Tassi di interesse: uno sguardo ai Paesi dell’Eurozona
La politica monetaria della BCE e il Quantitative easing, con la sua iniezione di liquidità, hanno mantenuto ai minimi storici i tassi di interesse in tutti i Paesi dell’Eurozona e li terranno bassi probabilmente ancora per un po' di tempo, condizionando in maniera importante il mercato dei mutui.
La politica monetaria della Banca centrale europea e il Quantitative easing con la sua iniezione di liquidità hanno mantenuto ai minimi storici i tassi di interesse in tutti i Paesi dell’Eurozona e li terranno ancora bassi con molta probabilità ben oltre la dichiarata fine del programma di acquisto.
I tassi di interesse bassi stanno condizionando in maniera importante il mercato dei mutui, incluso evidentemente il nostro. Come scriviamo in "Come la politica condiziona i mutui", l’Eurirs ha segnato il 29 marzo l’1,45%, contro l’1,61% del 12 febbraio e l’Euribor® segna -0,37% da luglio 2016, il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha confermato il momento di congiuntura economica positiva dell'Eurozona.
Le rassicurazioni sui tassi da Londra
Da Londra arriva poi la rassicurazione che nessuno scossone stravolgerà il livello dei tassi di interesse ancora per qualche tempo. A dirlo è l’autorevole Liffe, letteralmente il London International Financial Futures Exchange, uno dei principali mercati mondiali che rappresenta le aspettative degli operatori sulle materie prime e sui tassi di interesse (come nel caso dell’Euribor® 3 mesi), prevedendone l’andamento per i successivi 5 anni.
I tassi nei Paesi dell’Eurozona
Ma come se la passano gli altri Paesi europei in fatto di tassi e quanto le famiglie italiane che devono affrontare la spesa di un mutuo possono ritenersi avvantaggiate?
Secondo le rilevazioni della Bce risalenti al mese di febbraio, il tasso di interesse medio praticato in Eurozona sul mercato dei mutui è stato nel mese di febbraio pari all’1,84%, una cifra simile a quella di inizio anno e inferiore a quella registrata la scorsa estate (ad agosto ha superato l’1,9%).
L’Italia non è il Paese dove la convenienza a stipulare un mutuo è maggiore, visto che nel mese di febbraio il tasso medio sui nuovi mutui ha segnato l’1,92%. Eppure la competizione delle banche, impegnate a condurre una vera e propria battaglia concorrenziale, porta di fatto a ottenere condizioni ben più convenienti.
I tassi più bassi in Europa
Ma torniamo al mercato europeo, e vediamo chi riesce ad avere tassi più competitivi. In Germania il tasso di interesse medio sui nuovi mutui ha segnato proprio l’1,84%, in Austria l’1,8%, nel Lussemburgo l'1,78%, in Slovacchia l'1,64%. Competitivi i tassi di Francia (1,61%), Portogallo (1,46%) e Finlandia (0,93%).
La situazione non è così favorevole per i futuri mutuatari di Grecia e Irlanda ad esempio, dove la profonda crisi ha fatto alzare il livello dei tassi rispettivamente al 3,14% e 3,08% rispettivamente. Tassi alti anche per la Lettonia (2,7%), Malta (2,7%), la Slovenia (2,43%), l’Olanda (2,4%), l’Estonia (2,31%), la Lituania (2,26%), il Belgio (2,01%). La Spagna ha fatto rilevare 2 decimi di punti più di noi, con l’1,94%, posizionandosi a metà tra i Paesi che mantengono le condizioni migliori e quelli che invece fanno i conti con la crisi dei mercati.
L’importanza del confronto dei mutui
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