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Bonus casa: ecco le nuove regole per la cessione dei crediti

Il Decreto Bollette apre le porte alla possibilità di quarta cessione per il Superbonus 110%. A patto che effettuata solo dai destinatari della terza (banche, intermediari finanziari) che hanno esaurito il numero delle possibili cessioni ed esclusivamente all’indirizzo dei propri correntisti.

20/04/2022
scritta creditors su sfondo blu
Bonus casa e cessione dei crediti

Maglie un po’ più larghe per la cessione dei crediti legati al Superbonus 110%, anche se restano alcuni paletti per contrastare i raggiri, particolarmente diffusi nel settore. Fino a questo momento è stato possibile – una volta ottenuto il credito in seguito alla realizzazione di lavori che consentono all’immobile di migliorare almeno di due classi energetiche - effettuare solo tre cessioni, una libera e le altre due vincolate, cioè a favore delle banche e degli intermediari finanziari. Con il nuovo emendamento legato al Decreto Bollette (approvato per calmierare l’impatto del caro energia su famiglie e imprese italiane), sale da tre a quattro il numero di cessioni effettuabili, ma con dei limiti.

I soggetti coinvolti

La quarta cessione potrà essere effettuata solo dai destinatari della terza (banche, intermediari finanziari) che hanno esaurito il numero delle possibili cessioni ed esclusivamente all’indirizzo dei propri correntisti. Infatti, trattandosi di soggetti certificati, la possibilità di coinvolgerli in truffe o raggiri è decisamente più limitata.

Lo stesso decreto ha introdotto un’altra novità: è stata disposta la proroga del termine per comunicare all’Agenzia delle Entrate l’opzione di cessione del credito o dello sconto in fattura per i soggetti Ires e le partite Iva. La deadline slitta dal 29 aprile al 15 ottobre prossimo.

I pericoli da scongiurare

Resta da capire se queste novità consentiranno di rilanciare le cessioni dei crediti, ritenute fondamentali dagli analisti per sostenere il Superbonus. La stretta ha preso il via sul finire del 2021, quando sono emerse diverse truffe incentrate proprio sullo schema delle cessioni, ma la conseguenza è stata un progressivo irrigidimento del mercato, con ricadute negative per i tanti cittadini onesti. Le conseguenze minacciano di essere ancora più drammatiche per gli operatori del settore.

In una nota diffusa da Federcostruzioni, la presidente Paola Marone spiega: “Le imprese che hanno firmato contratti e avviato cantieri sulla base delle indicazioni delle normative esistenti in quel momento, oggi si ritrovano i cassetti pieni di crediti che con le nuove regole è impossibile cedere. Questo”, aggiunge Marone, “comporta una inevitabile crisi di liquidità, l’incapacità a poter sostenere l’aumento vertiginoso dei costi dei prodotti, dei macchinari e delle attrezzature di lavoro, di cui peraltro oggi vi è una forte carenza e quindi difficoltà di reperimento”.

Nei giorni scorsi, Intesa Sanpaolo e UniCredit, vale a dire i due principali gruppi italiani del credito, hanno annunciato il prossimo stop alla cessione dei crediti. La ragione è che sono vicine al raggiungimento del budget prefissato, né sembrano orientate a innalzare la capienza. Resta da capire se l’introduzione della quarta cessione potrà avere un qualche impatto sulla loro posizione.

Cambiamenti per le villette

Intanto gli operatori dell’edilizia e della proprietà immobiliare continuano a chiedere la proroga della Sal (dichiarazione di stato di avanzamento lavori) al 30% per quanto concerne le attività sulle case unifamiliari. Al momento la deadline è fissata al 30 giugno 2022, ma dovrebbe esserci uno spostamento quanto meno fino alla fine di quest’anno, in modo da consentire un accesso diffuso al bonus e in questo modo contrastare il forte rallentamento della crescita economica dovuto allo scoppio della guerra in Ucraina. Il Governo dovrebbe pronunciarsi su questo punto entro inizio maggio.

A cura di: Luigi dell'Olio

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