Casa: quanti anni di stipendio servono per comprarla?
Nella seconda metà del 2021 per comprare un’abitazione nelle grandi città del Paese occorrevano in media 6,9 annualità, 0,2 in più rispetto al primo semestre. Milano, dove c’è stato un forte incremento dei prezzi, occorrevano ben 12,8 anni di stipendio. Genova e Palermo le piazze più economiche.
Il mercato immobiliare continua ad attraversare un buon momento, anche se registra un leggero rallentamento dell’attività rispetto alla brillante performance registrata nella prima parte del 2022. D’altronde il clima sui mercati finanziari è tutt’altro che sereno: l’incognita della guerra in Ucraina e della crisi del gas non sono d’aiuto nel fare programmi di lungo periodo, l’inflazione e l’aumento dei tassi d’interesse spingono i potenziali acquirenti a una maggiore cautela e il rallentamento della crescita economica allunga molte ombre sulla redditività delle famiglie.
Eppure, nonostante questi fattori avversi - e, forse, proprio per questi fattori - oggi agli italiani occorrono più stipendi per acquistare una casa rispetto a quanto registrato all’inizio di quest’anno.
Milano si conferma la città più cara: 12,8 annualità
Secondo una ricerca di Tecnocasa, nel secondo semestre del 2021 per comprare una casa nelle gradi città servivano in media 6,9 annualità, in aumento dalle 6,7 della prima metà del 2021. Milano si conferma ancora una volta la piazza immobiliare più cara, ovvero dove occorrono il maggiore numero di annualità: ben 12,8 anni di stipendio. Da rilevare che dietro questo dato c’è il sensibile apprezzamento (+6,7% tendenziale) registrato dai prezzi e questo, di riflesso, ha comportato un maggiore impegno economico per l’acquisto della casa. In questa classifica, dietro la piazza meneghina, si sono piazzate Roma e Firenze, con 9,1 annualità, seguite da Bologna (7,9), Napoli (7,3), Verona (5,2) e Bari (5,1). Il ranking è chiuso da Palermo (3,6) e Genova (3,5 annualità).
L’analisi si basa sui dati relativi al prezzo per metro quadro di un immobile medio usato (di 85 mq) e sulle retribuzioni (stima) contrattuali annue di cassa per dipendente (dirigenti esclusi).
I fattori che alimentano il valore
Il maggiore impegno richiesto agli italiani per finanziare una compravendita non è però solo questione della rivalutazione registrata nel frattempo dal mercato immobiliare in generale o dell’incidenza che sta avendo sul costo dei mutui la stretta creditizia decisa - a più riprese - dalla Bce (la quale promette altri aumenti dei saggi di riferimento).
A fare da propellente alle quotazioni, secondo gli esperti, contribuisce infatti anche il deciso aumento dell’interesse manifestato dalle famiglie e dagli investitori (anche istituzionali) ad allocare il capitale verso il mattone, il cui ruolo di ‘bene rifugio’ si rafforza ogniqualvolta (come la situazione corrente) che sui mercati l’atmosfera diventa cupa e le cui prospettive sono incerte.
La risalita delle quotazioni dal 2017
La ricerca ricorda che gli anni in cui occorrevano più annualità per comprare una casa sono stati il 2006 e il 2007, quando i tassi di crescita dei prezzi toccarono l’apice. In quegli anni la città più costosa dove occorrevano più anni di lavoro per pagare la casa era Roma (14,8 annualità), poi Milano (14) e Firenze (12,5).
Dal 2008, in concomitanza con la crisi del settore, le annualità per acquistare casa diminuiscono fino all’inversione di tendenza (nel 2017), a seguito della ripresa dei prezzi. Nel 2019 Milano balza in vetta alla classifica, diventando la piazza più costosa (allora occorrevano 11 annualità). Spicca il trend di Genova dove, a causa della forte perdita di valore della città dal 2007, oggi servono solo 3,5 anni di stipendio contro i 7,7 richiesti nel 2007.
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