Mutui in ripresa: gli ultimi dati Crif
La svolta c'è già stata e ora si attende un'accelerazione. Le domande di mutui hanno ripreso la strada della crescita secondo quanto emerge dalle ultime rilevazioni di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie che fa capo a Crif. Ecco le tendenze in atto.
L’economia continua a stentare, ma il mercato dei mutui ha già cambiato marcia. E si tratta di una notizia tutt’altro che scontata, considerato che la Bce non ha ancora avviato l’allentamento monetario. Evidentemente le famiglie hanno recuperato fiducia nell’investimento immobiliare, anche alla luce della tenuta del settore anche nelle fasi difficili dal punto di vista dalla congiuntura.
Domanda di finanziamenti in crescita
Secondo le ultime rilevazioni di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, nel corso del primo trimestre 2024 la domanda di mutui ha messo a segno un progresso dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta di un progresso limitato, ma rileva soprattutto il ritorno alla crescita dopo anni di contrazione. Se poi si considera il solo mese di marzo, la domanda di mutui ha messo a segno un +6,9%, segnale evidente di una situazione di mercato più favorevole.
Questo mentre l’importo medio richiesto ha registrato un leggero calo a considerare il periodo gennaio-marzo 2024 (sempre nel confronto con il medesimo periodo del 2013) e un piccolo progresso (+0,3%) a marzo. Se si considera l’intero primo quarter, la somma media dei finanziamenti richiesti è stata di 144.213 euro, anche se va ricordato che il mercato immobiliare nazionale è molto frastagliato, con le principali città che viaggiano stabilmente sopra i 3 mila euro al metro quadro anche per gli immobili vecchi. Mentre in alcuni centri di provincia si scende anche sotto i mille euro.
Surroghe in ripresa
Il cambio di rotta è avvenuto dopo che nel corso del 2023 i mutui sono calati del 23,8%, mentre le surroghe sono cresciute nell’ordine del 5,5%. Un trend, quest’ultimo, che si va rafforzando ulteriormente. Secondo l’ultimo Osservatorio di MutuiOnline.it, infatti, nel primo trimestre le domande di rottamazione dei mutui sono arrivate al 34,3% del totale richieste, mettendo a segno un balzo in avanti rispetto al 22,6% del quarto trimestre 2023. Una conferma del calo dei tassi di mercato, che rende per molti conveniente la surroga a fronte di tassi applicati sui contratti in alto ben più elevati.
L’impatto della direttiva Case Green
Nel corso di questo primo scorcio del 2024 si sono visti i primi effetti della Direttiva europea Epbd (Energy Performance of Building Directive), segnala Simone Capecchi, executive director di Crif. Il riferimento è alla cornice normativa comunitaria che punta a ridurre progressivamente le emissioni di gas a effetto serra e i consumi energetici nell’edilizia entro il 2030. “Gli istituti di credito offrono già tassi agevolati per i nuovi mutui, siano essi richieste di surroga oppure immobili a elevata efficienza energetica”, segnala l’esperto. Che ricorda le attese per un primo taglio dei tassi da parte della Bce nel corso del mese di giugno. Uno scenario che “solleverà ulteriormente i mutuatari, riducendo la pressione e contribuendo a stabilizzare la situazione finanziaria”, commenta.
La distribuzione per fase d’imposto
Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nel primo trimestre del 2024 le richieste di mutuo per importi compresi tra 100 mila e 150 mila euro restano ancora la soluzione preferita dalle famiglie italiane per il 30,1% del totale, un dato sostanzialmente in linea con il corrispondente periodo del 2023. A seguire la scelta si direziona sulla classe di importo 150 mila-300 mila euro per il 26,8% dei richiedenti.
| Classe di importo | Distribuzuone I° trimestre 2024 |
| Fino a 75.000€ | 19,0% |
| 75.001-100.000 € | 19,1% |
| 100.001-150.000 € | 30,1% |
| 150.001-300.000€ | 26,8% |
| Oltre 300.000 € | 4,9% |
Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie
Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata emerge che il 36,5% del totale richiede mutui di 25–30 anni. In generale, oltre otto richieste su dici prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni, a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni di pagamento che pesino il meno possibile sul bilancio e che permettano di assolvere a eventuali spese impreviste.
Anche la domanda per classi di età si mantiene pressoché stabile rispetto al primo trimestre del 2023. Oltre sei richieste su dieci si concentrano tra i 25 e 44enni.
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