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Immobiliare commerciale: compravendite in netto recupero

Le aziende, cercando di sfruttare il momento favorevole, investono nel futuro comprando immobili. Le compravendite nel mercato commerciale hanno registrato aumenti a doppia cifra nei primi tre mesi dell’anno, con il settore della logistica che è cresciuto del 61,6% tendenziale.

30/06/2021
Andamento del mercato immobiliare commerciale nei primi tre mesi dell'anno

Il mercato immobiliare commerciale in questa prima parte del 2021 registra un aumento significativo delle compravendite. Dietro alla ritrovata dinamicità ci sono, in parte, le conseguenze dello stesso motivo che lo ha costretto a rallentare lo scorso anno: la pandemia da coronavirus.

Gli effetti del Covid-19, in particolare sugli approvvigionamenti delle materie prime e sui sistemi di distribuzione del canale retail e dei magazzini di stoccaggio, hanno infatti rinnovato slancio a tutto il settore. A completare il panorama favorevole stanno contribuendo un accesso al credito sempre conveniente, con i tassi d’interesse sui mutui sempre molto vicino ai minimi, e quotazioni ancora basse perché il mercato deve smaltire l’eccesso di offerta generatasi con la recente crisi.

Il settore più dinamico è la logistica

A fare il punto della situazione ci aiuta un’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa che, sulla base dei dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, ha calcolato che nei primi tre mesi del 2021 le compravendite degli immobili per l’impresa hanno registrato aumenti a doppia cifra: per l’esattezza, il settore produttivo +43,7% (2.803 unità), i depositi +61,6% (17.269), i negozi +34,4% (7.953) e gli uffici +50,7% (2.744).

Pur considerando che dietro c’è un notevole effetto base (lo scorso anno in febbraio e marzo l’attività era stata congelata dal picco dell’emergenza), queste performance sono la prova della ritrovata vitalità del comparto immobiliare. Trend che, secondo gli esperti, è destinato a continuare con l’arrivo a valle dei fondi europei.

Le aziende sfruttano il momento per investire nel futuro

Anche la rete Tecnocasa, per i primi tre mesi segnala un aumento di richieste di acquisto e quindi anche delle vendite. Il settore più dinamico è quello dei capannoni, tipologia che dallo scoppio della pandemia ha registrato un recupero costante: prima grazie all’e-commerce che ha spinto la ricerca di spazi da parte delle aziende di logistica e della GDO per trovare un luogo vicino alle metropoli dove stoccare la merce da consegnare velocemente.

Nello stesso tempo la ripresa della produzione, rilevata da più fonti, spiega l’aumento delle richieste di spazi. Ad acquistare sono quasi sempre aziende che hanno una solida situazione patrimoniale, piani di sviluppo per il futuro e che stanno cogliendo le occasioni che il mercato offre dopo anni di ribasso dei prezzi.

Pesanti cali in dieci anni per i prezzi di capannoni e uffici

Per quanto riguarda i prezzi c’è da rilevare che nell’ultimo decennio quelli dei capannoni sono diminuiti del 31,8% per le tipologie nuove e del 34,9% per quelle usate. E proprio sul fronte della logistica si sta concentrando in questo periodo l’attenzione delle imprese, tenuto conto che, secondo le compravendite realizzate dal Gruppo Tecnocasa, la maggioranza delle operazioni che hanno avuto come oggetto i capannoni ha avuto come finalità proprio quello di creare depositi.

Sul fronte uffici si segnala un aumento delle transazioni, +50,7%, e in questo caso ad acquistare sono quasi sempre utilizzatori, spesso liberi professionisti, che approfittano del calo dei prezzi che negli ultimi 10 anni è stato del 37,1% per le soluzioni nuove e del 38,7% per quelle usate.

Rimbalza il retail, tra investitori e cambio destinazione d’uso

Si è risvegliato anche il comparto retail, il più penalizzato dal Covid e a causa del quale ha subito gli effetti di un aumento dei molti spazi liberati. I negozianti che hanno resistito hanno provato ad acquistare, ma nella maggioranza dei casi l’operazione ha interessato investitori che hanno approfittato per comprare sia spazi vuoti sia occupati.

Un’opportunità, come detto, favorita da un mercato del credito ancora conveniente e che presenta tassi sui mutui ancora molto bassi, nonostante Banca d’Italia li segnali in lieve crescita dai recenti minimi storici. Dai dati risulta che tra gli acquirenti di negozi ci sono anche coloro che hanno deciso di destinarlo a uso ufficio o quando possibile ad abitazione e, in questo caso, spesso il negozio è posizionato in una via non di passaggio. Anche questa tipologia immobiliare ha accusato, negli ultimi dieci anni, un calo dei valori: del 37,4% per le soluzioni in vie di transito e del 42,3% per quelle in vie non di passaggio.

A cura di: Fernando Mancini

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