Mutui, adesso il fisso è più conveniente
Non si fermano i rialzi dei tassi da parte della Bce, che nell'ultima seduta ha deciso una stretta di mezzo punto percentuale e ha annunciato nuove strette in arrivo nei mesi a venire. Uno scenario penalizzante per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile.
Negli ultimi anni ci siamo abituati a fare i conti con sorprese in campo economico e finanziario, e questo sta accadendo anche per i mutui. Negli ultimi giorni l’Eurirs a 30 anni (parametro di riferimento per i mutui a tasso fisso) è sceso al di sotto dell’Euribor® a 3 mesi (uno dei parametri a tasso variabile), con il primo intorno al 2% e il secondo sull’1,94%. Uno scenario frutto della prospettiva di nuove strette da parte della Bce, che non si verificava dal 2008, altra fase particolarmente delicata, con lo scoppio della grande crisi finanziaria. Si tratta di un momento che rende conveniente per molti mutuatari la surroga dal variabile al fisso, anche per una questione di sicurezza in vista delle nuove strette in arrivo.
Evoluzione in corso
Del resto, già l’Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it, relativo all’aggiornamento di novembre, indicava una chiara tendenza in merito, con i parametri Euribor® in costante crescita da mesi e quelli Eurirs che invece hanno invertito il trend dall’autunno avanzato.
Così, guardando ai tassi applicati sui mutui a 20-30 anni, emerge che il tan medio del variabile e il migliore del fisso a novembre è risultato a grandi linee sul medesimo livello, a quota 2,6%. Certo, se poi si guarda alla migliore offerta di mutuo a tasso variabile si scende all’1,10%, il che fa emergere chiaramente l’importanza di non fermarsi alla prima offerta, ma di confrontare le diverse opzioni disponibili su un portale come MutuiOnline.it.
La domanda si adegua immediatamente alle tendenze dei tassi, con la richiesta di mutui a tasso fisso che tra il terzo trimestre e novembre rimbalza di due punti attestandosi al 53,4%, comunque distante dal 73% del secondo trimestre 2022. Quanto al variabile, la tendenza è opposta, con la domanda che si ferma al 28,2% del totale, con una contrazione di oltre un punto e mezzo rispetto al terzo trimestre. Cede quattro decimali il variabile con cap, che non va oltre il 17,4% delle richieste, mentre il misto scende di un decimale allo 0,9% del totale.
L’importanza delle surroghe
Quanto alle finalità legate alla richiesta di mutui, la principale novità è il forte ritorno delle surroghe, che arrivano a un terzo del totale (32,5% per la precisione), da meno di un quinto del terzo trimestre. Un balzo in avanti che appare motivato proprio dal restringimento dello spread variabile e fisso, oltre che dalla consapevolezza che il primo crescerà ancora a fronte di nuovi rialzi (quasi certi) da parte della Bce nei mesi a venire. Di conseguenza perdono terreno le altre finalità, dalla prima casa, che scende di dieci punti a poco più del 57%, alla seconda casa (6,1% delle richieste totali), dalla ristrutturazione (2,7%) al consolidamento e liquidità (1,6%). Tendenze che, per quanto detto sulle prospettive dei tassi ufficiali, sono destinate a rafforzarsi nelle prossime settimane. Anche se una nuova spinta ai mutui prima casa potrebbe arrivare dalla ripresa dei mutui giovani.
Infatti, dopo che il Governo Draghi aveva alzato la garanzia pubblica sui finanziamenti agli under 36, spingendo così le banche a concedere mutui fino al 100% del valore dell’immobile, questa opzione aveva perso vigore a fronte del rialzo dei tassi. Un emendamento al decreto Aiuti ter ha modificato il parametro di riferimento entro il quale le banche devono contenere i tassi offerti a chi chiede un mutuo, di fatto sbloccando le agevolazioni per le richieste degli under 36 per il mese di dicembre. Si auspica che la misura venga confermata nella finanziaria per vedere gli effetti sui numeri dei mutui concessi ai giovani.
Assestamento per durata e importo
Quanta alla durata, secondo MutuiOnline.it, non si riscontrano grandi differenze rispetto al terzo trimestre, con la media che resta intorno ai 24 anni, mentre l’ammontare del finanziamento richiesto scende di tre decimali a poco più di 137mila euro. Piccole variazioni nel breve termine sono poco indicative, ma sta di fatto che le preoccupazioni per le prospettive dell’economia spingono gli italiani a una certa prudenza.
Del resto, da sempre il settore dei mutui residenziali è tra quelli con la minore incidenza di mancati pagamenti per le banche, che non a caso mantengono un atteggiamento costruttivo su questo fronte.
I migliori mutui a tasso fisso di oggi:
Articoli correlati
La Banca Centrale Europea presenta i 10 progetti finalisti della nuova serie dell'euro e apre una consultazione pubblica fino al 21 settembre 2026. I cittadini dell'area Euro sono chiamati a votare direttamente, insieme a esperti e al Consiglio direttivo della BCE, per decidere l'aspetto dell'euro contante di domani.
Quanto costa un mutuo dopo la riunione BCE?
Nonostante i numeri parlino a favore del variabile, la maggioranza dei richiedenti un mutuo continua a preferire la certezza della rata fissa. Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline.it, a luglio il tasso fisso copre il 94 per cento delle richieste di mutuo.
Secondo il Bollettino Mensile dell’ABI, il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni scende al 3,48%, confermando il trend di calo dal 4,42% di fine 2023. I prestiti alle famiglie crescono per il diciottesimo mese di fila, trainando la ripresa del mercato immobiliare e creditizio.