi.

Un’opzione agevolata dal mercato del credito, che presenta ancora tassi d’interesse applicati sui mutui o sui finanziamenti dedicati alla ristrutturazione ancora molto bassi. Attualmente, gli interventi riconducibili all’incentivo del 110% si concentrano in Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna.

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Le proposte per migliorare l’efficacia del 110%

Per questo motivo, suggerisce, bisognerebbe spingere il mondo dell’offerta a dedicarsi non solo ai condomìni in centro storico o in semicentro, ma anche alle realtà di periferia dove esistono condizioni occupazionali e di reddito diverse.

Allo stesso modo, per sostenere il Superbonus 110% secondo Nomisma è necessario correggere alcuni passaggi:

  • Ricorrere a un’operazione sblocca contratti, in attesa della conferma di proroga della misura al 2023, alla quale dovrebbe aggiungersi la certezza sulla cessione del credito.
  • Ridurre le distorsioni di mercato, introducendo una sorta di ‘controlla prezzi’ per attenuare il rischio che sta minando il mercato delle materie prime. Avvalendosi di aliquote differenziate in base ai condomìni coinvolti, inoltre, anche i contesti più ‘difficili’ potrebbero usufruire dell’incentivo.
  • Introdurre un obbligo generalizzato di riqualificazione della casa pubblica che vada oltre i limiti temporali, anche per mezzo di forme di partenariato pubblico-privato. 
  • Adottare più lungimiranza nella programmazione della misura, cominciando da subito a progettare lo scenario post 2023.

Gli effetti del Decreto Semplificazioni

Nel frattempo, alla fine dello scorso maggio, è arrivato il Decreto Semplificazioni, destinato a dare maggiore slancio al superbonus 110%. In particolare, la nuova norma rende più agile il processo per arrivare all’efficienza energetica e alla riqualificazione urbana.

Tra le altre misure previste è contemplata l’eliminazione dell’obbligo sia della presentazione della SCIA (basterà una semplice CILA) sia della dichiarazione di conformità urbanistica, la deroga alle distanze minime tra gli edifici per gli interventi che riguardano il cappotto termico e il cordolo anti-sismico, il permesso d’installazione dei pannelli fotovoltaici anche nei centri storici e la distinzione tra violazioni formali e rilevanti.

A cura di: Fernando Mancini

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