Perché vale sempre la pena chiedere una surroga
Tra le scelte che gli italiani ponderano con maggiore attenzione c’è il mutuo, non solo perché legato all’acquisto della vita, la casa, ma per l’impegno finanziario che comporta. Per questo, e perché incide per un numero importante di anni sul bilancio della famiglia, merita un tempo giusto di valutazione.
Non a caso, quella legata al mutuo è la decisione che mobilita più gli italiani, che si informano, parlano con amici e conoscenti, confrontano i comparatori e sentono più di una banca. E se fino a qualche anno fa ci si fidava del proprio istituto di credito, che premiava il cliente con condizioni di favore, nel tempo la battaglia sul mercato è stata sempre più dura per le banche e sempre più interessante per i consumatori. Il fenomeno diventato macroscopico dei tassi bassi, ha infatti aperto un ventaglio di possibilità che sarebbe stato impossibile prevedere.
L’affermarsi delle surroghe e le conseguenze per il mercato
A concorrere alla definizione del nuovo mercato dei mutui, anche un altro fenomeno: la surroga, o portabilità del mutuo, si è diffusa sempre di più sul mercato, opportunità inestimabile per chi aveva un finanziamento contratto in epoca di tassi alti. Un gran bel risparmio per le famiglie, che hanno iniziato a valutarla anche per mutui più recenti, ottenuti a tassi comunque vantaggiosi.
E poiché per legge non esiste un limite al numero di surroghe possibili, il mercato ha iniziato a registrare il boom di richieste: solo nel 2015 erano il 60% del totale dei mutui domandati e così era stato fino alla fine del 2018, quando il mercato ha iniziato ad esaurire le domande.
Fino ad arrivare all’inizio dello scorso anno, quando nel semestre da gennaio a giugno si era registrato il 36% sul totale domandato, contro il 47% del 2018. Tutto è invece cambiato nel secondo semestre dello scorso anno, quando un nuovo ribasso dei tassi ha convinto i pochi che ancora non avevano surrogato a farsi avanti, e coloro che invece una surroga l’avevano già affrontata, a richiederne una nuova. L’anno si è poi chiuso con una buona media del 42,1% di domande, una percentuale ancora consistente.
Quando una banca rifiuta di erogare una surroga
Premesso che come afferma la legge Bersani 40/2007, la banca uscente non può rifiutarsi di cedere il mutuo alla nuova banca, questa può invece respingere la richiesta di surroga.
I motivi possono essere diversi, riassumiamoli qui:
La durata rimanente
Le banche non accettano surroghe di mutui con una durata residua troppo breve, e allo stesso tempo mutui che non raggiungano determinate somme. Il titolare del mutuo infatti non sostiene nessun costo, che sarà invece a carico della banca, la quale ci metterà un po’ di anni per rientrare.
La perdita di requisiti essenziali
È il caso ad esempio dei mutui Indap, che richiedono determinati requisiti, che nel frattempo possono non sussistere più.
La situazione reddituale
Capita spesso che le condizioni economiche del titolare del mutuo siano cambiate e questi non sia più in grado di garantire, come all’epoca della stipula, il rimborso delle rate ogni mese.
La svalutazione dell’immobile
Con conseguente perdita di valore dell’immobile, che non ricopre più la stessa percentuale di garanzia all’ipoteca contratta con il finanziamento.
La surroga seriale
Se si è alla seconda o alla terza surroga, la banca diffiderà e con molta probabilità rifiuterà la richiesta, per non rischiare che il cliente faccia ancora un tentativo quando i tassi dovessero calare.
Nonostante tutti questi aspetti, esistono diversi casi di surroga seriale andati a buon fine. Bisogna provare a trovare un mutuo migliore e a garantirsi un livello di spesa sempre adeguato alle proprie entrate. Tentare non costa nulla, e farlo attraverso un comparatore come MutuiOnline.it può essere il modo per avere successo.
I tassi sono ancora molto favorevoli e le condizioni delle banche vantaggiose. Solo a titolo di esempio, tra i migliori mutui surroga a tasso fisso del 14 febbraio c’è Ri Mutuo a Tasso Fisso di Credem Banca. La rata mensile da corrispondere è 440,10 euro con Tan 0,55% e Taeg 0,64% (importo mutuo 100.000 euro a 20 anni, valore immobile 200.000 euro, richiedente di Milano).
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