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La BCE non taglia i tassi. Ancora spazi di discesa per la rata del mutuo

L'inflazione è destinata a restare "intorno" al 2% nei prossimi mesi. È una delle indicazioni arrivate dalla Banca Centrale Europea, che ha deciso di lasciare immutato il costo del denaro. Intanto, sul mercato è destinata a crescere la convenienza dei mutui a tasso variabile rispetto al fisso.

Matteo Favaro
A cura di Matteo Favaro

Esperto di mercati e prodotti finanziari

christine lagarde, presidente della bce
BCE: tassi fermi e convenienza del variabile

Tutto come previsto. La Banca Centrale Europea ha mantenuto fermo il costo del denaro, complice un’inflazione stimata per i prossimi mesi intorno al 2%, che è l’obiettivo statutario per l’Eurotower. Non sono comunque esclusi altri tagli al tasso dei mutui, con il variabile destinato a riprendere quota.

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BCE: le decisioni sui tassi di interesse

Dunque, il tasso ufficiale sui depositi è stato mantenuto al 2,00%, mentre quello sulle operazioni di rifinanziamento principali resta al 2,15% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali al 2,40%. Le decisioni sono state prese all’unanimità.

Stessa situazione, dunque, della riunione di luglio, ma con una novità nel comunicato finale, dato che si parla di inflazione “intorno” al 2%, che prende atto di quanto effettivamente registrato negli ultimi mesi, con il carovita salito del 2,0% a giugno e a luglio del 2,1%. Il fatto di sottolineare che l’inflazione è sui livelli indicati come obiettivo della BCE suggerisce prudenza sulle prossime mosse. Gli economisti della BCE stimano che il carovita nell’Eurozona si attesterà a una media del 2,1% quest’anno, per scendere all’1,7% nel 2026 e tornare all'1,9% tra due anni.

Lo scenario economico e le parole di Christine Lagarde

Le dichiarazioni ufficiali si fermano qui, ma alla luce dell’ulteriore rallentamento nella crescita dei prezzi atteso per il prossimo anno, secondo diversi analisti ci sono margini per ridurre ulteriormente i tassi ufficiali, con ricadute positive sui tassi dei mutui. “Continuiamo a essere in una buona situazione”, si è limitata a dire Christine Lagarde, ricordando che le prossime decisioni saranno prese sulla base dei dati.

La BCE non decide in base all’andamento del ciclo economico, ma è inevitabile che questo indicatore abbia un certo peso nelle valutazioni. Il rallentamento della crescita nel secondo trimestre, ha spiegato Lagarde, rappresenta un “iniziale” impatto della nuova situazione del commercio globale. Insomma, comincia a pesare la situazione dei dazi, ma si evidenzia anche il buon andamento dell’occupazione. L’Eurotower si attende, inoltre, un contributo positivo dagli investimenti privati e pubblici in infrastrutture e difesa.

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Mutui: il tasso variabile si conferma più conveniente

In seguito alla decisione odierna, il TAN medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni è destinato a rimanere stabile sui livelli attuali anche nelle prossime settimane. Secondo i dati dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, questa tipologia di finanziamento si conferma al momento la più conveniente, alla luce di un tasso di interesse che si attesta al 2,71% in media contro il 3,23% dei mutui a tasso fisso.

Su un finanziamento ventennale da 170 mila euro, questo si traduce in una rata più leggera di 44 euro in favore del variabile (918 euro contro 962) per un risparmio complessivo sulla durata del mutuo pari a 10.600 euro. A questo proposito, va ricordato che fin qui i mutui a tasso variabile hanno rappresentato una quota marginale nelle scelte degli italiani, in quanto l’Euribor (il benchmark di riferimento) è stato a lungo più elevato dell’IRS (l’indice usato per la costruzione dei mutui a tasso fisso), situazione che si è invertita solo di recente.

La spinta dei mutui green

A parità di tipologia di finanziamento scelta, è poi possibile abbassare ulteriormente TAN e rata orientandosi su un mutuo green, strumento finalizzato all’acquisto di un immobile ad alta efficienza o alla ristrutturazione per il miglioramento delle prestazioni energetiche dello stesso.

Per questi mutui, le banche offrono infatti tassi agevolati, con TAN più bassi mediamente di 30-40 punti base rispetto ai finanziamenti tradizionali. Dalle rilevazioni effettuate il 10 settembre sul portale di MutuiOnline.it risulta infatti che, per quanto riguarda il tasso variabile, la migliore offerta di mutuo green presenta un TAN del 2,18% contro il 2,28% della miglior soluzione standard. Sul finanziamento considerato in precedenza, la differenza sulla rata mensile è quindi pari a 8 € in favore del green (875 euro contro 883 euro), per un risparmio totale di quasi 2 mila euro sull’intera durata del finanziamento.

Sui mutui a tasso fisso, invece, il risparmio optando per un mutuo “verde” è maggiore: la miglior offerta green ha un TAN del 2,65% e una rata mensile di 913 euro, pari a 26 euro in meno rispetto alla migliore soluzione standard, che ha un TAN del 2,95% e una rata di 939 euro. Nel caso del fisso, dunque, il risparmio sull’intera durata del mutuo scegliendo un finanziamento green sale a oltre 6 mila euro.

Il tutto ricordando che, qualunque soluzione si scelga, se i tassi dovessero scendere ulteriormente in futuro, l’opzione della surroga del mutuo rimane sempre a disposizione.

Le offerte di mutuo prima casa a tasso variabile:

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Banco BPM 2,62% € 401,60 2,87%
Banca Sella 2,65% € 402,96 2,90%
BBVA 2,69% € 405,07 2,91%
Banco di Desio e della Brianza 2,65% € 402,96 2,91%
Credem 2,69% € 405,12 3,06%
Crédit Agricole Italia 2,73% € 407,45 3,06%
BPER Banca 3,05% € 424,31 3,30%
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