Mattone: tre quarti delle famiglie comprano come prima casa
Quotazioni basse e tassi di interesse che girano costantemente attorno ai minimi storici favoriscono l’acquisto di una casa da parte delle famiglie italiane. Il quadro a favore dell’immobiliare nostrano, che dalla crisi esplosa nell’autunno del 2007 ha accusato un pesante arretramento, trova oggi anche la complicità degli scarsi rendimenti ‘offerti’ dai mercati finanziari, così come dall’incertezza geo-politica e commerciale che si respira nel mondo. Non ultimo il coronavirus che arriva dalla Cina, che rischia di compromettere la crescita economica a livello globale.
Il 18,8% come investimento, il 6,6% come casa vacanza
Nel primo trimestre dello scorso anno c’è stata una netta prevalenza degli acquisti della casa principale da parte delle famiglie italiane, pari al 74,6%, contro il 6,6% interessato alla casa vacanza. La quota dei risparmiatori che hanno scelto di investire nel mattone si è attestata invece al 18,8%. Queste percentuali, secondo l’analisi offerta dalle agenzie Tecnocasa e Tecnorete, sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto al primo semestre del 2018, quando sono state indicate rispettivamente al 75%, 18,9% e 6,1%.
Il trilocale la tipologia preferita
In particolare, il 71,3% delle transazioni realizzate nella prima parte dello scorso anno è stato fatto da coppie e coppie con figli, in linea rispetto al 72% registrato un anno fa. Nello stesso periodo, secondo l’analisi delle agenzie di Tecnocasa, il trilocale è stata la tipologia preferita da coppie e coppie con figli, con il 35,3% delle preferenze. A seguire c’è stata la categoria ville, villette e case, che hanno coperto il 21,2% delle compravendite, percentuale di poco superiore alla quota di coloro che hanno scelto i quattro locali (20,4%).
+0,9% i prezzi nelle grandi città nel primo semestre 2019
Ma come è messo oggi il mercato immobiliare dal punto di vista dei prezzi? L’ultima rilevazione sulle grandi città dell’Ufficio Studi del gruppo Tecnocasa, riferita al primo semestre 2019, conferma un trend positivo dei valori: +0,9% semestrale. Questa performance va contestualizzata, secondo l’analisi, alla discesa del 33,5% di media accusata dal mattone negli ultimi dieci anni: periodo che comprende gran parte della fase discendente dei prezzi, iniziata nel 2007 e terminata nel 2017, anno in cui si sono avvertiti i primi segnali di svolta del mercato nelle grandi città.
La performance da leader della piazza di Milano
In particolare Milano, che è stata la piazza che ha perso meno valore tra il 2009 e il 2019 (-9,4%), già nel 2016 segnalava quotazioni sostanzialmente stabili, per poi evidenziare rialzi a partire dal 2017. Nell’ultimo semestre il capoluogo lombardo ha registrato i maggiori rialzi (+5,7%), seguito da Bologna (+5,6%). Bene anche Firenze che, dopo avere contenuto la perdita a solo il 17,6% negli ultimi dieci anni, già nel 2015 aveva registrato i primi aumenti. Ribassi contenuti dei valori si registrano anche a Bologna e Verona, che, nel periodo considerato, hanno perso rispettivamente il 24,2% ed il 26,2%. A seguire Roma, che negli ultimi 10 anni ha perso mediamente un terzo del proprio valore.
I dettagli delle macroaree
In generale, le macroaree delle grandi città che sono andate meglio sono quelle centrali. A Milano, ad esempio, la macroarea del Centro tra il 2009 e il 2019 ha visto i prezzi aumentare del 9,2%, mentre tutte le altre macroaree evidenziano un ribasso, seppur contenuto. Anche a Roma la macroarea più performante risulta essere quella centrale, in questo caso la perdita dei valori in dieci anni si ferma al -20,9%, con le altre macroaree che hanno perso almeno il 28-30%, fino ad arrivare al 46%.
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