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Nuovo stop per il Superbonus 110%

Non c'è pace per il Superbonus 110%, che premia gli interventi di ristrutturazione in grado di consentire un salto di almeno due classi energetiche. La rimodulazione del beneficio fiscale è stata momentaneamente bocciata dalla Commissione Bilancio del Senato.

22/12/2021
progetto di ristrutturazione casa
Nuovo stop per il Superbonus 110%

Ancora un colpo di scena per il Superbonus, il beneficio fiscale del 110% per chi effettua ristrutturazioni edilizie conseguendo un miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile non inferiore a due classi.

La commissione Bilancio del Senato ha avviato il voto sugli emendamenti alla manovra e subito c’è stato un colpo di scena, con uno scontro acceso tra Governo e partiti della maggioranza sui contorni del provvedimento.

I punti ti divergenza

Nei giorni scorsi l’esecutivo aveva accettato di venire incontro alle richieste del Parlamento togliendo il tetto Isee a 25 mila euro per le ristrutturazioni in villetta inizialmente previsto e aggiungendo una nuova determinazione di lavori trainati e trainanti.

Tuttavia il testo presentato in Commissione è stato respinto dai partiti, che lamentano di aver ricevuto un testo difforme da quello concordato. In mancanza di comunicazioni ufficiali, la diatriba potrebbe riguardare il vincolo del 30 giugno prossimo per gli interventi in villetta.

Mentre non è chiaro se vi sia stato un passo indietro del Governo in merito all’allargamento al fotovoltaico e a un allineamento tra i lavori trainati e quelli trainanti, non sembrano esservi divergenze sul vincolo dei lavori da completare, con la previsione di discesa dal 60% al 30%. Il braccio di ferro nasce essenzialmente da una questione di costi: il Superbonus costa caro alle casse dello Stato e non è facile trovare nuove risorse per ampliare le maglie del beneficio fiscale.

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Modifiche a quota undici

Il Superbonus vive dal suo inizio un percorso travagliato. È stato calcolato che, alla luce delle modifiche previste dal ddl Bilancio 2022 si è arrivati a undici modifiche rispetto al testo originario concepito un anno e mezzo fa.

Una situazione che comporta confusione sul mercato sia dal lato delle famiglie, sia del tessuto produttivo e professionale coinvolto. Siamo in presenza di un continuo cambio di rotta che ha poco a che fare con la stabilità necessaria a chiunque voglia fare investimenti.

Nel frattempo il settore edilizio è alle prese con un’impennata dei prezzi di beni e servizi, oltre che dalla difficoltà a trovare materiali e manodopera e dal dilagare di frodi perpetuate gonfiando i prezzi rispetto a quelli realmente pagati per massimizzare il beneficio.

Conferme per i condomini

Non vi sono invece dubbi sulle altre disposizioni relative al Superbonus. Il beneficio resterà in carica per i condomini fino alla fine del 2023, poi dal 2024 la detrazione scenderà al 70% e nel 2025 al 65%. Tagli importanti che mettono seriamente a rischio il ricorso a questo strumento da parte delle famiglie, considerato che il gioco potrebbe non valere la candela, data la complessità delle procedure richieste, ben maggiore rispetto ai bonus casa tradizionali.

Intanto crescono gli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate alla luce delle frequenti truffe rilevate. Nelle prossime settimane verranno fissati dei prezzari su base regionale alle quali dovranno fare riferimento coloro che richiederanno l’accesso al bonus. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la congruità delle spese può essere attestata anche in assenza di Sal (il documento relativo allo stato di avanzamento lavori), sempre che il cantiere sia stato avviato.

A cura di: Luigi dell'Olio

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