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La Bce alza i tassi di mezzo punto: primo rialzo dal 2011

Dopo 11 anni la Banca Centrale Europea, in seguito alla riunione del Consiglio direttivo, ha alzato i tassi di interesse di mezzo punto. Il tasso principale sale a 0.50 per cento; il tasso sui depositi a zero e il tasso sui prestiti marginali a 0,75 per cento.

27/07/2022
simbolo dell'euro davanti la bce
la BCE alza i tassi di mezzo punto

La BCE (Banca Centrale Europea) ha aumentato di 50 punti base i suoi tre tassi di interesse di riferimento. Il provvedimento, emanato il 21 luglio dopo una riunione del Consiglio direttivo della BCE, rappresenta il primo aumento a partire dallo scorso 2011 ed è inserito nell’ambito dello scudo anti-spread: uno strumento per garantire la stabilità dei prezzi. Alla luce di questo provvedimento, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente allo 0,50%, allo 0,75% e allo 0,00%. La misura entrerà in vigore a partire dal 27 luglio 2022. Per chi è intenzionato a saperne di più, MutuiOnline.it offre la possibilità di poter consultare l’osservatorio tassi.

A cosa serve questo provvedimento

Questa decisione – si apprende in una nota trasmessa dal Consiglio direttivo della BCE – arriva da una valutazione sui rischi di inflazione e sul maggiore sostegno fornito dal Trasmission Protection Instrument (TPI) a un’efficace trasmissione della politica monetaria. Ciò sosterrà il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di medio termine del Consiglio direttivo, rafforzando l’ancoraggio delle aspettative di inflazione e assicurando che le condizioni della domanda si adeguino in linea con il conseguimento dell’obiettivo di inflazione nel medio periodo.

Cosa succederà nelle prossime riunioni del Consiglio direttivo

Quanto deciso il 21 luglio è solo la prima di una serie di misure mirate alla normalizzazione dei tassi di interesse che saranno prese in futuro. Secondo quanto fanno sapere da Francoforte, infatti, nelle prossime riunioni del Consiglio direttivo sarà opportuna un’ulteriore verifica dei tassi di interesse. Anticipare a oggi l’uscita dai tassi di interesse negativi consente al Consiglio direttivo di passare a un approccio in cui le decisioni sui tassi vengono prese volta per volta. L’evoluzione futura dei tassi di riferimento definita dal Consiglio direttivo continuerà ad essere guidata dai dati e contribuirà al conseguimento dell’obiettivo di inflazione del 2% a medio termine.

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Qual è il ruolo della Banca Centrale Europea

La BCE – Banca Centrale dei 19 paesi dell’Unione Europea che utilizzano l’euro come moneta interna – ha come mission principale il mantenimento della stabilità dei prezzi nell’Eurozona. Per ottenere questo risultato il Consiglio direttivo lavora affinché l’inflazione resti bassa, stabile e prevedibile. Altro importantissimo compito della BCE è la vigilanza sulle attività delle banche dell’area dell’euro. In questo caso l’obiettivo è quello di mettere al riparo il denaro dei risparmiatori, rendendo più stabili gli istituti di credito. Inoltre, la Banca Centrale Europea investe in nuove tecnologie per rendere le banconote sul mercato più sicure e resistenti e coordina la loro produzione ed emissione con i Paesi che utilizzano l’euro.

La vigilanza bancaria

La BCE, nel suo ruolo di autorità di vigilanza, valuta i rischi a cui sono soggette le banche e controlla che siano attrezzate per gestirli in maniera adeguata e senza rischi per i risparmiatori. Questa attività, chiamata “processo di revisione e valutazione prudenziale” o con la sigla SREP (dall’inglese Supervisory Review and Evaluation Process), consente agli analisti di BCE di comprendere e verificare in modo coerente i profili di rischio delle banche e di decidere le necessarie misure di vigilanza. Se le banche non si attengono ai requisiti prudenziali o alle misure di vigilanza imposte da BCE, possono anche incorrere in provvedimenti amministrativi.

Le sanzioni per chi non rispetta le regole

La BCE può irrogare sanzioni pecuniarie alle banche che violino le disposizioni dell’Unione europea, direttamente applicabili, oppure i regolamenti o le decisioni della BCE. In caso di violazioni della normativa nazionale di attuazione delle direttive dell’UE, violazioni commesse da persone fisiche o irrogazione di sanzioni non pecuniarie, la BCE può richiedere all’autorità nazionale competente (ANC) di avviare i procedimenti opportuni.

A cura di: Tiziana Casciaro

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