Dai mutui una spinta decisiva alla transizione green degli immobili
Il patrimonio immobiliare italiano è mediamente vecchio e, quindi, caratterizzato da prestazioni energetiche insufficienti. Il centro studi della Fondazione Geometri italiani ha realizzato un report nel quale fa il punto della situazione e indica “La via italiana alla Direttiva Case Green”.
La convenienza dei mutui green è una spinta importante alla transizione energetica in campo immobiliare. Entro la fine di quest’anno, l’Italia deve predisporre la prima bozza del Piano di ristrutturazione degli edifici, strumento fondamentale per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come previsto dalla Direttiva Case Green.
La normativa comunitaria impone una significativa riduzione del consumo energetico degli edifici esistenti, con obiettivi di taglio del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035.
Il patrimonio edilizio italiano è mediamente vecchio
Il patrimonio immobiliare italiano è mediamente vecchio e, quindi, caratterizzato da prestazioni energetiche spesso insufficienti. Il centro studi della Fondazione Geometri italiani ha realizzato un report nel quale fa il punto della situazione e indica “La via italiana alla Direttiva Case Green” per citare testualmente il suo titolo.
L’analisi evidenzia che il patrimonio costruito nazionale comprende circa 14,8 milioni di edifici, responsabili del 42% dei consumi energetici finali nazionali e del 18,8% delle emissioni di gas serra nel 2022. Il patrimonio residenziale, che conta 12,4 milioni di edifici e 35,3 milioni di abitazioni, è al centro del piano di ristrutturazione.
Obiettivi ambiziosi, occorrono interventi radicali sul costruito
Per raggiungere gli obiettivi di riduzione energetica fissati a livello comunitario, tra quest’anno e il 2030 è previsto un investimento complessivo di circa 85 miliardi di euro, con un costo medio di intervento di 28 mila euro per abitazione.
Questi investimenti avranno un impatto economico significativo, generando oltre 280 miliardi di euro tra effetti diretti, indiretti e indotti e attivando oltre 1,3 milioni di unità di lavoro, di cui 830 mila direttamente nel settore delle costruzioni. Dal punto di vista ambientale, si prevede un risparmio annuo di circa 4,7 milioni di tonnellate di CO2.
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Il ruolo dei mutui green nel sostegno alla transizione energetica
A favorire la transizione in chiave sostenibile contribuisce l’evoluzione dell’offerta, a cominciare dai mutui green, che offrono condizioni più favorevoli per l’acquisto e la ristrutturazione di case ad alta efficienza energetica.
I mutui green presentano tassi di interesse sensibilmente più bassi rispetto a quelli standard. Secondo l’Osservatorio mensile di MutuiOnline.it, a maggio il tasso medio di un mutuo green a 20 anni a tasso fisso è stato del 2,64% contro il 3,14% dei mutui standard. Un divario di 50 punti base, che si traduce in centinaia di euro di risparmio all’anno.
I tassi più bassi si spiegano alla luce del fatto che un’abitazione ad alta efficienza energetica conserva valore nel tempo: è più facile da rivendere, ha minori spese di gestione e rende il cliente più solido dal punto di vista finanziario.
Per accedere a un mutuo green è necessario dimostrare – presentando l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) – che l’immobile rientra nei parametri richiesti. Nel caso delle ristrutturazioni, è obbligatoria anche una perizia tecnica che attesti l’effettivo miglioramento energetico.
La casa ad alta efficienza energetica acquista valore
Secondo l'ultima analisi di Crif Real Estate Services, nel secondo semestre del 2024 il valore medio delle case in classe energetica A e B è cresciuto dell'8% rispetto a un anno prima, mentre gli immobili di classe inferiore (dalla C alla G) hanno visto una contrazione dei prezzi del 2% nello stesso periodo.
Lo studio della Fondazione Geometri evidenzia il dibattito in corso tra chi teme un aumento dei costi sociali per le famiglie a basso reddito e chi vede nella transizione energetica un’opportunità di sviluppo sostenibile e sociale. In questo contesto, l’Unione Europea ha stanziato un fondo sociale per il clima che, a partire dal 2027, erogherà finanziamenti mirati alle famiglie più vulnerabili, integrando così gli strumenti finanziari come i mutui green.
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