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Casa: in aprile crescita lenta dei prezzi dell’usato

I prezzi delle case usate in aprile sono cresciuti dello 0,3 per cento. La Valle d’Aosta è la regione più cara, mentre la Calabria è quella più economica. Bolzano è la provincia più cara, che relega le capitali del mercato immobiliare, Milano e Roma, rispettivamente al settimo e undicesimo posto.

19/05/2022
modellino di casetta con intorno pile di monete da un euro
Prezzi dell'usato del mercato immobiliare italiano

Il mercato immobiliare italiano ha due facce. Il nuovo, quello più rispondente ai criteri di sostenibilità e capace di offrire servizi innovativi, corre come un treno: oggetto di un rinnovato interesse dopo l’esperienza fatta dal Paese durante i lockdown e sulla scia dell’accresciuta sensibilità ambientale delle nuove generazioni, quelle che poi possono anche usufruire delle agevolazioni introdotte dal Governo per rilanciare il settore e favorire l’acquisto della prima casa da parte degli under 36.

Il vecchio invece manifesta una crescita più lenta perché, pur con i bonus che ne favoriscono la ristrutturazione, guardando in prospettiva è quello meno attraente (soprattutto dal punto di vista del risparmio energetico e della rivendibilità).

+0,3% mensile e -1,7% annuo

A segnalare questo diverso passo di marcia è una ricerca, secondo cui il prezzo medio delle case ‘usate’ è salito in aprile a 1.692 euro mq, dello 0,3% mensile: movimento non sufficiente a riportare il valore medio su un terreno positivo rispetto al 2021.

Infatti, la variazione annuale resta ancora negativa, per l’1,7 per cento. Lo scorso mese ben 14 regioni su venti hanno sperimentato aumenti rispetto a marzo, con i progressi più significativi concentrati in Valle d’Aosta (+3,9%) e Friuli-Venezia Giulia (+1,2%). I rialzi sotto la soglia dell’1% vanno dallo 0,9% della Sardegna allo 0,2% dell’Umbria. Stabilità in Piemonte e Abruzzo, mentre i ribassi toccano Molise (-1,7%), Basilicata (-1,3%), Toscana (-0,9%) e Sicilia (-0,2%).

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Valle d’Aosta è la regione più cara, la Calabria la più economica

Tra le grandi città, spiccano in positivo Milano (+0,2%) e Napoli (+1,9%) e, in negativo, Roma (-0,9%). Per quanto riguarda i valori al metro quadrato, la Valle d’Aosta (2.660 euro) risulta la più cara, seguita da Trentino-Alto Adige (2.542 euro) e Liguria (2.411 euro). Valori superiori alla media italiana anche in Toscana (2.255 euro), Lazio (1.963 euro) e Lombardia (1.746 euro).

Tra le regioni più economiche del residenziale ‘di seconda mano’ troviamo Sicilia (999 euro/mq), Molise (882 euro) e Calabria (851 euro). A livello provinciale, in aprile 68 provincie su 109 monitorate hanno presentato prezzi in aumento, tra cui spiccano Aosta (3,9%), Rimini (3,7%), Vercelli (3,4%) e Trieste (3%). Le aree più in difficoltà sono Lucca (-4,9%), Caltanisetta (-3,2%) e Pavia (-3%).

Bolzano è la provincia più cara

Nonostante i segnali che arrivano dai movimenti di breve periodo del mercato, la provincia di Bolzano (4.080 euro) è di gran lunga la più cara, seguita da Savona (3.080 euro). La classifica delle 5 province più ambite è completata da Lucca (2.925 euro), Firenze (2.820 euro) e Aosta (2.660 euro).

Le capitali del mercato immobiliare italiano, Milano e Roma, si fermano rispettivamente a 2.566 e 2.201 euro, e occupano il settimo e l’undicesimo posto nel ranking. In fondo alla classifica le aree di Isernia (730 euro), Caltanissetta (663 euro) e Biella (601 euro). Tendenza simile si è verificata anche per i capoluoghi, 61 dei quali presentano un andamento positivo, con in testa Teramo (6,3%), Bergamo (5,9%), Vercelli (4,1%). Male Pavia (-5,6%) e Monza (-3,3%).

A cura di: Fernando Mancini

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