Classe energetica: cresce la classe A, ma la G è la più diffusa
Il mercato immobiliare italiano è obsoleto, come dimostra la classe energetica dominante, la G, che è la peggiore. Un aspetto che investe anche il mercato degli affitti. Tuttavia, le generazioni più giovani sono quelle che oggi cercano case più moderne, più sensibili al risparmio energetico.
Il patrimonio residenziale italiano è obsoleto, come evidenzia il fatto che la classe energetica G – la peggiore - è la più diffusa sul territorio. È una caratteristica che penalizza le valutazioni di questo tipo di immobili e che, a causa di quello che sta succedendo nel mercato energetico, è al centro dell’attenzione dei potenziali acquirenti.
Oggi, infatti, un’abitazione di qualità è sempre più associata al risparmio energetico. L'attenzione alla prestazione energetica dell’immobile, secondo una ricerca dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, è diventata una componente ancora più rilevante dopo il primo lockdown, quando la permanenza forzata in casa ha reso le persone maggiormente consapevoli dei costi energetici. Gli italiani, alla luce anche della recente fiammata, saranno infatti più ponderati nella valutazione della scelta dell’immobile da acquistare.
Le nuove generazioni più sensibili al risparmio energetico
La sensibilità per il risparmio energetico interessa tutte le generazioni, anche se c’è un particolare accento per le problematiche legate alla sostenibilità in quelle più giovani (dalla X alla Z). Sono infatti loro quelle che manifestano più attenzione alle nuove tecnologie, che consentono un migliore efficientamento energetico dell’immobile, e non solo perché si possono sfruttare i vari bonus ed ecobonus messi in campo dal Governo, o le agevolazioni legate ai mutui green, per ‘svecchiare’ il patrimonio immobiliare del Paese. Per lo stesso motivo si registra un aumento dell’interesse anche da parte dei costruttori, che cercano di rispondere alla tendenze del mercato.
Nelle compravendite resta maggioritaria la classe G
Lo studio ha analizzato le compravendite realizzate tramite il gruppo rilevando che, tra il 2019 e il 2021, aumenta la quota di acquisti di case in classe A: dal 3% al 4,9%. Nel frattempo, le classi dalla B alla F mantengono un tasso sostanzialmente costante. Per contro si registra una fisiologica diminuzione della percentuale di compravendite in classe G (dal 59,5% del 2019 al 57,5% del 2021), che rimane comunque la classe energetica più scambiata proprio a causa della caratteristica (la vetustà) del patrimonio abitativo italiano.
Il problema di ridurre i costi di gestione è molto sentito. Negli anni recenti, infatti, una maggiore sensibilità all’argomento era stata rilevata tra gli acquirenti di casa vacanza che, utilizzandola solo in alcuni periodi dell’anno, desideravano contenerne i costi di gestione.
Il problema risparmio energetico investe anche gli affitti
In generale, secondo l’analisi offerta dagli esperti, negli ultimi tempi si inizia a capire come un immobile in classe energetica elevata conservi valore nel tempo, anche in una futura ottica di rivendita.
Per quanto riguarda le locazioni, le classi dalla A alla E evidenziano percentuali di affitto sostanzialmente stabili, cresce invece la quota di affitti in classe F che passa dal 13,9% del 2019 al 15,6% del 2021, mentre diminuisce la percentuale di locazioni in classe G che passa dal 59,1% al 58,2%. Anche sul mercato delle locazioni le tipologie più affittate appartengono alla classe energetica G.
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