Immobiliare: come il Covid19 ha cambiato il mercato
Aumentano gli acquisti di abitazioni spaziose, possibilmente indipendenti e nel verde. È uno dei principali effetti sul mercato immobiliare della pandemia, che secondo una ricerca di Tecnocasa, sta determinando anche cali degli acquisti come investimento e dei contratti di affitto.
La pandemia da Covid-19 ha influenzato il mercato immobiliare in molti aspetti, diretti e indiretti. Per citare alcuni esempi, la ‘gelata’ sofferta dal turismo ha raffreddato la corrente degli acquisti per investimento, così come la didattica a distanza o il fenomeno dello smart working ha inciso sul settore degli affitti.
Nel frattempo è cresciuta la voglia degli italiani di una casa più ampia o immersa nel verde, magari più tecnologica e sostenibile. La problematica è stata affrontata nel convegno, organizzato da Tecnocasa, ‘Revolution: coordinate per la ripartenza’.
Calano gli acquisti per investimento
In Italia nei primi nove mesi dell’anno è stata registrata una lieve flessione della percentuale di acquisti per investimento, che si è attestata sul 16,8% contro il 17,5% dello stesso periodo del 2019.
Questa flessione, secondo gli esperti, mette in luce le incertezze legate all’emergenza sanitaria che ha frenato sia gli acquisti di abitazioni da affittare, sia gli acquisti di soluzioni da trasformare in B&B e affittacamere.
Dopo il lockdown voglia di spazio e di verde
Nello stesso periodo c’è da segnalare l’aumento della percentuale di acquisti di case vacanza, soprattutto nel periodo post-lockdown caratterizzato da un particolare interesse verso questo segmento
. In particolare spicca l’incremento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semi-indipendenti, passata infatti dal 19,2% del 2019 al 21,1% maturato tra gennaio e settembre. Questo rialzo – sottolinea la nota – è concentrato nel secondo e terzo trimestre quando, terminato il lockdown, molti acquirenti hanno deciso di comprare abitazioni più ampie e dotate di spazi esterni. La ricerca di tipologie con tali caratteristiche, inoltre, ha determinato un maggiore flusso di acquirenti verso l’hinterland e verso le province adiacenti alle grandi città italiane.
L’effetto crisi sugli affitti
Il mercato degli affitti, a causa dell’emergenza Covid-19, nei primi nove mesi del 2020 ha accusato un calo della percentuale di contratti stipulati da lavoratori trasfertisti e da studenti universitari. In particolare, i lavoratori fuori sede passano dal 25,9% del 2019 all’attuale 23,3%, gli studenti passano dal 6% al 4,4%.
Un forte impatto sui numeri è dovuto al periodo di lockdown, allo smart working e alla chiusura degli atenei, fenomeni tutt’ora presenti e in evoluzione. Una condizione sfavorevole che ha inciso anche sulla scelta dei contratti stipulati che, nonostante la diminuzione di lavoratori e studenti, segnalano un aumento dei contratti a canone concordato e a carattere transitorio. Molti proprietari, infatti, stanno optando per tipologie contrattuali più flessibili in attesa di capire come evolverà il mercato.
Le nuove tendenze aspettano conferme
L’analisi delle compravendite e delle locazioni realizzate attraverso le agenzie Tecnocasa e Tecnorete rivela che il mercato immobiliare italiano è in buona salute e che, in seguito all’emergenza sanitaria, ha evidenziato alcune nuove tendenze.
Bisognerà ora aspettare i prossimi mesi per scoprire se si tratta di trend temporanei, oppure se stiamo effettivamente assistendo ad importanti cambiamenti delle abitudini di acquirenti e inquilini. Abitudini che potrebbero risentire anche della crisi generata dal coronavirus, spingendo i mutuatari a ricorrere alla sospensione delle rate del mutuo. Uno strumento importante riconosciuto dalla legge, teso ad aiutare le famiglie che si trovano improvvisamente in condizioni di necessità per impreviste difficoltà economiche.
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