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Compravendite immobiliari: sconto medio al 7,6% nel 2025

Secondo uno studio di Tecnocasa, nel corso del 2025 la scontistica media applicata in fase di compravendita ha subito un leggero ritocco al ribasso, attestandosi al 7,6% contro l’8% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Per risparmiare, occorre dunque percorrere altre strade.

28/01/2026
cartello di vendita immobiliare con scritta for sale
Compravendite immobiliari: la scontistica media

La casa continua a essere il bene rifugio per eccellenza degli italiani, ma il mercato immobiliare presenta sfumature nuove e una consapevolezza sempre maggiore da parte di acquirenti e venditori.

Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, la scontistica media applicata in fase di compravendita ha subito un leggero ritocco al ribasso, attestandosi al 7,6% contro l’8% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

La scarsità di offerta spinge le quotazioni immobiliari

Questo dato non è solo un numero, ma un indicatore di salute e di scarsità dell’offerta. Quando lo scarto tra prezzo richiesto e prezzo finale si assottiglia, significa che la domanda è solida e che i venditori, supportati da valutazioni professionali sempre più precise, tendono a proporre immobili già allineati ai valori di mercato.

In questo contesto, dove il margine di manovra sul prezzo dell’immobile si riduce, l’attenzione dell’acquirente deve necessariamente spostarsi su un altro pilastro fondamentale dell’operazione: il costo del denaro.

Grandi città, dove la trattativa è un’arte difficile

Analizzando le grandi città, la tendenza alla riduzione dello sconto è ancora più marcata. Nelle principali città italiane la media scende al 7,9%, con punte di particolare "rigidità" a Bologna, che si conferma la città più cara e meno incline ai ribassi, con uno sconto medio di appena il 5,8%. Seguono a ruota Verona (6,1%) e Milano (6,3%), dove la fame di abitazioni mantiene i prezzi stabili e la forza contrattuale degli acquirenti limitata.

Il motivo risiede in un mix di bassa offerta e alta qualità della domanda. Chi cerca casa nelle aree core delle grandi città preferisce immobili pronti all'uso, ristrutturati o in buono stato, riducendo drasticamente le motivazioni per chiedere sconti corposi.

In questi mercati "veloci", la rapidità d’azione è tutto: arrivare davanti al venditore con una delibera di mutuo casa già pronta – ottenuta magari dopo una ricerca accurata su un comparatore online, come MutuiOnline.it – può fare la differenza tra concludere l’affare o perdere l’occasione.

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Il peso della riqualificazione energetica e della “vecchiaia” degli immobili

Un capitolo fondamentale della ricerca riguarda lo stato conservativo degli immobili e la loro efficienza energetica. Qui lo sconto diventa uno strumento per compensare i costi futuri. Per gli immobili usati che necessitano di ristrutturazione, lo sconto sale al 7,8%, mentre per le nuove costruzioni si ferma al 5,0%.

La vera forbice, però, si apre guardando alla classe energetica. Per una casa in classe A, il ribasso medio è del 5,1%, segno che l'efficienza è un valore non trattabile. Al contrario, per le classi meno efficienti (classe G), lo sconto medio sale all'8,4%.

Questo "green gap" è un segnale chiaro: chi acquista un immobile energivoro sa che dovrà investire pesantemente in lavori di efficientamento e chiede una riduzione immediata sul prezzo di acquisto.

Tuttavia, bisogna considerare che un immobile efficiente (Classe A o B) permette di accedere ai cosiddetti mutui green, che offrono tassi agevolati rispetto ai finanziamenti standard. Anche in questo caso, l’utilizzo di un comparatore di mutui permette di calcolare se il risparmio ottenuto sullo sconto in classe G sia effettivamente superiore al sovrapprezzo pagato per una classe A, considerando gli interessi bancari e le bollette sul lungo periodo.

Investimenti e tipologie di immobili: dove si nascondono le opportunità

Per acquista per investimento, lo sconto medio sale al 10,4%. Spesso si tratta di soggetti con elevata liquidità o con una capacità reddituale che permette loro di chiudere le trattative velocemente, fattore molto apprezzato dai venditori che hanno urgenza di vendere.

A livello di tipologie, i monolocali (-9,5%) e le soluzioni popolari (-10,0%) registrano i ribassi più significativi. Al contrario, i piani alti e gli ultimi piani, tipologie da sempre ambite e scarse, vedono sconti molto contenuti (intorno al 7%).

Interessante notare il dato sui seminterrati, che subiscono il ribasso più forte in assoluto (-11,6%), a dimostrazione di quanto la luminosità e la salubrità degli ambienti siano diventati driver imprescindibili post-pandemia.

Per riassumere

  • Lo sconto medio sulle compravendite scende al 7,6% nel 2025 (8% nel 2024);
  • Nelle grandi città lo sconto medio si riduce ulteriormente, in media al 7,9%;
  • Immobili classe G: sconto 8,4%; classe A: 5,1%, ma con mutui green agevolati.

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A cura di: Luigi Dell'Olio

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