Detrazioni e deduzioni dimenticate in passato? Ecco come recuperarle
Il contribuente che si accorge di aver dimenticato di inserire oneri detraibili o deducibili nella propria dichiarazione dei redditi può correggere l’errore, presentando una dichiarazione integrativa. I termini per farlo dipendono dal tempo trascorso.
Con l’avvicinarsi di metà anno, termine massimo per la consegna della dichiarazione dei redditi, è il momento di mettere insieme scontrini, fatture e documenti sparsi nei cassetti e puntare a minimizzare l’impatto dell’IRPEF.
A molti capita, nell’occasione, di imbattersi in documentazione relativa a spese detraibili o deducibili, dimenticata negli anni precedenti. Per fortuna non tutto è perduto: c’è la possibilità di recuperare anche a distanza di anni. Un’opportunità importante, soprattutto per chi ha sostenuto spese legate alla casa o ha acceso un mutuo casa per l’acquisto dell’abitazione principale.
Bonus dimenticati: i termini per recuperare le detrazioni
Il contribuente che si accorge di aver dimenticato di inserire oneri detraibili o deducibili nella propria dichiarazione dei redditi può correggere l’errore presentando una dichiarazione integrativa. I termini per farlo dipendono da quanto tempo è passato.
Entro il 30 novembre dell’anno successivo, si può presentare una dichiarazione correttiva nei termini. Entro il 31 dicembre del quinto anno successivo: si può presentare una dichiarazione integrativa a favore, chiedendo il rimborso delle imposte pagate in eccesso.
Così, per fare un esempio, per una spesa sostenuta nel 2021 e non inserita nella dichiarazione 730 del 2022, si ha tempo fino al 31 dicembre 2026 per recuperare la detrazione.
Detrazioni sulla casa: i bonus edilizi recuperabili
Le detrazioni per i lavori edilizi sono tra le più consistenti ma spesso anche tra le più dimenticate. Rientrano in questa categoria:
- Bonus ristrutturazioni (50%);
- Ecobonus (dal 50% al 65%);
- Bonus mobili (50%);
- Bonus verde (36%);
- Superbonus (110% o percentuali ridotte per gli anni successivi)
Chi si accorge di non aver inserito le spese relative a questi interventi può recuperarle, a patto che la spesa sia documentata correttamente (fatture, bonifici parlanti) e che l’intervento rientri nelle normative vigenti per quell’anno, proprio perché – come detto – le normative di settore hanno registrato un’evoluzione nel tempo, che negli ultimi anni è stata soprattutto di tipo restrittivo.
In tutti i casi, una condizione fondamentale è che non siano già trascorsi più di cinque anni dalla dichiarazione errata.
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Quali sono le spese detraibili del mutuo?
Per chi ha acceso un mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale, la normativa italiana consente di detrarre il 19% degli interessi passivi sul mutuo, fino a un massimo di 4 mila euro all’anno.
Oltre agli interessi passivi, si possono detrarre le spese notarili per l’atto di mutuo e gli onorari del notaio per la stipula dell’atto di compravendita (solo se riferibili all’immobile), nonché le commissioni a vantaggio della banca per l’istruttoria del mutuo. Anche in questo caso, se ci si accorge di aver dimenticato queste voci in una dichiarazione passata, è possibile recuperarle con una dichiarazione integrativa nei tempi previsti.
Le modalità di recupero delle spese detraibili dimenticate
Il recupero può avvenire tramite presentazione di un 730 integrativo o un Modello Redditi PF integrativo, a seconda dei casi.
Il primo passo consiste nella verifica dei documenti, eventualmente da compiere con il supporto di un CAF o del commercialista che cura la dichiarazione dei redditi. Dunque, occorre controllare ricevute, fatture e certificazioni per gli anni passati.
In secondo luogo è bene accertarsi che la spesa non sia già stata inserita. A quel punto si procede con la dichiarazione integrativa, che i più esperti possono curare anche da soli, attraverso i canali dell’Agenzia delle Entrate. Successivamente, non resta che attendere il rimborso. Quest’ultimo può arrivare nella busta paga o nel cedolino della pensione, nonché tramite accredito sul conto corrente.
Nel caso in cui si presentino più dichiarazioni integrative a favore, bisogna evitare duplicazioni e fare attenzione alla documentazione allegata. Inoltre, la detrazione per interessi sul mutuo, ad esempio, è ammessa solo se l’immobile è adibito a prima casa entro un anno dall’acquisto.
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